Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

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massenetiana
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da massenetiana » 21 gen 2020 16:56

La Cso è interamente fantastica. Ottoni, archi, percussioni... tutte le sezioni sono straordinarie.
Domenica sera a Napoli per la bellezza del suono mi è sembrato di ascoltare un cd... godimento assoluto!


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marcob35
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da marcob35 » 21 gen 2020 17:17

ZetaZeta ha scritto:
21 gen 2020 16:42
Concordo su quanto scritto per quanto riguarda Hindemith e Prokofiev: l'orchestra ha un suono davvero scintillante e gli ottoni sono veramente eccezionali. Il programma era forse poco popolare ma molto nelle corde di Muti, soprattutto la parte russa.
L'Olandese mi ha lasciato un po' perplesso, perché da dove ero io (molto laterale) mi è sembrato un po' troppo preponderante il suono degli ottoni e l'interpretazione un po' pesante: bello, per carità, ma mi è piaciuto di più quello "agitato" di Luisi.
A voler far i pignoli, i "prescisini" e investigare sull'interpretazione di Muti (che ovviamente c'è, "malgrado" l'eccezionalità dell'orchestra) un po' di enfasi era distribuita proprio in Wagner (finale) e nei due pezzi novecenteschi. Prokofiev poi è sempre un autore fortemente drammatico e teatrale pure nella musica sinfonica propria (si pensi al "Romeo", le musiche per i film): in tal senso soddisfa il gusto scenografico del direttore napoletano. Esiste su Internet una edizione della terza sinfonia con la Symphonieorchester Bayerischen Rundfunks. (La nota comparativa con Luisi è corretta: fu una bellissima lettura). E' pure vero quanto dice "fraaaa", lo Maesschtre si compiace sempre un po' e del resto della superiorità della "Chicago" "come la più grande orchestra de lo munno" il suo ex-amico Isotta non aveva incertezze, col dubbio (amletico, nostro) se la formazione fosse grande poiché incantata da Muti, o viceversa.

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daphnis
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da daphnis » 23 gen 2020 09:59

Il suo mondo è… Fedora, e lo ha dimostrato con la magnifica, commossa lettura dell’Intermezzo dall’opera di Giordano, nettamente il momento migliore del concerto di Riccardo Muti, con la Chicago Symphony, al Teatro alla Scala.
Il Wagner dell’Ouverture dell’Olandese Volante è stato francamente brutto nel suono, volgare nella “frase” e nel divaricarsi delle sonorità fra boati peroranti degli ottoni e successiva inerzia dei legni, pesante nella scansione. Ma così erano, ai tempi, l’entrata degli Dei nel Walhalla o la fucina di Mime. Niente di nuovo, (salvo la valanga di suono della compagine statunitense): avevamo già conosciuto, alla Scala, il Wagner di Muti. Lo abbiamo ritrovato, immutato. C’è chi apprezza. Non siamo in quel novero.
Meglio l’Hindemith di “Mathis” e, in parte, il Prokofiev della Terza Sinfonia. Ma, nell’insieme, la pur formidabile macchina sonora, perfettamente rispondente al suo direttore, è parsa, in versione-Muti, espressione di un suono “sgarbato” (salvo, appunto, nei pochi minuti di Fedora). Con Solti, anche in là negli anni (del quale Muti in intervista aveva ricordato la monumentalità) la ricordavamo (ad esempio in una meravigliosa Prima Sinfonia di Beethoven) più ricca di guizzi e di “humour” sonoro, pur nella potenza caratteristica. E, se penso al sorprendente Beethoven appena ascoltato da parte di Chailly, le differenze anagrafiche fra i due direttori italiani (una decina d’anni) sembravano allargarsi sul piano dello stile interpretativo, dell’”essere direttore ed interprete qui e oggi”. Il Prokofiev di Muti, ma tutto il concerto, quasi ineccepibile sul piano esecutivo (“quasi”: l’acustica “chiusa” del teatrone milanese non è certo ideale, per la corazzata americana), mi è parso irrimediabilmente “datato” sul piano dello stile. Lo è l’intero attuale atteggiamento, musicale e non, del Maestro pugliese (che pure, fisicamente, porta piuttosto bene i suoi anni). Fa musica, e si esprime, come un nonno invecchiato che continui a ripetere gli stessi concetti. Spento il fantastico slancio di gesto ed espressione di altri suoi anni, il direttore è come “distaccato” e il passo musicale invariabilmente pesante, governa la macchina fuoriserie a sua disposizione, ma l’espressività è stanca ed un po’ inerte, con un che di nostalgico che, alla fine, mette malinconia. Ne è specchio la - contenuta, stavolta, ma ossessiva ripetizione/ricordo verbale de “il mio maestro Antonino Votto”, anche questa sera pronunciata presentando il bis. Da tutto questo, sono uscito non-allegro, ma per l’appunto, un po’ malinconico. Un po’ come un nipotino che, essendo andato a visitare il nonno, si fosse trovato a sentirsi ripetere le stesse cose già sentite mille volte. Ci sono persone anziane all’anagrafe, ma giovani “dentro” (fra i direttori - ne abbiamo parlato in questi giorni - mi torna in mente l’incredibile Herbert Blomstedt, un vulcano interpretativo di 92 anni). Ci sono persone, anche artisti, moderatamente anziani, ma “vecchi” dentro. Ecco: l’attuale Muti, almeno questa sera, mi è parso un po’ “così”.

marco vizzardelli

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marcob35
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da marcob35 » 23 gen 2020 11:54

Molto bella, affettuosa e un solo un po' nostalgica la notazione di "daphnis" che mi trova d'accordo poi.
In verità la sensazione deamicisiana dell'Ingegner Bottini col figlio Enrico al capezzale dell'antico d'entrambi maestro (malato) di scuola, potrebbe attagliarsi in questa circostanza (ma anche con altri ed altri). A Napoli avrà detto che "chesta è 'a mia città", a Firenze "aro' nascettero 'e mie figlì", a Milano "ove lo grande Maesschtre Votto...". Ed è bello dritto nel portamento e tutt'altro che anziano a vederlo. Certo: il grintoso Muti fiorentino dell'Ivan o il dinamico direttore del Nabucco poi scaligero, hanno dato il passo, nel fuori e nel dentro, ad una terza età come la disegna Vizzardelli.
A questo Muti quasi ottuagenario ci stiamo legando di simpatia, nonostante le bizze da nonnino che poi non son altro che quelle stesse dello scugnizzo napoletano di una volta.
Perlomeno isso può, a fronte di provocanti dantesche direttrici vaganti, masticatrici accanite di chewingum tra un Puccini e l'altro.
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da daphnis » 24 gen 2020 10:53

Alla luce di quell'intermezzo di Fedora (oggettivamente una meraviglia, in un concerto complessivamente non meraviglioso e un po' triste, salvo l'opulenza dell'orchestra) mi sentirei di consigliare a chi può (non è dietro casa!), di varcare l'oceano e andare a Chicago ad ascoltare la prossima Cavalleria Rusticana di Muti, in forma di concerto con la Santuzza di Anita Rachvelishvili e l'Alfio di Luca Salsi. Chi una volta nella vita ha ascoltato "gli aranci olezzano" come lo fa eseguire Muti, con quel profumo di agrumi e di Sicilia, sa che si tratta di un inestimabile capolavoro d'interpretazione. Chi non può andare a Chicago (io non credo di riuscirci) riascolti "gli aranci olezzano" nella famosa incisione mutiana con la Caballè trasformata in voce "amara" di disperata donna siciliana.

marco vizzardelli

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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da mascherpa » 24 gen 2020 11:02

massenetiana ha scritto:
21 gen 2020 16:56
...per la bellezza del suono mi è sembrato di ascoltare un cd...
Questa sottile osservazione mi ricorda l'esperienza di quando si legge la guida del Touring sbirciando con la coda dell'occhio il monumento descritto, e si scopre con profonda gioia che l'hanno costruito giusto.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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Don Carlo
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da Don Carlo » 24 gen 2020 11:53

Ciao, io ero presente e devo dire che mi è piaciuto molto tutto. L'Orchestra è un portento e la lettura del Maesctr pure, il bis lo ho trovato un po' una colata di melassa ma va bene così.... avrei preferito una pagina verdiana ma è un mio limite.

Ho una domanda, ma nessuno di voi ha sentito un brutto scrocchio dei corni?

Grazie, ciao.

ZetaZeta
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da ZetaZeta » 24 gen 2020 18:41

Don Carlo ha scritto:
24 gen 2020 11:53
Ciao, io ero presente e devo dire che mi è piaciuto molto tutto. L'Orchestra è un portento e la lettura del Maesctr pure, il bis lo ho trovato un po' una colata di melassa ma va bene così.... avrei preferito una pagina verdiana ma è un mio limite.

Ho una domanda, ma nessuno di voi ha sentito un brutto scrocchio dei corni?

Grazie, ciao.
In Wagner anche qualche pernacchia degli ottoni.

Don Carlo
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Re: Muti a Napoli, Firenze e Milano con la CSO nel Tour del gennaio 2020

Messaggio da Don Carlo » 25 gen 2020 14:01

Ho sentito scrocchi solo in Wagner precisamente nelle primissime battute quando sono entrati i corni per suonare il loro tema. Ci sono rimasto male ma non mi hanno rovinato la serata. :clap: :clap: :clap: :clap:

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