Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

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daphnis
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Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da daphnis » 29 nov 2022 17:07

Ho già detto tutto nel titolo. Appena trascorso un weekend incantevole a Bergamo nella impagabile atmosfera del miglior Festival d'Opera italiano (e fra i più "caratterizzati" a livello direi mondiale). Il genio di Gaetano Donizetti per il comico e per il tragico ha trovato il suo profeta contemporaneo in Francesco Micheli che ha creato con il Festival un che di unico, con Riccardo Frizza in musica e i giovani direttori che si avvicendano, ora con la colta collaborazione di Alberto Mattioli, nel rapporto privilegiato con straordinari artisti, da Alex Esposito anche "insegnante", all'ormai leggendario Corbelli, per arrivare al privilegio di avere qui, ormai costante, la presenza del massimo tenore donizettiano vivente, Javier Camarena (non e' una gaffe: il sommo Florez e'tale prima di tutto per Rossini, anche se in Città Alta, in questi giorni, e' diffusa ovunque nelle strade la meravigliosa voce di Juan Diego che lancia i 9 do della Fille). Festival "unico" per l'atmosfera, il coinvolgimento di tutta la splendida citta', il teatro meravigliosamente restaurato, l'approccio colmo di intelligenza, scenica musicale culturale, all'arte di Donizetti, restituita con direzioni regie cast mirati, e con una impagabile leggerezza, un fondo di "spirito", di humour, pur nella profondità delle letture interpretative, che ci ridà in totale freschezza lo "spirito" , appunto, di Donizetti e di Donizetti nella sua città. Quest'anno l'Ajo nell'Imbarazzo e La Favorite in produzioni "ripiene" di tutto quel che abbiamo esposto e che rendono ancora una volta imperdibile la trasferta a Bergamo, mentre la magica Città Alta e l'elegante Città Bassa iniziano a vestirsi per il Natale. Aggiungete la gastronomia favolosa (quest'anno mi son dato, dopo tanto tempo, alle rane, ormai una rarita'), e... Correte a Bergamo ad omaggiare Donizetti. Non e' uno spot, e' magnificenza vissuta, di un'atmosfera "culturalmente" ( cioè di vita di un luogo, che nel 2023 sarà appunto Capitale della Cultura) unica !

marco vizzardelli

P.s. Non ultimo, i prezzi rimasti equilibrati, tenendo presente che e' un Festival, nel 2022. E' utile dirlo se siete, come sono io, persone che si pagano trasferta e biglietto. Palco di proscenio (Camarena e la sua voce a 2 metri da me, come fare il bagno in una Saint-Honore' alla crema Chantilly, una cremosa meraviglia!), 93 euro civilissimi per La Favorite. Una bella galleria parapetto a 55 euro per L'Ajo , nel godimento di tutto lo spettacolo. Anche questa e' , di questi tempi, una lezione di civiltà e moderazione praticata a Bergamo e all'Opera di Roma. Disattesa altrove, laddove si specula sulla passione di chi va a teatro.
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albertoemme
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da albertoemme » 29 nov 2022 19:04

C'ero anch'io domenica e concordo su tutto. Mi hanno presentato Micheli a cui ho fatto i complimenti per come di stagione in stagione il festival stia crescendo anche per quello che riguarda gli allestimenti, l'orchestra ed il coro. Non pensavo che quando, una decina d'anni fa, Bergamo si sciolse dal circuito lirico lombardo si sarebbe potuto arrivare a questi livelli di qualità. Un Camarena ritrovato rispetto al deludente Nemorino dell'anno scorso ha sfoggiato do e rebemolle pavarottiani (la Grisi avrebbe scritto: "finalmente uno che "gira" gli acuti"). Molto solida la Stroppa, assai distinto il Sempey e efficiente il basso. Se pensiamo ai cast che talvolta si mettono insieme alla Scala in opere del belcanto o che necessitano di voci che da lì sono passate, siamo su un altro pianeta.-

daphnis
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira" con Gaetano

Messaggio da daphnis » 30 nov 2022 12:53

Tema individuato per il Festiva 2022, il "femminile", il "femminino", l'identità femminile. Tema declinato in termini comici, "buffi" o semiseri, nell'Ajo nell'Imbarazzo, ed in termini drammatico-tragici ne La Favorite.
In entrambe le produzioni, la "buca"e il podio, e la regia e la messa in scena, si muovono all'unisono (caratteristica che rende così attraenti gli spettacoli del Festival Donizetti).
Micheli per l'Ajo confeziona, sulla base del libretto, una arguta vicenda di corna, di campagna elettorale e di amor giovane, assolutamente fedele nello spirito a Donizetti ma tale da dare - in leggerezza e umorismo, senza "metterla giù dura" - evidenza d'attualità a tutto il tema. Con l'intrepida Gilda che alla fine sarà sposa riconosciuta dal suocero, moglie, madre e andrà pure al potere in base al principio, del resto enunciato da lei stessa a chiusura dell'opera, che, alla fin fine le donne sono "un'altra categoria" rispetto ai maschietti. Ho fatto una sintesi: vi lascio scoprire cosa la fantasia sbrigliata di Francesco Micheli inventa figurativamente (irresistibili il filmato in diretta rispetto alla scena, di Esposito-Ajo che corre in automobile a recuperare il neonato, e il successivo arrivo dell'Ajio "trafelato" in scena dal vivo con una sporta da viaggio per gatti, o giù di lì, da cui estrae il pupo da consegnare alla mamma per la poppata). Su tutto quanto avviene in scena è perfettamente cucita e dosata nei tempi e nelle pause l'elegante direzione del giovane Vincenzo Milletari. Si intuisce nell'umorismo del tutto la manina critica colta e lo humour di Alberto Mattioli. E i cantanti "adulti" Alex Esposito ed Alessandro Corbelli, rispettivamente Ajo, cioè precettore, e papà-suocero, sono magistrali nella vocalità, nello stile, nella vocalità, nelle doti attoriali. Esposito tiene le fila di tutta la vicenda, è ovunque, scatenato nella mimica al limite dell'acrobazia, e intanto canta mirabilmente, da vero "precettore" (lo è realmente, nella preparazione vocale) dei bravi giovani Marilena Ruta e Francesco Lucii, Gilda ed Enrico. E ancor più impressionante è il trascorrere, vocale e scenico, del leggendario Alessandro Corbelli-Marchese Giulio, dall'orgoglio "moralista", all'ira per la scoperta del legame fra i due ragazzi e della relativa conseguenza, alla tenerezza paterna riconquistatagli dalla nuora, il tutto scandito da quel cantare-recitare che (ricordiamo il suo recente fantastico Michonnet in Adriana Lecouvreur alla Scala) Corbelli appoggia costantemente alla parola ed alla musica. Magistrale. Il baby-Pippetto di Lotrenzo Martelli, l'esilarante "cattiva" Leonarda-Caterina Dellaere, le caratterizzazioni di Lorenzo Liberali compongono un cast che dà vita, insieme a luci, colori elettrici, costumi e scene di tutto il team che ha lavorato con Micheli, ad una produzine da "tutti per uno uno per tutti" in ogni componente, musicale e scenica.
Per il suo allestimento de La Favorite, Valentina Carrasco ha evidenziato il tema dell'identità e ruolo delle "Favorite", in una tinta scenica scura e in costumi sobri e "funzionali". Riccardo Frizza, nella lunga frequentazione di questo repertorio, ha maturato una identità sonora differente da quella "elettrica" dei suoi anni, e letture, giovanili. Oggi ci dà, qui, un Donizetti "di corpo sonoro", corrusco e drammaticissimo, pur pronto a sciogliersi in lirismo (tutto il ruolo di Ferrando) là dove la musica lo richiede. Una direzione in cui cultura, consapevolezza di uno stie e musicalità vanno a nozze: ed è estremamente, sia pur "donizettianamente", teatrale. Da parte sua, la Carrasco, pur evidenziando la componente drammatica (o fin tragica) del testo, sa perfettamente dove si trova: le sue favorite "agée" (val la pena definirle in francese, restando in tema), le mature favorite del passato che attorniano la giovane Favorita dell'attualità, non son prive di una venatura di umorismo perfettamente in linea con l'identità di tutto il Festival. E' una regia che interpreta, e lo fa finemente, ma che non la "mette giù dura" in maniera didascalica. Annalisa Stroppa-Leonora è salda nella vocalità e recita come un'attrice di prosa, con una disinvoltura scenica assoluta. Javier Camarena è addirittura iconico: nella "crema" di una voce oggi unica, nel senso di tenerezza che quel canto suscita (si è tutti con lui), nello svettare degli acuti, nella personalissima gestione scenica del fisco non prorompente, che fa tutt'uno con quella vocalità che letteralmente prende al cuore: ripetiamo, avere ascoltato il suono di quella voce a due metri di distanza, dalla posizione di proscenio, è stata una reale esperienza, unica. Anche qui, il potente Alphonse di Florian Sempey, il Balthazar ieratico di Evgeny Stainsly e tutto il cast vanno a comporre, con direzione, regia, scene e costumi, una produzione "totale", nell'identità che è propria del Donizetti Festival (non dimenticheremo il magistrale Ange de Nisida dell'anno passato) ed è il segno delle grandi letture interpretative del teatro d'opera... dagli anni in cui Abbado-Strehler ci insegnarono che l'opera è teatro musicale totale, musica e scena. Quel che oggi "avviene" a Bergamo.

marco vizzardelli

Don Carlo
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da Don Carlo » 01 dic 2022 13:21

Presente io pure domenica e mi sono spellato le mani. Bello anche L'Ajo e il 4 vado a vedere Chiara e Serafina. Delizioso anche l'happening prima degli spettacoli, domenica i baghetti che in processione suonavano Spirto gentil erano una carezza. Un Festival delizioso ben fatto come del resto merita una città laboriosa ed accogliente come Bergamo. Inoltre da Milano ci si arriva in un attimo. Micheli lo avevo apprezzato a Macerata ma qui nei panni del genius loci si supera.

biancano
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da biancano » 04 dic 2022 12:03

appena rientrato dalla 2 giorni bergamasca e confermo tutto quello che si è letto in precedenza....dopo decenni di frequentazione pesarese ho ritrovato l'esprit de joie dei primi anni del Rof....il vantaggio di un catalogo praticamente sterminato a cui attingere e di una tradizione esecutiva che risale a molti decenni fa, la famosa Donizetti renaissance, che però sostanzialmente si limitava alle prove fenomenali di alcune primadonne, da la possibilità di allestire spettacoli nuovi intelligenti e ben fatti se l'intelligenza e la competenza sono nelle corde di chi dirige il festival....e mi sembra che così sia stato

Don Carlo
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da Don Carlo » 05 dic 2022 14:46

E con la recita di ieri di Chiara e Serafina ho chiuso il Festival.

Non conoscevo il teatro della città alta ed è stata una ulteriore scoperta, chissà cosa faranno anno successivo.

biancano
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da biancano » 05 dic 2022 17:34

Don Carlo ha scritto:
05 dic 2022 14:46
E con la recita di ieri di Chiara e Serafina ho chiuso il Festival.

Non conoscevo il teatro della città alta ed è stata una ulteriore scoperta, chissà cosa faranno anno successivo.
il programma è già stato annunciato... Lucia in versione francese Diluvio universale e Alfredo il grande


albertoemme
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da albertoemme » 06 dic 2022 13:03

Eppure mi sono giunti "rumors" intesi a decapitare la direzione artistica...Inviterei a quella prudenza di cui non fecero tesoro i torinesi qualche anno fa...

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WRossini
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Re: Festival Donizetti la geniale "creatura" di Micheli in una città bellissima che "respira " con Gaetano

Messaggio da WRossini » 16 dic 2022 08:19

biancano ha scritto:
05 dic 2022 17:34
Don Carlo ha scritto:
05 dic 2022 14:46
E con la recita di ieri di Chiara e Serafina ho chiuso il Festival.

Non conoscevo il teatro della città alta ed è stata una ulteriore scoperta, chissà cosa faranno anno successivo.
il programma è già stato annunciato... Lucia in versione francese Diluvio universale e Alfredo il grande
Ma Zoraide di Granada no? L’aspetto con tanta impazienza. Opera bellissima. Forse fanno la versione del 1824??
"I wish it was prohibited to sing any other living composer's music except Rossini, Paer, Mayer, and Carafa; and I should by no means object to be confined to the first." (Waldie)

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