Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

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Don Carlo
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da Don Carlo » 03 dic 2022 14:31

Ero presente in sala alla generale del primo dicembre. Bel posto in mezzo alla platea, mio primo Boris non ho neanche voluto ascoltare nulla prima dello spettacolo ho solo letto la trama.

Lo spettacolo mi ha colpito positivamente sotto tutti i punti di vista con in particolare modo le scene corali del primo atto.

L'amara verità è che io non sono adatto al Boris, mi sono annoiato a morte :zzzz: . La cosa che mi ha colpito è che forse è l'unico titolo che ho visto dove non c'è alcun intreccio amoroso.

Son curioso di leggere le opinioni di chi ha la fortuna di comprendere ed apprezzare questo titolo seppure senza l'atto polacco.

Chissà se con l'atto polacco avrei avuto sensazioni diverse.



daphnis
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da daphnis » 03 dic 2022 14:44

Una preghierina. Anticipiamo il meno che possibile, prima della Prima?
Mi rendo conto che viviamo nel Mondo della Comunicazione, ma e' molto più bello scoprire che sentirsi raccontare tutto prima. Ed e' anche corretto lasciare che uno spettacolo si sveli. Corretto verso chi vi andrà , corretto nei confronti di chi ha realizzato.

marco vizzardelli

Don Carlo
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da Don Carlo » 03 dic 2022 15:32

Si si concordo; mi sono limitato a dire che sono stato positivamente colpito anche se annoiato per mie mancanze. Non ho voluto scrivere nulla di più anche perchè si trattava di una prova.

albertoemme
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da albertoemme » 04 dic 2022 00:53

È solo questione di ascoltarlo e riascoltarlo. Siamo nell’Olimpo della musica operistica in qualsiasi versione venga dato.-
Ultima modifica di albertoemme il 06 dic 2022 13:04, modificato 1 volta in totale.

daphnis
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da daphnis » 04 dic 2022 07:40

Pienamente d'accordo, Albertoemme. Un Everest della musica

marco vizzardelli

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marcob35
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da marcob35 » 05 dic 2022 11:28

tower ha scritto:
13 ott 2022 13:52
[...]

Come è possibile che vi siano versioni cosi differenti della medesima versione? (perdonate l'orribile gioco di parole).
Di "Boris" non ne esistono "due" bensì molti di più: due di Musorgskij, due di Rimskij, due di Sostakovich... Vecchia faccenda.

A — prima versione dell'autore (1868–1869)
B — seconda versione dell'autore (1871–1872)
C — terza versione dell'autore per pianoforte (1874)
D — prima versione di Rimskij-Korsakov basata sulla terza versione d'autore (1896)
E — seconda versione di Rimskij-Korsakov basata sulla terza versione d'autore (1908)
F — come la precedente con l'aggiunta della scena della Cattedrale di San Basilio orchestrata da Ippolitov-Ivanov (1927)
G — orchestrazione della prima versione d'autore del 1869 di Šostakovič (1939-40)
H — orchestrazione della seconda versione d'autore del 1872 di Šostakovič (1939-40)
I — versione di Emilis Melngallis (1924)
J — versione di Alexander Bakchi
K — edizione critica di Pavel Lamm e Boris Asafev (1928)
L — versione di Karol Rathaus (1952)
M — edizione critica di David Lloyd-Jones (1979)

da "Wikipedia"; suggerisco una lettura della Voce https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Godunov_(opera)

Per inciso: Rimskij-Korsakov non ha "sfigurato" [utente "Alberich", 13 ottobre 22], un bel nulla. Altra vecchia storiella.
Al contrario (come prova la famosa edizione discografica del tempo di von Karajan). Pur sapendo che sarebbe stato "maledetto" (parole sue) permise invece di far conoscere il titolo, lo circuitò realizzando peraltro una magnifica edizione teatrale dove Musorgskij c'è, eccome. Che poi, l'ascolto dell'edizione 1869 pura (ma purissima, senza toccarvi nulla) dell'Autore abbia una propria bellezza, in "minore", crepuscolare, bigia ma di notevole fascino è altro discorso.
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
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Don Carlo
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da Don Carlo » 05 dic 2022 14:44

Grazie per la segnalazione, mi affiderò al podcast dell'ottimo Bietti per comprendere meglio il Boris.

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mascherpa
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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da mascherpa » 05 dic 2022 17:01

Diverte vedere che la sussiegosa lista dell'ineffabile Garganese corre dietro a due riorchestrazioni che persino il Calvocoressi scrive d'avere conosciuto "soltanto dalla stampa", ma omette una voce abbastanza importante e un'altra semplicemente essenziale:

1. La versione preparata da Igor Buketoff per il Metropolitan, e restata in uso in quel teatro dopo la prémière diretta da Valerij Gergiev nel 1997.

2. L'edizione critica dell'Ur-Boris preparata da Evgenij Levašev a cavallo del 2000 e pubblicata (s.d.) da Schott International. È oggi quella prevalente nei maggiori teatri. Mi ci imbattei per la prima volta nel dicembre 2005 con Barenboim a Berlino, poi con Pappano a Londra nel 2016 ed è ora annunziata per lo spettacolo della Scala. Insomma, è l'Ur-Boris, e quindi, piaccia o non piaccia, di fatto il Boris attuale.

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In realtà, le versioni del Boris anche nelle sue strumentazioni originali (che è stolido considerare impacciate, e sono anzi efficacissime) ammontano a un numero circa uguale a quello dei suoi allestimenti in teatro, perché quasi nessun direttore o regista resiste alla tentazione d'aggiungere o togliere qualcosa a uno dei due manoscritti, né a quella di mescolarli come mazzi di carte: trascurando, s'intende, con rigore assoluto l'edizione a stampa dello spartito licenziata dall'autore. A me è capitato persino d'imbattermi (nel 1974) in un Boris (rimschizzato) in cui il personaggio di Rangoni era ridotto al suo duetto con il falso Dimitri, perché il quadro del boudoir de Marine era invece eliminato del tutto, come pressoché usuale a quei tempi: una vera stranezza.

Lo "spartito d'autore" (con testo trilingue: russo, tedesco e francese) fu pubblicato da Bessel nel gennaio 1874, due settimane prima della prima assoluta dell'opera. Non è una versione indipendente dalla partitura del 1872 (che semplicemente accorcia d'una dozzina di minuti), ma aveva lo scopo di diffondere un testo che in teatro stava subendo ben altri accorciamenti già "prima della prima". Fu l'edizione che Saint-Saëns portò a Parigi pochi anni dopo, e nella quale, secondo Chailly (convegno del 12 novembre scorso), l'onnivoro Verdi (la cui biblioteca è tuttora avvolta dal mistero) trovò lo spunto per alcuni passi di Bardolfo e Pistola.

Dal 1967 (data del mio primo Boris in teatro) a oggi ne ho viste letteralmente di tutti i colori. Ma non m'è mai capitata una versione conforme allo spartito del 1874, e solo una volta (su diecine) un "secondo Boris" senza l'interpolazione del quadro "di san Basilio", che è proprio dell'Ur-Boris e che Musorgskij eliminò da partitura e spartito del "secondo Boris" (il motivo e il momento non sono univocamente chiari). La cosa piú curiosa quando si sommano Ur-Boris e "secondo Boris" per fare quel che chiamo "iperBoris", è la variabilità della sequenza degli ultimi tre quadri, due appartenenti all'Ur-Boris (San Basilio e Morte) e due al "secondo Boris" (Morte e Kromy). Il quadro della Morte è molto simile nelle due versioni, ma è abbreviato nello spartito a stampa del 1874.

Il calcolo combinatorio ci dice che le sequenze possibili di tre oggetti sempre tutti presenti senza ripetizioni sono sei. Considerando che nel quadro "di San Basilio" Boris è ancora vivo, anche se ormai depressissimo, sembra ovvio escludere dalla pratica teatrale le tre sequenze in cui la Morte precederebbe San Basilio.
Ne restano tre "fisicamente possibili": a me è capitato d'assistere sia alla sequenza San Basilio — Morte — Kromy (che andava per la maggiore negli anni Settanta e Ottanta), sia alla Kromy — San Basilio — Morte (di gran lunga la piú logica drammaturgicamente e musicalmente, anche se contraddice lo spartito del 1874 che chiude l'opera con Kromy, idea non originale di Musorgskij, ma suggeritagli da un tale professor Nikolskij), sia alla debolissima San Basilio — Kromy — Morte (inventata a Mosca nella seconda metà degli anni Ottanta, portata in tournée a Trieste nel 2001 e usata anche nell'inverosimile pasticcio perpetrato a Torino nel 2010).
Ma non escludo che qualche brillante regista, à la page o molto ansioso di diventarlo, lanci un giorno o l'altro la moda di San Basilio dopo la Morte, con Boris che si leva dal suo feretro ad ascoltare la voce dell'Innocente e a rispondergli, ripetendo i fasti di quel dannato che si risveglia a sentire la propria condanna eterna in un certo quadro di Daniele Crespi alla Certosa di Garegnano (e, si capisce, della famosissima "Venus mascavíta").

Anche l'Ur-Boris è di solito leggermente manomesso, infilandoci l'anatroccolo dell'Ostessa e/o qualche coro antelucano dietro le spalle di Pimen e Grigorij. Invece, al convegno del 12 novembre scorso Chailly ha dichiarato che seguirà rigorosamente il testo critico.

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Per risolvere le giuste perplessità di chi legge "versione originale" su dei dischi che durano due ore e sei minuti e su degli altri che durano tre ore e quarantatré minuti, si deve osservare ricordare che le parole "versione originale" hanno significato per molti decenni "orchestrazione, linee melodiche e armonie originali" in quanto contrapposte alla versione di Rimskij-Korsakov, ma che in anni piú recenti sono usate anche per indicare la prima versione del 1869 (Ur-Boris) in quanto contrapposta a quella del 1872 e alla sua stampa abbreviata del 1874.

Un Ur-Boris dura appunto da poco piú di due ore (se il direttore corre e magari se taglia qualcosa) a quasi due ore e mezza se va lento o se ci aggiunge qualcosa. Il Boris conforme allo spartito del 1874 durerebbe due ore e tre quarti — due ore e cinquanta, che diventano tre se si reintegrano le parti tagliate da Musorgskij nell'edizione a stampa, tre e un quarto — tre e venti se ci s'interpola San Basilio (con dei problemi a non finire dovuti al ricupero di parte della sua musica nel quadro di Kromy), e addirittura le clamorose tre e quarantatré dell'edizione in istudio di Semkow se si prendono per tutti gli episodi le versioni piú lunghe (e se si va piuttosto lenti): ma ovviamente questo non ha nulla a che fare con qualsivoglia "versione originale"...
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da notung » 07 dic 2022 10:28

Io, nonostante abbia letto a suo tempo con attenzione il bellissimo pamphlet di Vittorio dedicato a quest’opera magnifica, continuo a non capirci nulla o quasi. Credo che mi limiterò a guardare senza scervellarmi troppo, boh.
La Spada di Sigfrido

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<<Sono responsabile di quello che dico non di quello che capiscono gli altri.>> Massimo Troisi, forse.

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Re: Boris Godunov - Teatro alla Scala 2022

Messaggio da daphnis » 07 dic 2022 18:42

C'e' già uno sconfitto. La Rai. La più schifosa ripresa audio mai (non) ascoltata. Una melma confusa di suono.

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