LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Discussioni: per i neofiti che vogliono togliersi dei dubbi e per gli esperti che vogliono approfondire...
Rispondi
albertoemme
Messaggi: 1195
Iscritto il: 03 feb 2015 17:51

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da albertoemme » 29 dic 2019 23:06

Si chiama Arrigo quello che canta “Giorno di pianto”. In tedesco forse si chiama Arrighen, ma non Monforte.-



Avatar utente
UltrasFolgoreVerano
Messaggi: 16750
Iscritto il: 23 dic 2001 21:42
Località: Verano Brianza (MI)
Contatta:

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 30 dic 2019 18:14

albertoemme ha scritto:
29 dic 2019 23:06
Si chiama Arrigo quello che canta “Giorno di pianto”. In tedesco forse si chiama Arrighen, ma non Monforte.-
Grazie mille per l’imperdonabile refuso. Talmente pigro che non sono andato nemmeno a sincerarmi come si chiamasse il protagonista dell’opera, segno di come non l’ami proprio.

albertoemme
Messaggi: 1195
Iscritto il: 03 feb 2015 17:51

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da albertoemme » 30 dic 2019 23:00

Tranquillo io è l’unica opera che conosco un po’ e volevo farmene un merito con te.-

Manrico Del Pietro
Messaggi: 905
Iscritto il: 09 mar 2015 14:30

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da Manrico Del Pietro » 04 gen 2020 20:27

cabaletta64 ha scritto:
29 dic 2019 21:16

"I Vespri siciliani" mi piacciono esclusivamente nella versione italiana, molto più dinamica e di più immediato impatto drammatico rispetto alla versione francese

:argh :argh :argh

Ma, tipo... un argomento a giustificare questa affermazione così perentoria e così contraria a qualsiasi analisi comparativa dei libretti? :pip
Non sum uni angulo natus, patria mea totus hic mundus est. (Seneca)

albertoemme
Messaggi: 1195
Iscritto il: 03 feb 2015 17:51

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da albertoemme » 04 gen 2020 22:33

Già! Peraltro in bocca a una Scotto o a una Callas i versi dei Vespri in italiano, mi pare che aiutino, piuttosto che penalizzare, queste due straordinarie fraseggiatrici e se il buon giorno lo si volesse vedere dal mattino...

ZetaZeta
Messaggi: 793
Iscritto il: 06 mag 2017 21:03

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da ZetaZeta » 06 gen 2020 06:16

Manrico Del Pietro ha scritto:
04 gen 2020 20:27
cabaletta64 ha scritto:
29 dic 2019 21:16

"I Vespri siciliani" mi piacciono esclusivamente nella versione italiana, molto più dinamica e di più immediato impatto drammatico rispetto alla versione francese

:argh :argh :argh

Ma, tipo... un argomento a giustificare questa affermazione così perentoria e così contraria a qualsiasi analisi comparativa dei libretti? :pip
Il "mi piace" non deve essere giustificato. I gusti son gusti: mica ha scritto che è più bello in assoluto.

Avatar utente
mascherpa
Messaggi: 14290
Iscritto il: 28 apr 2004 14:12
Località: Borgotaro - Venezia

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da mascherpa » 06 gen 2020 13:31

ZetaZeta ha scritto:
06 gen 2020 06:16
I gusti son gusti...
...e meglio di qualsiasi altra cosa descrivono le persone, anche grazie al modo in cui sono espressi.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

Immagine

τί μοι σὺν δούλοισιν;

Manrico Del Pietro
Messaggi: 905
Iscritto il: 09 mar 2015 14:30

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da Manrico Del Pietro » 08 gen 2020 19:26

ZetaZeta ha scritto:
06 gen 2020 06:16
Il "mi piace" non deve essere giustificato. I gusti son gusti: mica ha scritto che è più bello in assoluto.
Mi pare evidente che non mi riferissi al gusto personale, ma alla perentoria affermazione "molto più dinamica e di più immediato impatto drammatico rispetto alla versione francese". Dove starebbero questa dinamicità e questo immediato impatto drammatico?
Non sum uni angulo natus, patria mea totus hic mundus est. (Seneca)

albertoemme
Messaggi: 1195
Iscritto il: 03 feb 2015 17:51

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da albertoemme » 05 mar 2020 22:01

Consoliamoci con l’opera in tv...e tanto per tener vive le discussioni vi dirò che la Mantegna è un ottimo mezzosoprano.-

cabaletta64
Messaggi: 149
Iscritto il: 15 set 2014 18:10
Località: Treviso

Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da cabaletta64 » 06 mar 2020 00:54

I vespri siciliani, edizione (sic.) in francese dall'Opera di Roma.
Non sono sicuro che si tratti della stessa sera della prima trasmessa per radio, potrebbe essere un assemble di più serate, ma forse mi sbaglio.
Daniele Gatti dirige molto, veramente molto bene la sinfonia con bel gesto e accortezza nei tempi, un po meno durante la recita con tempi estremamente dilatati nelle arie dei protagonisti, in particolare con la “barcarola” di Elena, le arie di Procida e di Monforte.
E' un ottimo direttore, sarebbe un grande direttore se a un certo punto si rivolgesse alla regista più o meno così : “SENTI...COCCOBELLA (carrasco), QUESTI SONO I VESPRI SICILIANI DI GIUSEPPE VERDI, NON SONO I VESPRI SICILIANI DI VALENTINA CARRASCO, IL BARITONO CHE QUI CANTA, NON ESSENDO TRA L'ALTRO NEMMENO PIU' TROPPO GIOVANE, (1958) DOPO UN' ARIA COME IL BRACCIO DELLE DOVIZIE E UN DUETTONE DELLA MADONNA, INVECE DI GIRARE PER IL PALCOSCENICO A FARE IL CLOWN, AVREBBE, FORSE E DICO FORSE, VOGLIA DI RIPOSARE QUALCHE MINUTO IN PIU', E TU REGISTA CON IL TUO AMICO MAX PENSA A FARE UN GRAN BALLO DELLE QUATTRO STAGIONI STILE GRAN OPERA' COME SI DEVE”.
Gatti rimane elegante con il frac, con vero abito da direttore orchestra, visto anche domenica scorsa da Renato Palumbo (Lucrezia Borgia su rai5), a differenza dei tanti malvestiti che passano per i podi dei teatri.
Frontali e Pertusi sembrano con la voce un po' passata, con poca verve, in sostanza abbastanza logora, attenti a non superare certi limiti sulle note acute, ma ancora dotati di fiato, come su certe frasi molto ben sostenute.
La Mantegna mezzosoprano????
No, la Mantegna è un ottimo soprano, forse ce da far controllare l'audio della propria TV, io la trovo una gran voce, bella, con squillo, il suono ben impostato, e questo lo si nota sopratutto nei suoi tre pezzi da solista (barcarola, Arrigo tu parli...., bolero), e sopratutto interpretazione.
Osborn è al limite, peso vocale poco consistente, pure nelle note acute non è stò granchè, qualche acuto omesso, il SI N. finale della sua aria, poi di bello, anche se non mi pare scritto un DO in falsettone al termine del duettone con Monforte del terzo atto, ecco quello si era un acuto bello e di effetto.
La regia lascia senza parole.
I vespri siciliani, Palermo, pieno medioevo, ci troviamo invece con una Sicilia occupata in tempi recenti dai francesi, (evidentemente a scuola mi è sfuggito qualche passaggio della storia d'Italia), violenze sessuali mimate in scena (come ce ne fosse bisogno di vedere queste cose), Monforte che spezza a martellate la tomba della madre di Arrigo, il balletto che più insulso non si può, i costumi di Arrigo ed Elena miserabili.
Contento per a chi piace questa robaccia in scena.

Rispondi