Nina Stemme alla Scala

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mascherpa
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Nina Stemme alla Scala

Messaggio da mascherpa » 03 mar 2009 10:16

La celebre cantante, già nota in Italia per il ruolo di Cherubino, è comparsa ieri sera alla Scala in un programma concertistico di notevole varietà ed impegno (Grieg, i Wesendonck-Lieder, l'Opus 37 di Sibelius, alcune bellissime romanze giovanili di Rahmaninov), seguito da due bis francesi di Kurt Weill, una rara Ninna nanna di Mario Caselnuovo Tedesco e, a mo' di cogedo, lo stupendo Dedica di Richard Strauß. È stata accompagnata al pianoforte da Bénédicte Haid, che m'è parsa avere il suo momento migliore in Sibelius, mentre in Rahmaninov avrei desiderato qualche brivido in piú.

Ad altri il compito d'analizzare la vocalità e l'interpretazione della Stemme. Io mi limito a dire che non ero piú uscito dalla Scala eccitato a tal punto da un soprano, sin da quando, nel lontanissimo 1973, ascoltai la Višnevskaâ nell'Evgenji Onegin, durante la seconda tournée del Bol'šoj a Milano.

La piena bellezza della voce, l'intelligenza dell'interprete, l'eleganza del programma, la scelta calibratissima dei bis, il dominio della pronunzia tedesca e francese (su quella russa non so pronuziarmi, mentre Grieg è stato cantato nell'originale norvegese e Sibelius in traduzione svedese, lingua madre della cantante) mi sembra facciano grandissimo aggio sur un paio d'incrinature dell'emissione (in Sibelius e in Rahmaninov), che la cantante avrebbe probabilmente potuto evitare, se avesse privilegiato (con danno degli ascoltatori, è ovvio) l'impeccabilità rispetto alla timbrica e al fraseggio.

Molto vicino il prossimo impegno italiano della Stemme, il 5 e 6 aprile a Ferrara e Reggio Emilia, con i Quattro ultimi canti di Richard Strauß diretti da Claudio Abbado.
Ultima modifica di mascherpa il 03 mar 2009 20:12, modificato 1 volta in totale.


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Re: Nina Stemme alla Scala

Messaggio da Berlioz » 03 mar 2009 10:56

Mi domando quando i "nostri" cantanti cominceranno a frequentare la liederistica....

a parte la Bacelli e la Comparato e de Lisi (a suo tempo), mi sembrano tutti disinteressati.

E dire che c'è un precendente illustrissimo, Il Dichterliebe cantato da Valletti
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Emanuele
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Re: Nina Stemme alla Scala

Messaggio da Emanuele » 03 mar 2009 10:59

I commenti da parte di vari ascoltatori a sfavore della liederistica, captati ieri sera alla Scala, non depongono purtroppo molto a favore di un suo progresso nelle nostre sale ...
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Re: Nina Stemme alla Scala

Messaggio da mascherpa » 03 mar 2009 11:23

Emanuele ha scritto:I commenti da parte di vari ascoltatori a sfavore della liederistica, captati ieri sera alla Scala, non depongono purtroppo molto a favore di un suo progresso nelle nostre sale ...
Purtroppo anche al «Quartetto» la serata liederistica annuale non era mai molto ben accolta. Adesso, con il passaggio dalla condizione di stagione pubblica (sino a pochi anni fa i concerti erano formalmente "privati", ossia riservati ai soci), e la conseguente forte riduzione del numero degli abbonati all'intera stagione, il pubblico presente è, in media, molto piú interessato. Segnalo che martedí 31 marzo verrà la bella e brava Kirchschlager con il grande Helmut Deutsch (Schubert, Korngold e Weill, per il momento non meglio specificati).

Risale a non troppo tempo fa il ricordo d'un concerto della Meier all'Auditorium di Largo Mahler in cui saranno stati occupati, sí e no, un quarto dei posti. Ma ricordo anche un concerto del Quartetto Vegh alla Piccola Scala, nell'inverno del 1971, in cui saremmo stati all''incirca sessanta ascoltatori (allora la sala aveva una capienza di 500-600 persone).

C'è da dire che ambienti molto ampi, come la Scala o la Sala Verdi, il repertorio liederistico non è propriamente l'ideale, a meno che cantino voci particolarmente potenti come, appunto, la Stemme ieri sera (dimostrazione della risposta che m'ebbi sui denti quella volta che avevo affermato che "alla Scala i cantanti non si sono mai sentiti": «Alla Scala i cantanti si sono sempre sentiti: dipende quali...»).
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Re: Nina Stemme alla Scala

Messaggio da Emanuele » 03 mar 2009 19:07

No non sei l'unico, anche una mia amica insigne liederista ha trovato noioso come ha affrontato queste pagine la Stemme, a me viceversa è piaciuto parecchio, pur con alcune riserve logiche (nessuno è perfetto).
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Re: Nina Stemme alla Scala

Messaggio da mascherpa » 04 mar 2009 16:36

Mi pare che la recensione d'Emanuele in HP racconti con gradevole precisione il concerto.

Che poi la Stemme m'abbia infuso "tremore insolito", e ad altri no, può essere dipeso da infiniti elementi, anche personali. Oggettivamente, resta indiscutibile, che, come valore musicale, la Winterreise surclassa sia i Wesendonck-Lieder, sia le romanze di Rahmaninov; però, la prima di queste ("Non cantare, fanciulla, vicino a me..."), s'avvale d'un testo letterario di tale bellezza, intuibile persino dalla traduzione letterale, che una parte del mio grande entusiasmo di lunedí sera può essere sgorgata anche da essa.
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Debutto di Nina Stemme alla Scala

Messaggio da bjorling » 05 mar 2009 10:26

Finalmente la cantante svedese Nina Stemme ha debuttato alla Scala :cin: . Io ne sono rimasto entusiasta e ritengo che siamo di fronte a una vera e grande interprete. Qualcuno dei forumisti era presente? Che ne pensate?

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Re: Debutto di Nina Stemme alla Scala

Messaggio da mascherpa » 05 mar 2009 10:42

Sul concerto della Stemme a Milano c'è già un thread nell'apposita sezione del Forum ("Musica sacra e vocale non operistica").
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Re: Debutto di Nina Stemme alla Scala

Messaggio da bjorling » 05 mar 2009 10:46

Grazie Vittorio, non me ne ero accorto e mi pareva infatti strano che non ci fosse alcun intervento su questo concerto.
Scusate per l'innoportuna apertura di questo topic.

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Re: Nina Stemme alla Scala

Messaggio da bjorling » 05 mar 2009 17:34

Anch'io sono uscito da questo concerto con una soddisfazione che non mi capitava di provare per un concerto di canto da quello di Jessye Norman sempre alla Scala nel 1987. Certo questa soddisfazione in parte è sicuramente dettata da elementi personali (nel mio caso adoro Rachmaninov e conosco bene gli autori scandinavi), ma sicuramente non si può non rimanere colpiti dalla bellezza vocale associata ad una potenza che sovente infondeva sensazioni orgiastiche (come dice max_sie) di cui troppo spesso negli ultimi anni siamo rimasti orfani. Ma l'aspetto che a mio parere rende la Stemme un'artista tra le migliori del panorama attuale è la sua arte di interprete. Accenti, fraseggio, analisi della parola, mimica, gestualità rendono ciò che canta quasi fisico, tangibile, emozionante!! Quanti brividi l'altra sera, poi che ci sia stata qualche imperfezione, a me non disturba, è la resa finale che conta.
Qualche purista del Lied ha storto il naso (ne ho sentiti alcuni anch'io in teatro) altri forse si sono annoiati. Credo dipenda dal repertorio. Certo ascoltare brani poco famosi in norvegese e svedese, e poi canti russi ai più poco noti, certo non facilita. La Stemme a mio parere però, proprio per gli elementi sopra descritti, è riuscita a non annoiare ed a far apprezzare un repertorio praticamente ignoto ad un pubblico non scandinavo. Ho trovato la scelta del programma molto interessante ed equilibrata. Una giusta dose di divulgazione (Grieg e Sibelius) abbinata ai straordinari canti di Rachmaninov che si sentono di rado salvo quando vengono cantanti slavi. La scelta dei bis con Weill in prima istanza ha invece dato sfogo alle sue doti di attrice, per cui alla ine ci ha dato una visione completa della sua arte il che denota un intelligenza non da poco. Posso quindi in parte capire i puristi del Lied che hanno storto il naso, di Lied "classico" ne ha cantato solo uno (tra i bis) peraltro in modo eccellente oltre al ciclo dei Wesendonk-Lieder (nel programma) dove francamente non credo gli si possa muovere particolari critiche.
Personalmente mi sono particolarmente emozionato per i canti di Sibelius e di questi soprattutto per quel struggente Flickan kom från sin älsklings möte e Rachmaninov tutto. Poi con Weill nei bis ci ha dato saggio di cosa è scenicamete
Comunque che la Stemme includesse nel programma autori scandinavi, c'era da attenderselo. I cantanti svedesi nei concerti di canto hanno sempre incluso un repertorio nazionale, in cui includo Grieg e Sibelius. Lo ha sempre fatto Björling ovunque cantasse, lo faceva Gedda, la Söderström, la Nilsson (anche se in misura minore), Hagegård, la von Otter, ed il compianto Winbergh solo per citarne alcuni dei più noti al pubblico italiano.
Non vedo l’ora di riascoltarla e di certo non mancherò di acoltare la nuova tetralogia scaligera dove affronterà Brunnhilde nella Valchiria e nel Sigfrido (saggiamente per ora evita il Crepucolo).
Per Ferrara qualcuno sa indicarmi come muovermi per i biglietti, o è già tutto esaurito?

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