"I melomani sono tendenzialmente pazzi" (anche se innocui)

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marcob35
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"I melomani sono tendenzialmente pazzi" (anche se innocui)

Messaggio da marcob35 » 14 dic 2019 15:17

Chi dice quanto al titolo sopra non è colui il quale ora qui scrive, anche se condivido del tutto.
Lo afferma-pure ironicamente verso se stesso-il dottor Fabio Dal Carobbo, di cui è reperibile su Internet la sua ammirevole tesi di laurea nell'Anno Accemico 2018-19 titolata: «Ebben? Ne andrò lontana» La voce, la scena, il repertorio: l’eredità di Maria Callas tra passato e futuro.

E' un lavoro scientifico realizzato in seno alla Università degli Studi di Padova e Università Ca’ Foscari di Venezia Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari, relatori i Prof. Sergio Durante ed Adriana Guarnieri.

Si tratta di uno studio di ben 600 pagine che potrebbe incutere timore ed offre viceversa tantissimo materiale per i cultori dell'oggetto, che vogliono rinfrescare e rinvigorire le loro conoscenze sul fenomeno Callas. Uno sguardo al sommario dovrebbe essere significativo e lo si trova all'inizio ovviamente del lavoro, andando al link sotto riportato. Si vedrà che l'Autore inquadra il proprio contributo su una gamma molto ampia e documentata. Vi è anche una accurata appendice discografica e una succosa Bibliografia e affini.

I capitoli principali che si diramano in sottocapitoli e ulteriori di cui è impossibile riportare qui, sono:
Alle origini del Mito - Nel Paese del melodramma: tra le guerre, prima e dopo - La voce che egual non ha e il suo repertorio - Con scenica scienza - Come l’araba fenice.

"Di Maria Callas si vuole conoscere e studiare tutto quanto in una liturgia laica che non conosce declino, bensì continue e talvolta imprevedibili variationes. Si obietterà che i melomani sono tendenzialmente pazzi (anche se innocui), ma in realtà questo accade solo per lei: Tebaldi e Sills o Sutherland e Caballé sono grandi soprani, le prime tre addirittura sue quasi coetanee, celebrate in repertori parzialmente sovrapponibili al suo. Sono morte, rispettivamente, nel 2004, nel 2007, nel 2010 e nel 2018: circola qualche libro (pochi), si ristampano i loro dischi (tanti), ma tutto si conclude nei circuiti musicali “colti”, senza sacralizzazioni né celebrazioni inter artes" (l'Autore, ivi, pag. 557).

http://tesi.cab.unipd.it/62758/1/Fabio_ ... o_2019.pdf



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