Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

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daphnis
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Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da daphnis » 20 dic 2020 23:41

L'Accademia di Santa Cecilia annuncia il seguente concerto di Natale (ovviamente in streaming, magari ci si potesse andare!):

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore
Kirill Petrenko
pianoforte
Igor Levit
Programma
Weber
Oberon: Ouverture
Prokof’ev
Concerto per pianoforte n. 1
Schubert
Sinfonia n. 9 "La Grande" D. 944


23 dicembre ore 20:30: diretta su Rai Radio3 e live streaming su RaiPlay

29 dicembre ore 10:00: differita su Rai 2


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marco vizzardelli



daphnis
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Re: Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da daphnis » 26 dic 2020 10:39

Non perdete, il 29 dicembre, la replica su Rai 2 di questo straordinario concerto, il migliore in assoluto fra quanti andati in streaming nel periodo, un motivo d'ulteriore orgoglio per la nostra massima orchestra sinfonica nel nuovo incontro con un direttore grande e geniale, con il quale ha ormai stabilito un feeling che si rinnova ad ogni apparizione di Kirill Petrenko sul podio dell'Auditorium romano.
Petrenko "diventa" letteralmente i tre autori in programma, restando al contempo se stesso.
Dirige Oberon di Weber come diventando il folletto Puck, poi esalta il suono elettrico dell'intelligente Igor Levit trascinandolo ad una travolgente lettura del concerto pianistico di Prokofiev (il finale si ascolta con il fiato sospeso), poi si trasforma in Schubert: non c'è altro modo di definire la sua rivoluzionaria, esaltante e poeticissima lettura della "Grande" di Schubert. Altri grandissimi direttori avevo ascoltato in anni più o meno recenti nella Sinfonia in do maggiore: Claudio Abbado ne faceva una personale pagina di esperimenti, cercando ogni volta elementi strutturali nuovi. Haitink con la Mozart a Lugano fu lucidissimo in una sorta di enrgica classicità. Nikolaus Harnoncourt la viveva e ce la dava come la summa di tutta la Sinfonia, da prima a dopo Schubert, da Haydn fino a Bruckner, affascinantissimo. Petrenko si trasforma in Schubert, signore del canto e del frammento, e la Grande nelle sue mani ci si manifesta come costruzione calcolata eppure liberissima, di Lied e di frammenti. Istanti e canto che costruiscono, momento per momento, il capolavoro, come scagliandolo dall'intimo dell'anima nello spazio universo. Di tutto questo l'Orchestra di Santa Cecilia, pure esaltata, in leggerezza e slancio, dal proprio suono in quello di Petrenko in Schubert, è strumento favoloso, si coglie una dedizione reciproca totale fra autore direttore ed orchestra che fa di questa Grande una lettura capitale, che speriamo l'orchestra abbia registrato-live e che resti come un caposaldo. Concerto gigantesco, davvero non perdetelo!


marco vizzardelli

daphnis
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Re: Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da daphnis » 29 dic 2020 11:49

Appena riascoltato e rivisto su Rai 2. Stupefacente. Petrenko, il gesto e il volto. Il suono, i suoni, la leggerezza, il volo, la poesia. L'orchestra che restituisce tutto questo. Il pianista Levit tutt'uno con l'orchestra. I volti stessi degli orchestrali, che "parlano" (il primo violino Obiso che alla fine della Grande, come travolto dalla bellezza, suona emettendo un "urlo silenzioso" a bocca aperta, dice tutto!), tutti che suonano come in trance, avvolti dalla bellezza che riemanano.
Da brivido.


marco vizzardelli

proiets
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Re: Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da proiets » 30 dic 2020 12:49

Concordo in pieno, ascoltato e visto su Raiplay, concerto esaltante, in specie Schubert.

Robertino
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Re: Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da Robertino » 30 dic 2020 18:57

Petrenko ha saputo valorizzare benissimo, con la sua direzione, il grande lavoro svolto da Pappano in questi ultimi anni sull'orchestra di Santa Cecilia, che lui è riuscito a trasformare (come nella fiaba di Andersen) da 'brutto anatroccolo' in 'splendido cigno bianco' (adesso é senz'altro una delle migliori orchestre sinfoniche europee) e, quindi, per questo suo concerto pre-natalizio romano, Petrenko non ha certo avuto problemi di 'guida', nel passare dalla potente MERCEDES tedesca ( i 'Berliner') alla brillante MASERATI italiana ( Santa Cecilia), grazie anche ad un programma ben scelto e che ne ha evidenziato le qualità interpretative. Igor Levit é soprattutto uno 'specialista' di Beethoven (di cui ha registrato in disco le sonate per pianoforte) mentre qui il suo approccio al Prokofiev giovanile del primo concerto mi è sembrato a volte più virtuosistico che partecipato, esaltandone le dinamiche ritmiche ed il carattere 'ludico' ( molto evidenti soprattutto nel primo tempo della composizione ).
Ascoltandolo pensavo come avrebbe potuto invece interpretarlo una pianista raffinata come Beatrice Rana (se lei lo avesse eseguito al posto di Levit).
Dei tre 'pezzi' del programma é senz'altro straordinario Schubert, coinvolgente il Weber iniziale, mentre Prokofiev mi è apparso parzialmente penalizzato dall'esecuzione non proprio impeccabile di Levit.
E' stato comunque un grande concerto, da archiviare tra le migliori 'performances' dell'orchestra sinfonica di Santa Cecilia.

daphnis
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Re: Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da daphnis » 31 dic 2020 10:31

In realtà è sempre stata un'orchestra eccellente e, per sua e nostra fortuna, l'istituzione Santa Cecilia è sempre stata guidata, progettualmente e musicalmente, ad altissimo livello di senso del ruolo e del valore unico di questa orchestra nel panorama nazionale. Sinopoli, Gatti, Chung, Pappano: ciascuno di loro ha tenuto elevata la qualità del complesso, un'orchestra ben tenuta, sempre motivata, conscia di se stessa, e mai il senso di un ruolo mantenuto per diritto divino (il problema su cui, talora, si è "incagliata" la Scala di Milano) ma riproposto e rinnovato di fatto, con i fatti, giorno per giorno. Era magnifica quando incise La Boheme con Bernstein, lo è vieppiù oggi. Alla base c'è stata per anni la presenza fondamentale di Bruno Cagli, oggi con MIchele dall'Ongaro il "senso" d'identità è portato avanti. E, sicuramente, Antonio Pappano - simbolico di ciò che ha da essere un direttore musicale - su una base di qualità già altissima ha saputo proiettare l'orchestra di Santa Cecilia in uno spazio e in una dimensione di valore assolutamente internazionale (in aplomb, "suono" e capacità di ascoltarsi mentre suonano) che lo rende figura di importanza sicuramente storica nella vita dell'orchestra e dell'istituzione. Il giorno (prima o poi accadrà, come ovunque) in cui Pappano avrà un successore (e occorrerà scegliere bene, come sempre si è fatto, a Santa Cecilia) gli andrà gratitudine a vita, anche per il rapporto istituito con il suo "caro pubblico", come lo saluta all'inizio dei concerti quando necessario. Ogni classificazione di rivista specializzata, italiana o estera, la vede nominata fra le migliori al mondo e - più che mai di questi tempi - ciò fa piacere. E non vive sugli allori : quanti volti giovani si son visti in quel concerto di Petrenko, fra l'altro ripreso molto bene televisivamente e anche - una volta tanto - nella resa sonora! E, ripeto, basta vederli, oltreché ascoltarli, mentre suonano - i corpi e i volti che seguono la musica, segno che l'anima la segue! - per riceverne gioia: si ascoltano fra loro (distintivo della grande orchestra), appassionati alla bellezza di ciò che fanno, e tutto questo passa e arriva a chi li vede ed ascolta. E tutto questo è emerso, lampante, nel concerto ddi Natale con Kirill Petrenko, nel quale anche il senso di straniamento proprio dello "streaming" si è ridotto al minimo, praticamente annullato, tale la bellezza, auditiva e visiva.

marco vizzardelli

marco_
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Re: Kirill Petrenko, Santa Cecilia, Concerto di Natale

Messaggio da marco_ » 01 gen 2021 23:04

Grazie della segnalazione, l’ho trovato da ascoltare qui: https://www.raiplay.it/programmi/concer ... ecilia2020
daphnis ha scritto:
29 dic 2020 11:49
I volti stessi degli orchestrali, che "parlano" (il primo violino Obiso che alla fine della Grande, come travolto dalla bellezza, suona emettendo un "urlo silenzioso" a bocca aperta, dice tutto!), tutti che suonano come in trance, avvolti dalla bellezza che riemanano.
Da brivido.
Concordo Marco, la resa del quarto movimento è favolosa, gli ultimi 5 minuti ipnotici. Peraltro è un brano congeniale al loro suono, che resero in modo indimenticabile nel ‘19 con un Bychkov splendente e qualche anno prima con un Pappano indiavolato.

Conosco diversi orchestrali di Santa Cecilia; il loro segreto? Sono umili e mai soddisfatti, al termine di concerti sublimi li ho sentiti spesso riandare su particolari minimi di cui si mostravano critici o addirittura ritenevano oltre le proprie possibilità di resa. Non si autoappagano né si gongolano, così crescono di anno in anno.

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