Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

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JackMae
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Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da JackMae » 05 mar 2024 10:24

Ieri approdavano in Scala il direttore musicale della Wiener Staatsoper e il pianista francese Bertrand Chamayou, la cui formazione pianistica deriva in linea diretta da Ravel stesso (allievo di Heisser, allievo di Perlemuter, allievo e pupillo di Ravel).

Serata che, personalmente, mi ha convinto, senza picchi di entusiasmo, soltanto nella prima parte. Bellissimo il Ravel per la mano sinistra di Chamayou sotto una direzione cauta e pulita di Jordan (stesso giudizio sulla direzione per il Debussy del Prélude à l'après-midi d'un faune).
Chamayou bissa con la Pavane pour une infante défunte; con i tempi che corrono, se ne sentiva molto il bisogno (in orchestra qualcuno si è commosso vistosamente).

Seconda parte che, nel programma, si prospettava ghiotta e gustosa: i Quadri di un'esposizione di Musorgskij/Ravel.
Personalmente non sono mai stanco di ascoltarli perché li trovo un qualcosa di incredibile. Quadri che, invece, mi sono stancato di ascoltare quasi subito e che, in alcuni punti, mi hanno pervaso anche di un certo disagio: Jordan mi è sembrato senza una chiara idea, l'orchestra in alcuni punti vagheggiava (forse non ritrovandosi con il direttore svizzero) con sbagli evidenti da parte degli ottoni. Tutto è stato portato avanti a fatica e con un senso di precarietà evidente.

Chi mi conosce e legge qua sopra sa che, solitamente, sono sempre molto entusiasta di tutto (complice anche una "carriera" di ascoltatore "conscio" iniziata da pochi anni) e un po' mi dispiace dare questo giudizio.
Viste le faville che l'orchestra sta facendo, in queste settimane, sotto la bacchetta di Guggeis, e il generale suo stato di grazia di questo periodo, credo che la serata "no" di ieri sia stata il risultato di una non-intesa (fisica e mentale) con Jordan.
Può capitare.

Giacomo
Ultima modifica di JackMae il 05 mar 2024 14:30, modificato 1 volta in totale.



Don Carlo
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Re: Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da Don Carlo » 05 mar 2024 10:48

Mi ritrovo con l'ottimo Giacomo. Mi ero appropinquato in gran fiducia dopo l'ottima prestazione con i Wiener quando prese il posto di Chailly. Anche se i Wiener si dirigono da soli.

daphnis
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Re: Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da daphnis » 05 mar 2024 13:07

Il pianoforte di Bertrand Chamayou ha rappresentato il significato della serata, Semplicemente favoloso, nella timbrica, nella suadenza della frase, nei colori, ed in modo particolare nel magistrale uso e dosaggio del pedale. Il concerto di Ravel per la mano sinistra ne è sortito una meraviglia, anche nel dialogo a contrasto fra il fluttuare del pianoforte e l'orchestra invece implacabilmente ritmica e quasi tagliente di Jordan. La parte centrale, quella in forma di bolero, è risultata di formidabile suggestione (mentre si apprezzava il solista, veniva anche voglia di ascoltare proprio un Bolero di Ravel così impostato, nell'implacabilità). Orchestra notevolissima per tinte ed espressione, in linea con tutto il buono mostrato dalla Filarmonica in tempi recenti.

La Pavane pour une infante defunte eseguita come bis dal solista è stata a mio avviso uno degli eventi pianistici più alti ascoltati alla Scala negli ultimi anni. Qui il pedale tenuto e lasciato, la timbrica, la frase, le dinamiche di Chamayou, la mano sinistra che crea il colore "funerario", il suono perlato e perfettamente rotondo in zona acuta della tastiera hanno creato una poesia struggente. Altissima scuola francese, le cui ascendenze dirette Giacomo ha fatto bene a citare.

Purtroppo il bello finisce qui e chi mi ha preceduto ha già illustrato. Anche io avevo ricordi ben migliori, di Philippe Jordan, e sono rimasto sconcertato. Il Prelude di Debussy, pur ben eseguito (ottima arpa) è parso soffrire del gesto chiuso a spalle rigide e della monotona scansione impressa da Jordan. Limite che potrebbe fornire una spiegazione al disastro (che tale purtroppo è stato) ascoltato nei Quadri. Pareva fosse entrata in palco un'altra orchestra, irriconoscibile. Ho aspettato a scriverne perchè, ammutolito sul momento, ho sperato che la cotoletta di rito mi desse motivazioni, ma posso solo tentarne alcune. Il gesto direttoriale, rigido e onestamente "brutto", non ha aiutato. Fin l'espressione del volto, tesa e incerta, e' parsa trasmettere il panico del direttore agli strumentisti. Quasi un senso di malessere nervoso. E la scansione elefantiaca scelta per la Promenade può aver provocato l'errore iniziale, seguito da diversi altri. L'incidente in Bydlo ha dato, appunto, come un senso di umano panico. Orchestra e direttore non si son più ritrovati. Perfino la... porta di Kiev non si è aperta. è rimasta chiusa e opaca nella sonorità, inefficace. A più d'un conoscente è parso di vedere in orchestra diversi volti non consueti, e questa potrebbe essere un'altra spiegazione. Come orchestra della Scala, ci sono le repliche di un Ratto dal Serraglio in cui gli strumentisti scaligeri, incantevoli con Guggeis (presente in teatro), si coprono di gloria. E c'è da preparare Guglielmo Tell. Si stanno, e ci stanno dando tantissimo e ad un livello costantemente alto (il recente premio attribuito alla formazione operistica è più che meritato). La "serata no" ci sta (potrebbe, al più, suggerire che un teatro aperto quasi quotidianamente non risponda alla fisionomia della Scala, che non è "di repertorio") e speriamo di archiviarla come un incidente di percorso. Ma, piu' semplicemente, la chiave di lettura potrebbe risiedere nel "manico", una bacchetta
vistosamente a disagio. Dimentichiamo, abbiamo goduto Chamayou, godiamo le repliche di Mozart e attendiamo Rossini.

Già che ci siamo, aggiungo una nota (chi era con me potrebbe confermare) sulla profonda antipatia e gelo umano di una cospicua parte del pubblico della Filarmonica, ma questo fa purtroppo parte dell'arredo (io avevo davanti a me una ignota vecchia strega Baba Yaga, accigliata e cattivissima, e intorno alcuni altri cigliosi). Dopo la recente caduta di un telefonino dal parapetto, ora gli annunci al pubblico comprendono l'attenzione agli oggetti. Aggiunngerei la raccomandazione, destinata ad alcuni carampani/e : "Si ricorda al pubblico di sorridere ogni tanto, please. Fa bene alla salute". Se penso alla folla allegra ed entusiasta, di ogni generazione, trovata alla Philarmonie di Parigi, posso soltanto dolermi per i complessi scaligeri costretti ad esibirsi davanti ad uno stuolo di lapidi. Meriterebbero di meglio. Ma tant'è.


marco vizzardelli
Ultima modifica di daphnis il 05 mar 2024 16:18, modificato 1 volta in totale.

Don Carlo
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Re: Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da Don Carlo » 05 mar 2024 15:31

Quell'olezzo di carne vizza a breve falciata dalla arcigna mietitrice... Anche io in platea ero vicino ad una coppia che dopo 50 anni di matrimonio si guardava in cagnesco borbottando durante i quadri.

daphnis
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Re: Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da daphnis » 05 mar 2024 19:31

Fenomenologia dell'abbonato/a Filarmonica


Sono quasi tutti incavolati. Oppure poco interessati a quel che ascolteranno. Eppure sono alla Scala.

Discavolatevi, please. E interessatevi, un pochino. Se siete qui la vita non e' tutto sto schifo che fate la smorfietta, due (ehm, cinquanta) colpi di tosse, quattro porte di palco sbattute, due applausini giusto perche' gli schiavetti hanno fatto il loro dovere di suonare per voi che pagate, e subito a casa in tempo per Porta a Porta.


Ecco, il pubblico abbonati Filarmonica e' storicamente un po' cosi'. Un po' una pippa, detto fra noi. Non penso che Claudio Abbado avesse inteso fondare l'istituzione di un pubblico cosi'.


marco vizzardelli

Don Carlo
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Re: Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da Don Carlo » 05 mar 2024 19:49

Le porte sbattute mi imbizzarriscono.

ZetaZeta
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Re: Philippe Jordan, Bertrand Chamayou, Filarmonica della Scala, Debussy/Ravel/Musorgskij

Messaggio da ZetaZeta » 05 mar 2024 19:59

daphnis ha scritto: Fenomenologia dell'abbonato/a Filarmonica


Sono quasi tutti incavolati. Oppure poco interessati a quel che ascolteranno. Eppure sono alla Scala.

Discavolatevi, please. E interessatevi, un pochino. Se siete qui la vita non e' tutto sto schifo che fate la smorfietta, due (ehm, cinquanta) colpi di tosse, quattro porte di palco sbattute, due applausini giusto perche' gli schiavetti hanno fatto il loro dovere di suonare per voi che pagate, e subito a casa in tempo per Porta a Porta.


Ecco, il pubblico abbonati Filarmonica e' storicamente un po' cosi'. Un po' una pippa, detto fra noi. Non penso che Claudio Abbado avesse inteso fondare l'istituzione di un pubblico cosi'.


marco vizzardelli
Perdonatemi una piccola confessione personale.
Nei periodi difficili che capitano a tutti, se c'è una cosa che mi aiuta ad andare avanti, oltre ai miei alunni, è proprio la musica, a teatro e soprattutto quando gli amici pianisti mi invitano alle loro prove, perché la condivisione diventa totale e la mente riesce ad elevarsi dalle miserie quotidiane.
E quello che insegno a scuola sostanzialmente è che la letteratura, l'arte e la musica salvano la vita perché ci rendono più umani. Per questo mi pare inconcepibile stare a teatro con irritazione.
Se la musica non aiuta a vivere meglio, meglio stare a casa a vedere la Gruber o Vespa....

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