Pagina 1 di 1

Le opere brutte (?) di Verdi ("Ogne scarrafone...")

Inviato: 12 dic 2019 15:02
da marcob35
Che Verdi abbia scritto un terzo di opere "brutte" lo diceva tra i denti Mila come noto, pur avvertendo che le opere giovanili (ossia le più brutte) "si debbono certamente studiare... per rilevare in esse, accanto alle prime affermazioni del genio, tutte le cose che il Verdi maturo non fece più: l’oziosa coniugazione di radici melodiche puramente decorative; l’inerzia di accompagnamenti stereotipati; la strumentazione bandistica; le barocche volute di strumentini che si avvolgono in pettegoli arpeggi staccati intorno alla melodia vocale...". [*]

Ma il nocciolo non è questo. Ci sono appassionati (e quando si è tali c'è poco da fare) che vedo corrono per Ernani [1844] (prima a Novara ora a Pisa), opera al vero che non fa parte delle sei racchie identificate dal Mila. E che altrettanto adesso si fiondano nella Città etterna per l'operone "I Vespri siciliani" (1855, dopo "La traviata"), ormai fuori zona "brutte". Ma che esse siano così appetitose non ci ho mai creduto.
E poi: se i due titoli "Ernani-Vespri" non sono brutti e le opere racchiose stanno tra il 1845 e il 49 (c'è in mezzo però il "Macbeth"!), dove dovremo classificare la disdicevole "Forza del destino" del 1862 e (a ritroso) i "Foscari" del 1844? Attenzione. restano pure in corner "Luisa Miller" (ahi!) del 1849 e "Stiffelio" del 1850 (doppio ahi). Fate i conti voi...

Ma niente da fare. A Boulez non importava un fico secco nientemeno di "Otello"; invece per un melomane (ed un vociomane), il brutto o il deforme, esteticamente attrae e non gli si può rimproverare più di tanto.
Non è necessario essere 'o Maesschtre per amare Verdi oltre il ragionevole.
Insomma, per dirla alla partenopea: ogne scarrafone è bell' a mamma soja.



[*] Le opere «brutte» di Giuseppe Verdi, a cura di Tito M. Tonietti, 2015