Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

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victorlebrun
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Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da victorlebrun » 21 nov 2019 13:42

Devereux ha scritto:
21 nov 2019 08:56
Ma perdere il 10% del pubblico può essere un obiettivo ed un vanto? Che fine fanno gli obiettivi culturali? E via di questo passo quale e quanto pubblico resterà per i teatri lirici? Sarebbe stato più intelligente dire di cercare un modo per avere più pubblico possibile, io aggiungo in gran parte locale, pur tenendo d'occhio i conti. Falcidiare il proprio pubblico a priori non mi sembra una grande scelta.
Per ora, anche se mi dispiace dirlo, ha ragione lui perchè il pubblico di oggi va all'opera come se andasse al circo, va a sentire e vedere per esempio Domingo, in quanto tale, per la memoria del grande artista che fu, ma non per ascoltare un baritono vero. Del baritono vero se ne frega anche perchè "quel pubblico" di ricchi che piace a Pereira di fatto non ne capisce mica poi granchè. Il suono ed il timbro di un violino è uguale a quello del violoncello ......



fracapi
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Re: L'opera (del mendicante). Uno spettacolo di élite (?). I Ricchi e i Poveri

Messaggio da fracapi » 21 nov 2019 19:26

marcob35 ha scritto:
21 nov 2019 11:11
[Tempo medio di lettura 6 minuti]

La "quaestio" dell'innalzamento dei prezzi al Maggio, pianificata da Pereira è solamente uno dei problemi che confluiscono sullo spettacolo lirico, se non per quello musicale "serio". E' una faccenda di "ricchi & poveri" (cfr. il vecchio gruppo vocale semi-genovese), non solo di tasca, ma di spirito, di formazione umanitaria e culturale. E non c'è da far spallucce.
E' vero che il nuovo teatro del Maggio è stato costruito con una platea ed una galleria che non consentono di vedersi reciprocamente, quindi un teatro "classista" come notò subito un appassionato che mi stava accanto appena fu inaugurato: ai poveri del "loggione" (lì) non è concesso vedere i "ricchi" della platea, mentre a questi ultimi è evitata la visione dei derelitti che stanno per loro propria povertà nelle alte sfere (bisogna andare all'inizio della buca orchestrale, girarsi di schiena al palco ed allora si potrà vedere, da lontano, molto lontano, la massa dei poveracci). Teatro promosso da sindaci di sinistra, ricordiamocelo.

Del resto un teatro vecchio stile-come la Scala-che in fatto di prezzi non è esente dal problema, anzi, continua a mantenere la distinzione tra ricchi e poveri.
I teatri e le sale europee moderne-ve ne sono di esempi ammirabili-puntano su una maggior omogeneizzazione delle due categorie che per brevità diremo qui "REP" (ricchi e poveri), almeno in quanto a loro collocazione, stante le differenziazioni di costi.

Tornando, solo per un attimo (perché non è l'argomento del presente topic) alle due diverse strategie Chiarot & Pereira (ossia stile Fenice e stile Scala, ma non solo), è chiaro che esse affrontavano ed affrontano il problema del poco pubblico e degli alti costi in due modalità del tutto opposte, anche se coincideva e coincide la finalità.
Il primo-Cristiano-era, pazientemente, alla caccia di nuovo pubblico che attirava con varie modalità contenendo i prezzi quando non abbassandoli, il che avrebbe portato nel tempo (non immediato-ma risultati stavano arrivando-quando Qualcuno disfece) ad un rinnovamento del pubblico, degli affezionati, degli incassi, con possibilità a medio-lungo termine di impostare stagioni sempre più di qualità (nel frattempo molto repertorio e qualche novità con cast medi).

Il secondo-l'Asburgico-è pronto a perdere dice anche il 10% di spettatori, ma con l'innalzamento dei biglietti, dice, avrà maggiori entrate e questo permetterà produzioni più fastose, che chiameranno pubblico, anche se-è evidente-che sarà sempre "quel" pubblico di soliti (ricconi e vecchioni) a venire: il tutto in tempi corti. Se faccio la Traviata con Palmira Cecconi non viene nessuno ma se la faccio con Maria Callas...

Ma i biglietti pagano solo una parte dei costi. Basta fare un po' di conti (e la sala del Maggio per dire ha 1800 posti in potenza, quasi mai esauriti). Nessun incasso-anche gonfiato-coprirà le spese di produzione e gestionali. Come dice nel breve trailer che ho usato Alex Pereira (creato per la Scala al vero, ma valido ora a Firenze) "solo una virtuosa fusione degli apporti tra enti pubblici, privati e biglietteria, spendendo oculatamente, permette una sana vita al teatro".
Già: lo Stato e gli sponsor. E' il problema di tutto il mondo. Alla ROH e al Met non fan altro che dire agli spettatori cacciate fori i soldi, sponsorizzate cioè (che magari detraete dalle tasse). Per un forte sostegno dello Stato bisognerà andare nel paese dell'utopia o tornare all'atteggiamento e alla pratica di ellenica memoria, ma noi siamo nel XXI secolo e la nostra società è diversa da quella degli antichi Greci.

A proposito di società (e civiltà) moderna va detta una verità sostanziale-spiacevole quanto si vorrà-ma sulla quale gira la faccenda sopra detta: l'opera lirica è uno spettacolo elitario, di quasi nicchia, anche quando si fa "Turandot". Tralasciando il "balùn" ossia il calcio che riempie gli stadi non solo la domenica, lo spettacolo di massa vero e alla portata delle borse dell'operaio, è (XX-XXI secolo) il cinema.
Ora non si venga a dire che il mi' nonno o bisnonno, che non sapevano leggere e scrivere o avevan fatto la terza elementare, conoscevano a menadito il Trovatore, non solo nei versi, ma nell'intreccio e significato (intimo) della storia. Altrettanto non si venga a ricordare che dalle gallerie venivano gettati i manifesti con scritto "W VERDI" ed altre (pur vere) amenità dello stesso tipo.

La musica (tutta, specie quella popolare, intendesi leggera, pop, rock e ovviamente la classica) è uno degli interessi maggiori dell'Uomo (scritto con la maiuscola): infatti potete riempire teatri e stadi di indemoniati che urlano verso il palco all'aria aperta o al chiuso, con luci psichedeliche ed effetti sulfurei, sino alla follia. Treni appositamente creati dalle Ferrovie dello Stato per far fronte all'arrivo d'ogni dove di spettatori paganti ma non troppo.
La musica: non l'opera lirica, che è spettacolo elitario, in forza della scarsa cultura, della debolezza di istruzione, delle buone educazioni. Là dove queste esistono (ossia ci sono cultura, istruzione ed educazione) il problema diminuisce.

Insomma noi appassionati con o senza la laurea, ma comunque appassionati, siamo una minoranza c'è poco da fare e siamo alla fine disposti a sborsare anche di più per vedere un genere di spettacolo, che è sempre abbastanza costato.

Resta la soluzione di starsene a casa, accendere la radio, il tv e il giradischi (ci soccorre la tecnica) o aprire il computer: nessun titolo della storia musicale ci sarà negato oggi ed anzi non dovremo arrabbiarci per le regie insane contro la musica, che poi resta sempre la cosa più importante, anche quando c'è di mezzo (virtualmente) la scena.
Così è (anche se non vi pare).

[ec per typo]
il 3ad e' interessante ma un po' troppo ben scritto ( e lunghetto ) per uno come me :lol: ,naturalmente io non vedo nessun intento razzista ,altrimenti non scriverei , tra l'altro Pereira e' cristiano e non ebreo e anche se lo fosse dove sta' il problema ? Penso che siano 2 strategie manageriali e niente altro . Credo che Tu abbia ragione la lirica , attualmente e' per , relativamente ,pochi .
Non penso sia per i prezzi , Vasco o Ramazzotti costano di piu'.. , e non penso che sia un qualcosa legato alla cultura personale , poca o molta che sia . E' una questione di moda e di adrenalina . In tempi passati ne' dava di piu' e ora altre forme di spettacolo ne danno ancora di piu' . Poi bisogna mettersi d'accordo quale opera piace o no alla maggioranza .. io ne ho vista in tutto il mondo , anche se non sono un 'esperto , prima la vedevo tutta .. per acculturarmi :D , ma ora vado a vedere cio che non mi annoia . Elena Egizia , che ho gia visto a Cagliari , non andro' MAI piu' a vederla , Scala o non Scala neppure se mi pagano ,invece con buoni cantanti andrei subito ad ascoltare , anche pagando un po' Armida di Rossini , mai vista . Il teatro nuovo di Firenze non mi piace , preferivo il vecchio , ma tutti questi " pezzenti " non li ho visti .. neppure uno . e all'ingresso ci sono tutti , quelli che vanno in platea e quelli che vanno in loggione , magari gli piace di piu' o ascoltano meglio.

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Giulio Santini
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Re: L'opera (del mendicante). Uno spettacolo di élite (?). I Ricchi e i Poveri

Messaggio da Giulio Santini » 21 nov 2019 19:55

Davvero dobbiamo pensare che nel post di Garganese non si possa presumerne la buona fede?

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marcob35
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Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da marcob35 » 22 nov 2019 00:27

Due conti

Il nuovo teatro del Maggio ha una capienza di 1890 posti nel progetto di Paolo Desideri [*].
Il numero di posti di più basso costo (10 euro in stagione-15 euro nel Festival, con eguale differenziazione se "prima" o "repliche"; sono menzionati anche "posti di solo ascolto" talvolta a 5 euro, ma nelle piante on line non si trovano in realtà), il numero di posti dunque così offerti è di 73 (settantrè) poltrone.
Quindi si può dire che solo un 4% circa della disponibilità del Teatro è alla portata di tali borse.
Una famiglia di 4 persone verrebbe a spendere tra i 40 e i 60 euro globalmente: ergo solo 18 nuclei familiari siffatti possono accedere (a recita s'intende) al Teatro.
I posti di galleria in Festival subito superiori per prezzo è di 50 euro a scranno.

Se lo stesso ipotetico gruppo familiare volesse assistere alla prima di "Otello" del prossimo "Maggio" (10 maggio) nei migliori posti di platea (disponibilità 115 poltrone di tal grado), dovrebbe disporre di 800 (ottocento) euro (senza contare le prevendite). Naturalmente lo stesso caso "familiare" alla Scala per "Tosca" porterebbe a scucire attorno 1.200 euro prevendita inclusa.

Trilussa docet?



[*] https://it.wikipedia.org/wiki/Opera_di_Firenze
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
-"GEWURZTRAMINER"

albertoemme
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Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da albertoemme » 22 nov 2019 09:34

Effettivamente credo che mio nonno Giovanni (1885) geometra, quando da Dello (BS) con la sua Fiat 501 porto’ le quattro figlie (1913-1914-1918-1923) al Grande per far assistere le pargole a La Traviata con Gilda Dalla Rizza, spese un botto. Non so se portò anche il figlio (del 1920) che era al collegio di Celana (BG). Non posso essere più preciso perché sono tutti morti.-

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marcob35
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Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da marcob35 » 22 nov 2019 10:14

Le cose sono importanti e valide non tanto in riguardo a chi le dice, ma per i propri contenuti (anche le sciocchezze). Quindi non per il principio di autorità riporto comunque-a distanza di un paio di giorni dalla loro apparizione sulla stampa locale fiorentina-i pareri di quattro "illustri" nomi, sul caso "Pereira ti alzo i prezzi" tratti da "la Repubblica" edizione Firenze.

Aggiungo un piccolissimo estratto da un famoso film di Visconti.

Riguardo al mio post con i conti, vedi sopra, sarebbe utopico ma bello che quei 73 posti a poco prezzo, divenissero al più alto prezzo, ossia: un centinaio di posti costano 200 euro, tutti gli altri 1700 restanti costano tra le 20 e 60-100 euro. Tanto, mai la biglietteria potrà pagare i costi. E chi paga dunque? Mi sono già espresso.

La clip da "Ludwig": https://drive.google.com/file/d/1bjh36t ... sp=sharing

La riproduzione del quotidiano qui (oltre che in allegato per chi può vedere): https://drive.google.com/file/d/1IyYPgP ... sp=sharing

I commenti:

La sindacalista Pierattini "Cultura accessibile anche a chi ha poche risorse"
Cristina Pierattini lei che rappresenta la Slc Cgil perché boccia
l’aumento del biglietto al Maggio?
« L’aumento delle entrate autonome di un teatro è un punto critico. Ma
senza dimenticare che la cultura deve essere fruibile da tutti, anche
chi ha poche risorse. Il teatro ha una funzione sociale. Il valore
sociale e civile della cultura è quello che deve principalmente
orientare le scelte».
Ma se mancano i soldi?
«Prima di parlare di biglietti domandiamoci se si è fatto tutto quanto
si era concordato nell’incontro tra sindaco Nardella e sindacati dopo
la crisi Chiarot.
A proposito degli strumenti che si era concordato di usare per
garantire l’attività presente e futura del Maggio, tra cui la
ricapitalizzazione, l’aumento di risorse private e il consolidamento
di quelle pubbliche».
Aumentare i biglietti non va in questo senso?
«Allontana, invece che richiamare, il pubblico e i biglietti non sono
determinanti altrimenti tutti i teatri del mondo non si reggerebbero
su finanziamenti pubblici perché collaborino alla crescita culturale
dei cittadini».

L’economista Brunetti "Sfida imprenditoriale fuori dalla tradizione"
Giorgio Brunetti, lei che è professore emerito alla Bocconi di
strategia e politica aziendale cosa ne pensa dell’aumento del
biglietto al Maggio?
«Che il teatro dell’opera è un fallimento del mercato.
Le entrate da biglietteria non coprono mai i costi. I teatri
anglosassoni sono retti da contributi privati e quelli europei dalle
risorse pubbliche».
Dopodiché però ci sono anche teatri più o meni cari.
«Dipende dalle città. La Scala può permetterselo in virtù di una
borghesia solida che considera il suo teatro come un patrimonio da
sostenere. Rinforzata dal turismo d’affari. Venezia si basa sul
turismo avendo solo 50 mila abitanti e un teatro-gioiello in centro
che ci si muove da fuori per andare a vedere.
Venezia vende teatro e spettacolo. Firenze è diversa».
In che senso?
«Ha un teatro fuori dal circuito turistico e non di per sé non è così
attraente. In più il Maggio viene da una storia antica di modello
‘socialista’ che si rivolge a più persone possibili».
E dunque l’idea di aumentare i biglietti?
«La definirei una bella sfida imprenditoriale».

Lo spettatore fisso Tramonti "Così rischiano di perdere il pubblico"
Terenzio Tramonti , lei è un docente universitario di architettura
sempre presente al Maggio, ha sentito che Pereira aumenterà il
biglietto?
«Ho sentito in tv che diceva che i grandi artisti vano pagati e che i
fiorentini devono fare un piccolo sacrificio».
E lei che ne pensa?
«Che è vero che i grandi artisti si pagano e le produzioni vanno
sempre migliorate. Ma aumentare il biglietto mi sembra sbagliato. Il
pericolo di perdere pubblico è consistente».
Il pubblico fiorentino, ma Pereira parla di pubblico internazionale.
«Non è vero che all’estero si è abituati a pagare tanto.
Ho recentemente pagato 60 euro per un palco di prim’ordine all’Opera
di Parigi e a Berlino i prezzi sono molto bassi nonostante ci vadano i
migliori del mondo».
Però da qualche parte i soldi vanno trovati.
«I biglietti non hanno mai risolto il problema neanche alla Scala. E a
Firenze prima delle malegestioni avevamo grandi spettacoli a prezzi
commisurati alla vita cittadina. Adesso si era riconquistato il
pubblico, mi domando se valga correre il rischio».

L’ex sovrintendente Merlini "Il rincaro ci stava, ma si poteva aspettare"
Stefano Merlini, lei è stato sovrintendente al Maggio, il teatro lo
conosce. Che ne dice dell’aumento del biglietto?
«La politica dei prezzi in un teatro lirico deve essere correlata a
una programmazione che tenga conto della qualità artistica che però
deve essere a sua volta correlata a un progetto educativo. Le risorse
pubbliche arrivano perché Costituzione e norme vigenti le prevedono ai
fini dell’educazione musicale dei cittadini».
E allora?
«Allora Pereira ha ragione quando dice che le buone produzioni e i
grandi artisti costano. E ha anche ragione nel senso che i biglietti
del Maggio avrebbero dovuto in ogni caso aumentare. Chiarot li aveva
tenuti bassi per recuperare il pubblico allontanato dall’infelicissima
gestione Bianchi. Ma sarebbe stato più opportuno attendere e non
legare l’aumento a alcuni eventi che vanno a aggiungersi a un Festival
per due terzi già programmato, quanto a una programmazione rivolta
all’educazione del pubblico.
Non basta quello internazionale, ci vuole anche il pubblico locale, normale».

(a cura di Ilaria Ciuti)
ilaria prezzi.JPG
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Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da albertoemme » 22 nov 2019 18:48

Io non condivido le considerazioni di Daphnis e Malatesta sulle versioni delle opere di Puccini presentate alla Scala in questi ultimi anni. Se l'elegante maestro crede più in quelle versioni piuttosto che a quelle cui siamo abituati è irrilevante. Quello che più conta per tanti ascoltatori é che i buoni mezzi della Scala hanno dato un'occasione di ascoltarle, quel tantino diverse, che per una volta non dovrebbe far venire mal di pancia, bruciori di stomaco o, peggio, ulcere ai nostri precitati insostituibili forumisti.-
Volevo poi pregare Marcob35 di stringere i suoi interventi. Io così lunghi non li reggo e li salto temendo tuttavia di perdere qualcosa di interessante e/o stimolante. Ti sarò grato per l'attenzione che vorrai riservare a questa mia, forse ingiustificata, doglianza, che tuttavia è sincera e viene dal profondo dei miei polmoni.-

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