Trasformare il Barbiere di Siviglia in una farsa clamorosamente ridanciana, vorticosa e robotica fino al surrealismo, non è difficile. La brillante e periodica musica di Rossini, infatti, si presta facilmente a scatti visivi, movimenti danzati e quant’altro, laddove il libretto offre spesso il destro a gag fin troppo cariche, non di rado irrispettose della linea drammaturgica del testo di Sterbini. Michele Mirabella, al suo primo incontro registico col capolavoro rossiniano, ha evitato con cura...