Stagioni 2019/2020

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Dr.Malatesta
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da Dr.Malatesta » 22 feb 2019 16:01

Prendo spunto da queste ultime considerazioni sulle sostituzioni di Gatti ad Amsterdam ed il presunto declino di quella grande orchestra per esprimere alcune riflessioni.

Credo che oggi vi sia una specie di corto circuito nella gestione, nelle fruizione e nella critica ad eventi, stagioni e concerti per cui se da una parte ci si lamenta di una mancanza di personalità di spicco tra i giovani direttori d'orchestra (geremiade sempre più diffusa) e dall'altra si ritiene sempre più vincolante e obbligatoria la presenza costante di nomi più che arrivati e con lunghe carriere alle spalle, alla guida delle maggiori orchestre, quasi che certi podi siano il "coronamento" ed il premio alla carriera dei maggiori interpreti del secolo.

Eppure - faccio qualche esempio - Karajan divenne direttore dei Berliner a 45 anni, Furtwängler a 35, Abbado diventa direttore della Scala a 36 anni, Muti a 39 è direttore della Philadelphia Orchestra...e così via. Nominati a capo di prestigiose istituzioni musicali a carriera non certo compiuta, anzi. Oggi pare invece uno scandalo che Petrenko diventi direttore dei Berliner senza grande esperienza alle spalle.

Ho amato e amo ascoltare i grandi interpreti del '900 (Boulez e Jansons su tutti), ma credo che un'orchestra debba trovare il suo direttore stabile in chi non si è ancora formato completamente, proprio per una ragione di crescita comune. Altrimenti proprio inseguendo i mostri sacri si inaridisce il livello artistico e la vitalità musicale delle grandi orchestre: penso alla gloriosa Chicago Symphony Orchestra...grande compagine diretta da un grande direttore (e Muti lo è sicuramente), ma che ha fisiologicamente raggiunto l'apice della carriera e non ha altro da dire...ed infatti oggi la CSO di Muti, pur suonando in modo ottimo, è poco interessante (almeno per me).

Forse un po' più di sperimentazione e meno chiusura autarchica sarebbe opportuna, altrimenti ci tocca dar ragione a Pereira e alla sua passione per l'usato sicuro (almeno a leggere i nomi oltre soglia che propone alla Scala - salvo rinunzie e sostituzioni per problemi d'età e salute)
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Matteo

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Puck
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da Puck » 22 feb 2019 16:27

Dr.Malatesta ha scritto:
22 feb 2019 16:01
Prendo spunto da queste ultime considerazioni sulle sostituzioni di Gatti ad Amsterdam ed il presunto declino di quella grande orchestra per esprimere alcune riflessioni.

Credo che oggi vi sia una specie di corto circuito nella gestione, nelle fruizione e nella critica ad eventi, stagioni e concerti per cui se da una parte ci si lamenta di una mancanza di personalità di spicchi tra i giovani direttori d'orchestra (geremiade sempre più diffusa) e dall'altra si ritiene sempre più vincolante e obbligatoria la presenza costante di nomi più che arrivati e con lunghe carriere alle spalle, alla guida delle maggiori orchestre, quasi che certi podi siano il "coronamento" ed il premio alla carriera dei maggiori interpreti del secolo.

Eppure - faccio qualche esempio - Karajan divenne direttore dei Berliner a 45 anni, Furtwängler a 35, Abbado diventa direttore della Scala a 36 anni, Muti a 39 è direttore della Philadelphia Orchestra...e così via. Nominati a capo di prestigiose istituzioni musicali a carriera non certo compiuta, anzi. Oggi pare invece uno scandalo che Petrenko diventi direttore dei Berliner senza grande esperienza alle spalle.

Ho amato e amo ascoltare i grandi interpreti del '900 (Boulez e Jansons su tutti), ma credo che un'orchestra debba trovare il suo direttore stabile in chi non si è ancora formato completamente, proprio per una ragione di crescita comune. Altrimenti proprio inseguendo i mostri sacri si inaridisce il livello artistico e la vitalità musicale delle grandi orchestre: penso alla gloriosa Chicago Symphony Orchestra...grande compagine diretta da un grande direttore (e Muti lo è sicuramente), ma che ha fisiologicamente raggiunto l'apice della carriera e non ha altro da dire...ed infatti oggi la CSO di Muti, pur suonando in modo ottimo, è poco interessante (almeno per me).

Forse un po' più di sperimentazione e meno chiusura autarchica sarebbe opportuna, altrimenti ci tocca dar ragione a Pereira e alla sua passione per l'usato sicuro (almeno a leggere i nomi oltre soglia che propone alla Scala - salvo rinunzie e sostituzioni per problemi d'età e salute)
Io sono d'accordo. Un direttore principale deve anche sporcarsi le mani, cioè lavorare sul suono, sulla precisione e sull'identità di un'orchestra, manovrare i mutamenti di organico, aggiustare i difetti tecnici ecc, e questo richiede molto tempo, molte energie e molta curiosità (soprattutto per l'opera). Credo - anzi ne sono certo, perché so che spesso è così - che molti direttori anziani questa voglia non ce l'abbiano, ed è fisiologico, ma proprio per questa ragione non ha senso affidare loro la crescita di un'orchestra quando potrebbero fare delle singole puntate per qualche concerto o produzione, portando quanto di buono hanno da offrire senza l'onere del lavoro artigianale quotidiano.
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violamargherita
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da violamargherita » 22 feb 2019 19:23

Dr.Malatesta ha scritto:
22 feb 2019 16:01
è poco interessante (almeno per me).
Questo spunto è molto accattivante, caro Malatesta, e mi fa riflettere sull'evoluzione del mio gusto di ascolto.
Anche io nel tempo sperimento sempre più che in alcuni grandi vecchi manca l'effetto sorpresa, quasi che una vena si fosse in qualche modo prosciugata. Epperò dall'altra parte torno così volentieri al ricordo di una esecuzione anche per la perfezione sonora che mi aveva a suo tempo soggiogata. I primi esempi che mi vengono in mente sono due esecuzioni quasi coeve del Requiem verdiano cui assistetti dal vivo. Rimasi stupita dagli spunti nuovi che seppe trarre il primo Muti scaligero (con Pavarotti e Ramey) nel 1987; ricordo di aver incrociato un amico corista dei bassi che sotto i portici di via Filodrammatici mi abbracciò dicendomi: "Carissima, una cosa come stasera càpita poche volte nella vita". Eppure mi struggo ancora per la perfezione che Karajan raggiunse a Pentecoste 1984 nel Musikverein: io quel suono - l'effetto fisico che mi fece quel suono! - ce l'ho impresso nel midollo.
Succede anche a voi questa specie di dicotomia?


Luca1966
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da Luca1966 » 24 feb 2019 20:00


Luca1966
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da Luca1966 » 24 feb 2019 20:09


Luca1966
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da Luca1966 » 24 feb 2019 20:14


Luca1966
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da Luca1966 » 24 feb 2019 20:17

otorino ha scritto:
19 feb 2019 19:18
Scala anticipi :

TOSCA
FEDORA
SEMELE
AMORE DEI TRE RE
CITTA INVISIBILE DI KITESZ
Altre anticipazioni sulla Scala?
C’e’ il Ballo in Maschera diretto da Metha?

violamargherita
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da violamargherita » 24 feb 2019 23:57

Luca1966 ha scritto:
24 feb 2019 20:17
otorino ha scritto:
19 feb 2019 19:18
Scala anticipi :

TOSCA
FEDORA
SEMELE
AMORE DEI TRE RE
CITTA INVISIBILE DI KITESZ
Altre anticipazioni sulla Scala?
C’e’ il Ballo in Maschera diretto da Metha?
Non è ancora sicuro. È sicuro invece il nuovo Un ballo in maschera diretto da Mariotti alla Wiener Staatsoper. Im-per-di-bi-le!

albertolotti
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Re: Stagioni 2019/2020

Messaggio da albertolotti » 25 feb 2019 10:36

O ragazzi: e son più di 60 anni che viene in Italia.
Si scrive MeHta.

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