Chung alla Fenice - Prima di Mahler

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marco_
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Chung alla Fenice - Prima di Mahler

Messaggio da marco_ » 15 mag 2021 20:38

Stasera Chung ha firmato una lettura memorabile, a mio parere. Dall’inizio alla fine l’aria è stata pervasa da elettricità, che fa volare i minuti eppure li rende densi. Il primo movimento è contemplazione aurorale della natura, con dinamiche e colori così fluidi da sembrare che il paesaggio e i colori siano entrati in teatro. Il secondo movimento ha il coraggio della bruttezza senza paraventi, come di un ubriaco che barcolla per strada. Il terzo è solenne, quasi una marcia funebre raffinata nel nitore dei rimandi tra frasi e colori strumentali. Il finale miscela la serenità di una preghiera con la gioia della certezza. Questi sentimenti sono evocati grazie a una gestione sapiente di tempi e accenti, in un gioco continuo che quasi impercettibilmente li muta e trascolora. Incantevole il tendere e rilasciare la tensione, altrettanto e l’alternarsi fra espressività composte e dispiegate. Infine la trasparenza, per cui in ogni dinamica si leggono le famiglie ma anche i singoli strumenti.

Bene l’orchestra, che sarebbe al limite per suonare Mahler, ma ha una tale sintonia con Chung da lasciarsi plasmare in un suono degli archi preciso e compatto, addirittura personale quando suonano piano con poco vibrato. Bravi i legni, particolarmente i primi oboe e fagotto. Ottoni un po’ precari, comunque tenuti a bada nonostante suonassero in piena platea.

Grande affetto del pubblico locale al termine, con tanti ‘bravo’ per direttore e orchestrali.



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