Marcia funebre per una marionetta (e non solo)

Discussioni su teatro di prosa, commedia musicale e musical
Rispondi
Avatar utente
marcob35
Messaggi: 1048
Iscritto il: 07 set 2017 17:59
Località: In collina, oltre al bosco
Contatta:

Marcia funebre per una marionetta (e non solo)

Messaggio da marcob35 » 16 giu 2024 20:43

Nella pièce “Vaiolo”, scritta da Edoardo Erba [1] alla fine degli anni ’90 e ambientata in un futuro distopico, un professore e un archeologo discutono in merito al ritrovamento di un sito archeologico antico. Il ticchettio dell’acqua accompagna la loro conversazione, mentre i due illuminano ed osservano un esemplare notevolmente ben conservato di ciò che il professore defnisce “teatro”, un luogo arcaico e misterioso in cui, secondo alcuni studi, centinaia di anni prima le persone mettevano in scena degli spettacoli. I due personaggi, pur non comprendendo l’utilità di quest’usanza, appartenente a un mondo lontano, sepolto e ormai mutato, ne sono estremamente affascinati; così formulano una tesi bizzarra, secondo loro più logica, per la quale il teatro sarebbe stato, nel lontano passato, un ospedale dedicato alla cura del vaiolo, malattia ormai estinta. Lo scioglimento dell’enigma riguardo all’utilità del luogo sfocia in un’inquietante visione metaforica del futuro del teatro, apparentemente segnato da un destino di totale oblio in un contesto sociale guarito, dove il teatro-ospedale, così come l’attore-dottore, non ha più senso di esistere… [2]

La pièce citata si riferisce genericamente al “teatro” ma ai tempi ormai in cui siam giunti, potrebbe valere anche per quello d’opera (anzi, maggiormente). Surreale quanto si voglia, la tesi ha peraltro un sinistro, ambiguo fascino. Nella clip su Youtube che segue (solo 15 minuti) è stata realizzata una trasposizione che appare per l’interesse del teatrante Natalino Balasso [3] pure recitante ivi.

Il teatro è stato dimenticato da quando sono finite le emozioni, come ha commentato qualcuno su Youtube in calce alla clip? Il mondo social, le tecnologie hanno tolto tutto quello che si provava un tempo? O il tono pessimista dell’Autore era poi uno scongiuro, un esorcisma contro le paure e i sentori di una (possibile, annunciata) “fine”? Dopotutto “come noi reagiamo ad un determinato periodo storico, così reagisce il teatro” (Irena La Preziosa).






[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Erba
[2] Irene La Preziosa (Università degli Studi “La Sapienza” di Roma) che riformula Massimo Bertoldi per la di lui recensione su: Edoardo Erba, Sei commedie in commedia, in Drammaturgia.it (Firenze University Press 2013)
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Natalino_Balasso



Rispondi