La donna di picche al San Carlo

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marco_
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La donna di picche al San Carlo

Messaggio da marco_ » 14 dic 2019 22:51

Arvīds Jansons raccomandava al figlio di ‘non aggiungere zucchero al miele’ con la musica di Ciajkovskij. Valčuha porta fino in fondo questa lezione, e ci regala una donna di picche delicata e a tratti impalpabile. Ci metto un po’ a entrare in quest’ottica: a quel punto, dal primo duetto soprano-tenore e pienamente con la romanza di Eleckij, scopro che il libretto e i solisti occorrono e bastano per creare emozione. Dalla buca sale un suono trasparente, direi cameristico per i legni, il vibrato non è mai eccessivo tantomeno i turgori. Grande misura anche nelle pagine corali, entrata della zarina inclusa. Fanno eccezione preludi e interludi con sonorità da Sesta sinfonia, e l’introduzione al sogno rivelatore. Una concertazione assai riuscita, con la pecca di aver espunto la pagina di teatro nel teatro: trovo che in sua assenza quest’opera bellissima si appiattisca. Positiva l’orchestra, con archi precisi e fiati intonati. Rivedibile il coro, che risulta sovente scollato fra le sezioni e fatica con la pronuncia russa.

Il cast è altalenante. Molto bene Dolgov, che per la prima volta mi fa sentire dal vivo un Herman cantato senza fatica, grazie a una voce omogenea, sempre timbrata e con acuti fulgidi. Bravi l’Eleckij nobilissimo di Aniskin e la Liza credibile della Tsererina. Passabile la contessa della Gertseva (ruolo che senza una grande artista come ad esempio la Palmer o la Obratzova perde ogni sfumatura). In difficoltà Tomasson, che dipinge un Tomskij becero e svociato.

L’allestimento di Decker è inutile, non aggiungendo nulla rispetto alla forma di concerto. Movimenti banali, scene e costumi grigi, per non dire delle luci deprimenti.

Bel successo al termine. Ogni volta al San Carlo mi beo dell’acustica perfetta, che sta all’opera come quella del Musikverein al repertorio sinfonico.



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marcob35
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Re: La donna di picche al San Carlo

Messaggio da marcob35 » 15 dic 2019 00:24

marco_ ha scritto:
14 dic 2019 22:51
[...] con la pecca di aver espunto la pagina di teatro nel teatro: trovo che in sua assenza quest’opera bellissima si appiattisca. [...]
Alcuni anni fa (maggio 2014)-a Zurigo-vidi la versione della Пиковая дама con la regia di Robert Carsen che espungeva tutti i momenti chiamiamoli "di colore" e d'ambiente della somma partitura ciaikovskiana: la scena della "Passeggiata", il "Coretto" dei ragazzi (à la Bizet) e-naturalmente-tutto l'interludio pastorale. Il motivo era racchiuso nel taglio dato dal responsabile della produzione che insisteva sul lato torbido, scuro e mortifero dell'opera. In tal senso-seppur paradossalmente-l'azione tutta correva e precipitava verso la conclusione... sin dall'inizio.
Come se nella veste originale tali avvisaglie e regolari ritornelli funèbri, non esistessero perfettamente nell'incredibile perfezione di momenti "decorativi" e intensi, nella loro giustapposizione continua, come previsto peraltro dalla fonte puskiniana nell'affondare profondo dei fantasmi di Herman.

Eliminare poi e soprattutto il magico "teatro nel teatro" dato dalla scena pastorale "à la Mozart" (una assoluta invenzione musicale superbamente costruita dal Ciaikovskij adoratore del Salisburghese), è comunque di fatto ingiustificabile e da quanto leggo-nella nota puntuale ed apprezzabile per nitòre del mio omonimo-nemmeno necessaria, come invece poteva forse anche essere nell'allestimento di Carsen.

Purtroppo, quando in casi estremi, si interviene sulla produzione, a togliere e tagliare non vi è da essere particolarmente indulgenti, ma spero che si compia un giorno o l'altro su titoli come "Traviata" eliminando zingarelle e toreadori, così come del resto fu fatto per un' "Aida" romana sia pure in minima parte. Attendiamo anche qualche sfrondatura per Puccini, che so, nella "Madama" e compagnia bella.
Se po fa (Se pò fà).
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