Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

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albertoemme
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da albertoemme » 25 giu 2019 09:35

Io sono d'accordo con te e le sue stagioni mi sono piaciute, tuttavia sul suo aplomb da intrigante, si può tranquillamente "equivocare" considerando due o tre caratteristiche della sua direzione: la stampella data al Festival di Salisburgo; l'aver ingaggiato divi sulla parola (Alvarez, Kaufmann, Garanca, Bartoli, ecc.); l'autoreferenzialità nella virtù di trovare sponsor.-



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tower
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da tower » 25 giu 2019 14:34

daphnis ha scritto:
25 giu 2019 00:57
Ribadisco e preciso meglio il mio pensiero. Sinceramente: nella vicenda Bartoli (e nei connessi problemi del Teatro alla Scala), per un verso o per l’altro, dato che una delle parti in causa è il pubblico defraudato, tutti gli altri, Bartoli, Teatro e Pereira, e anche Comune, non ne stanno uscendo bene.
In tutti questi giorni, ho letto un solo intervento realmente dettato da buon senso: quello equilibrato e sensato di Riccardo Chailly, quando invitava a lasciar finire tranquillamente i mandati, pensando tranquillamente alla successione delle due cariche. Ma per qualcuno, all’interno del CdA la parola, “tranquillamente” non esiste mai. Non fu tranquillo l’addio di Lissner, non lo è la vicenda attuale. Perché? Pereira può o meno suscitare approvazione o consensi, ma la maniera con la quale il CdA ha proceduto, un giorno dopo il sensatissimo intervento del direttore musicale, è totalmente mancata di stile. In tutto, poi, c’è un Grande Assente. Il Sindaco Sala giosce per le Olimpiadi, ma sulla Scala pare una Sfinge, ed è il Presidente del CdA. Tutto questo macello non avrebbe dovuto neppure aver luogo, se il Sindaco avesse davvero fatto la sua parte.

marco vizzardelli
Sinceramente la penso in maniera diversa.
Io credo che, in generale, occorra maggiore professionalità. Per quanto apprezzi Chailly e Pereira credo che entrambi abbiano gestito molto male le ultime mosse.

Partiamo da Chailly. Anche se trovo totalmente condivisibile la sua idea trovo del tutto inopportuno il fatto che l'abbia voluta esternare il giorno prima del CDA andando solo ad alimentare ulteriormente un clima già pessimo, sapendo per di più che la decisione era già presa.
Ad ognuno il suo ruolo. C'è chi deve fare il Direttore musicale e chi deve sedere nel consiglio di amministrazione.
Immagino che nessuno gradirebbe sentire il Presidente del CDA dichiarare pubblicamente che il Direttore musicale dovrebbe prediligere una versione piuttosto che un'altra della tal opera. Giusto? Ecco, qui vale lo stesso principio.

Per quanto riguarda Pereira, vecchio volpone, è riuscito a costruire con la signora Bartoli la sceneggiatura perfetta. Nessuno sa fino in fondo cosa è successo ma tutti sanno che se il CDA avesse confermato quel gran pezzo da 90 di Alexander questo spiacevole inconveniente non sarebbe successo. E alla fine la colpa di chi è? Non della Bartoli che si rimangia gli impegni assunti. Non di Pereira che dice di aver provato a dissuadere la diva dall'estremo gesto. La colpa ovviamente è genericamente della Scala. GENIALE.

ugo54
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da ugo54 » 25 giu 2019 17:36

Ho capito solo che non rispondete alla domanda:
Perché il CDA fa fuori Pereira solo dopo un mandato?
Quali sono le ragioni che "impongono" questa scelta?
Ci sono ragioni politiche?
Che me ne importa di sapere se la tempistica delle esternazioni di Chailly o di Pereira è sbagliata?
Chi decide sulla tempistica più giusta? Noi seduti davanti al PC?
Il CDA si è offeso? O mamma mia come mi dispiace!
La Bartoli comunque è scorretta, punto!!!

albertoemme
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da albertoemme » 25 giu 2019 18:13

Io te l’ho detto personaggio troppo ingombrante. Comunque avrei preferito ancora un paio d’anni lui e poi un italiano che rimettesse in linea un teatro un po’ingrassato se si considera chr dal 2015 vi è più offerta di biglietti che domanda.-

ugo54
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da ugo54 » 25 giu 2019 19:18

albertoemme ha scritto:
25 giu 2019 18:13
Io te l’ho detto personaggio troppo ingombrante. Comunque avrei preferito ancora un paio d’anni lui e poi un italiano che rimettesse in linea un teatro un po’ingrassato se si considera chr dal 2015 vi è più offerta di biglietti che domanda.-
E un CDA manda via un personaggio competente perché troppo ingombrante?
A chi farebbe ombra? Elencami i disastri perpetrati dall'eventuale ingombro?
Non ho particolari motivi per intestardirmi su Pereira Sovrintendente, gli uomini passano, la Scala rimane nella Storia! tuttavia le motivazioni, non ancora chiare del tutto ( almeno per me), mi lasciano perplesso.
Poi, con Majer, avremo sicuramente le nozze senza i fichi secchi ma con lo champagne....magari.... :pip
Intanto a qualcuno del Loggione che ci sia l'austriaco o il francese poco importa, basta fischiare per partito preso tutti, ma proprio tutti.

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mario
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da mario » 25 giu 2019 21:05

tower ha scritto:
25 giu 2019 14:34
daphnis ha scritto:
25 giu 2019 00:57
Ribadisco e preciso meglio il mio pensiero. Sinceramente: nella vicenda Bartoli (e nei connessi problemi del Teatro alla Scala), per un verso o per l’altro, dato che una delle parti in causa è il pubblico defraudato, tutti gli altri, Bartoli, Teatro e Pereira, e anche Comune, non ne stanno uscendo bene.
In tutti questi giorni, ho letto un solo intervento realmente dettato da buon senso: quello equilibrato e sensato di Riccardo Chailly, quando invitava a lasciar finire tranquillamente i mandati, pensando tranquillamente alla successione delle due cariche. Ma per qualcuno, all’interno del CdA la parola, “tranquillamente” non esiste mai. Non fu tranquillo l’addio di Lissner, non lo è la vicenda attuale. Perché? Pereira può o meno suscitare approvazione o consensi, ma la maniera con la quale il CdA ha proceduto, un giorno dopo il sensatissimo intervento del direttore musicale, è totalmente mancata di stile. In tutto, poi, c’è un Grande Assente. Il Sindaco Sala giosce per le Olimpiadi, ma sulla Scala pare una Sfinge, ed è il Presidente del CdA. Tutto questo macello non avrebbe dovuto neppure aver luogo, se il Sindaco avesse davvero fatto la sua parte.

marco vizzardelli
Sinceramente la penso in maniera diversa.
Io credo che, in generale, occorra maggiore professionalità. Per quanto apprezzi Chailly e Pereira credo che entrambi abbiano gestito molto male le ultime mosse.

Partiamo da Chailly. Anche se trovo totalmente condivisibile la sua idea trovo del tutto inopportuno il fatto che l'abbia voluta esternare il giorno prima del CDA andando solo ad alimentare ulteriormente un clima già pessimo, sapendo per di più che la decisione era già presa.
Ad ognuno il suo ruolo. C'è chi deve fare il Direttore musicale e chi deve sedere nel consiglio di amministrazione.
Immagino che nessuno gradirebbe sentire il Presidente del CDA dichiarare pubblicamente che il Direttore musicale dovrebbe prediligere una versione piuttosto che un'altra della tal opera. Giusto? Ecco, qui vale lo stesso principio.

Per quanto riguarda Pereira, vecchio volpone, è riuscito a costruire con la signora Bartoli la sceneggiatura perfetta. Nessuno sa fino in fondo cosa è successo ma tutti sanno che se il CDA avesse confermato quel gran pezzo da 90 di Alexander questo spiacevole inconveniente non sarebbe successo. E alla fine la colpa di chi è? Non della Bartoli che si rimangia gli impegni assunti. Non di Pereira che dice di aver provato a dissuadere la diva dall'estremo gesto. La colpa ovviamente è genericamente della Scala. GENIALE.
mi sfugge perchè la colpa non debba essere della Bartoli, non ho trovato commento o articolo che la giustifichi, nessuno che ho letto a parte Violamargherita pensa che la colpa sia della Scala.

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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 26 giu 2019 16:53

Francamente si parla della Bartoli, artista che mi tange pochissimo e sopratutto in un repertorio che mi tange ancor meno.

Posso capire se si parlavano di veri e propri colossi, penso ad un Volle, Kotcherga, Herliztius o Kaufmann. Diamo il valore che si merita, e che caspita!

fraaaa
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da fraaaa » 26 giu 2019 17:39

albertoemme ha scritto:
25 giu 2019 18:13
Io te l’ho detto personaggio troppo ingombrante. Comunque avrei preferito ancora un paio d’anni lui e poi un italiano che rimettesse in linea un teatro un po’ingrassato se si considera chr dal 2015 vi è più offerta di biglietti che domanda.-
infatti Meyer sulla carta e'il personaggio meno adatto a sostituire Pereira ed il suo buon operato

albertoemme
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da albertoemme » 26 giu 2019 19:54

Basterebbe leggere con costanza il nostro forum e come nel Manuale delle Giovani Marmotte chi scalda le poltrone da reddito troverebbe la soluzione per ogni problema.-

ZetaZeta
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Re: Cecilia Bartoli non canterà alla Scala

Messaggio da ZetaZeta » 26 giu 2019 21:02

Cito da Isotta: “Cecilia Bartoli non canterà più alla Scala per solidarietà con il soprintendente uscente Alexander Pereira.” Te la presentano come quando Maria Callas interruppe la recita della Norma all’Opera di Roma. Costei è una cantantuccia che sostiene di esser specializzata nel repertorio barocco, ha per voce la punta di uno spillo e i suoi fans sono le più disperate recchie liriche. Una delle colpe di Pereira è proprio lo spazio che le ha attribuito. Questo è il livello della discussione: si parla della Bartoli.

Ri-cito da Isotta su Meyer: La successione a Pereira è una farsa con tratti turpi. Il 28 giugno verrà nominato (non si sa se dal 2020 o dal 2022) Dominique Meyer, un colto e onesto alsaziano, fin qui soprintendente a Vienna. Poteva essere la soluzione naturale. Ci si è giunti, invece, solo perché i genî della strategia, che volevano mettere le zampe sulla Scala, hanno fatto una tale serie di errori da portare alla designazione di Meyer per eterogenesi dei fini.
Pereira non è il mostro che è stato descritto. È un esperto amministratore che da Zurigo a Salisburgo si è fatto un curriculum importante. Soprattutto, è un essere umano: non proviene dall’impazzito sistema italiano nel quale l’odio per bande ideologiche è l’unica legge. Ha allestito molte cose furbe, molte cose per la massa: oggi credo sia impossibile regolarsi diversamente: se mi dessero un milione al giorno per fare il soprintendente direi di no. Ma ha prodotto molte cose belle, di ampio respiro internazionale. Il confronto col suo predecessore Lissner non si pone. Gli hanno dato la croce addosso per la sua capacità di trovare finanziamenti. Pecunia non olet: perché quella araba dovrebbe far schifo? Per sostituirlo, come se si dovesse nominare il capo del personale di una ditta di calcestruzzo, hanno affidato la scelta a una società di “cacciatori di teste”. Non sto scherzando. Il soprintendente del più importante teatro italiano, di uno dei produttori di cultura principali del nostro paese, fatto valutare da burocrati aziendali. È cominciata la girandola dei nomi. Tutti intercambiabili. Perché tutti i soprintendenti italiani (tranne Pereira) sono stati nominati da Nastasi, l’ex boss giannilettiano-renziano del Ministero dei Beni Culturali [...]
I “cacciatori di teste” hanno invece designato un furbastro levantino dai capelli tinti, questo Fuortes, che già s’era illustrato come commissario nastasiano a Bari e all’Arena: quale unico possibile e meraviglioso salvatore della Scala. Stava particolarmente a cuore, oltre che a Nastasi, a Francesco Micheli, che alla sua età vuol fare il soprintendente per interposto levantino. Era a un millimetro dalla nomina. Solo che, a quanto si è appreso, tale società di “cacciatori” appartiene a un taluno del quale lo stesso Fuortes è dipendente. Così la somma di tante turpitudini ha prodotto Meyer, uno che potrà essere, se non, come ci auguriamo, un grande soprintendente, di certo un soprintendente normale. Gli altri, quelli che ho nominati e anche i non nominati, sono dei mostri. Monstrum significa prodigio della natura. Capaci, infatti, di arrivare a un locupletatissimo posto pubblico per il quale mai avrebbero trovato concorrenti peggiori di loro."


Ce n'è anche per Chiarot: A Nastasi, Nardella e Renzi serviva un pollastro al quale imputare l’inevitabile (e prossimo) fallimento del teatro più indebitato del mondo: se poi San Giovanni Evangelista avesse fatto l’impossibile miracolo, il merito era loro. Eccoti il cattocomunistello della provincia veneta. Gli hanno dato, fra il 2017 e il 2019, somme che ci permetterebbero di scavare da capo Pompei, Ercolano e Oplonti. Ciò non ostante, debiti restano stratosferici: le centinaia di milioni sono finite in un ”black hole”. Ma siccome in Italia basta avere un posto di guardacessi per sentirsi qualcuno, il povero Chiarot, che aveva sviluppato la sindrome sin da Venezia, ora si crede la reincarnazione del maestro Siciliani e del maestro Vlad. Spiega ai direttori d’orchestra come si tiene la bacchetta in mano, come si concertano le opere, quali sono i tempi giusti nell’Otello di Rossini e nel Cortez di Spontini. Spiega ai compositori defunti (Wagner, Bizet….) come si scrivono le opere, e gliele rifà se non sono politically correct. Non scherzo. Ha trasformato la Carmen, che finisce nel modo più tragico, con l’uccisione di Don Josè da parte di lei: invece che con la morte di Carmen, ammazzata disperatamente da don Josè. La tragedia dell’eros come maledizione: trasformata nel femminismo che prevale pressi i cretini, come la vendetta della sigaraia oppressa dal maschio. Un mio conoscente, regista di prima sfera, gli ha chiesto: “Ma come hai potuto farlo?” Egli ha risposto: “Non capisci che tutti i giornali del mondo parleranno di me?” Questo è il soprintendente che, se la Purchia è stata fatta Grande Ufficiale, va nominato almeno capo dello Stato. Negli spazi liberi dagli ordini di scuderia.

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