
| Carmen | Anita Rachvelishvili |
| Micaela | Fiorenza Cedolins |
| Frasquita | Francesca Micarelli |
| Mercedes | Cristina Melis |
| Don Jose' | Marco Berti |
| Escamillo | Claudio Sgura |
| Dancairo | Fabio Previati |
| Remendado | Carlo Bosi |
| Zuniga | Gianluca Breda |
| Morales | Gianfranco Montresor |
| direttore | Julian Kovatchev |
| regia e scene | Franco Zeffirelli |
| costumi | Anna Anni |
| Orchestra, coro e corpo di ballo dell'Arena di Verona | |
| maestro del coro | Armando Tasso |
| Coro voci bianche A.Li.Ve. | |
| direttore voci bianche | Paolo Facincani |
| primi ballerini ospiti | Rosa Zaragoza/Josè Porcel/ Lucia Real |
| balletto spagnolo di | Lucia Real & El Camborio |
| compagnia di flamenco | Claudia Cosentino |
Insieme all'Aida nell'allestimento storico del 1913 la Carmen secondo Franco Zeffirelli, nell'iniziale versione ipertrofica ed in quella più agile degli ultimi anni, entra di diritto e con non pochi meriti nella storia delle produzioni areniane.
Della visione calligrafica che Zeffirelli ha di Carmen, nella quale esalta le masse più che i singoli, abbiamo già avuto modo di parlare nel passato, non apprezzando particolarmente questa lettura. Resta il fatto, inoppugnabile, che la Spagna che sa di cartolina illustrata, piena di colori forti e flamenco gode da oltre vent'anni del favore incontrastato del pubblico. In un torrido giovedì di luglio abbiamo rivisto l'anfiteatro scaligero praticamente esaurito da una moltitudine di spettatori che sembravano aver ritrovato la via di una composta ed attenta partecipazione.
Tutto sommato soddisfacente, con alcuni distinguo, l'esecuzione musicale.
Anita Rachvelishvili si conferma una Carmen di riferimento nell'attuale panorama. La voce, dal bel colore ambrato, si piega duttile ad un fraseggio variegato ed incisivo, indispensabile alla resa del ruolo in ogni sua sfaccettatura. La linea di canto è limpida e l'intonazione sicura.
Suo buon contraltare il Don José, forse a tratti un po' troppo tendente ad inclinazioni veriste, di Marco Berti, generoso nell'emissione ma non sempre preciso per quanto attiene all'intonazione. Per onor di cronaca bisogna ricordare che Berti, impegnato nelle recite di Aida, ha sostituito "in corsa" il previsto Marcelo Álvarez.
Fiorenza Cedolins dà voce e corpo ad una Micaela di straordinaria dolcezza. Le piccole asprezze nell'estremo registro acuto si stemperano in filati e pianissimi di grande malia e passano in secondo piano rispetto ad un'interpretazione intensa e partecipe.
Discreto è risultato l'Escamillo di Claudio Sgura, la cui emissione ci è parsa un po' intubata. Risolto comunque con buona perizia il couplet d'ingresso.
Per quanto attiene alle parti di contorno una speciale menzione meritano l'impeccabile Remendado di Carlo Bosi e l'ottimo Dancairo di Fabio Previati.
Buona ci è parsa la Mercedes di Cristina Melis, mentre la Frasquita di Francesca Micarelli ha palesato qualche incertezza in acuto.
Corretti, infine, il Morales di Gianfranco Maontresor e lo Zuniga di Gianluca Breda.
La direzione di Julian Kovatchev non si eleva al di sopra di una piatta convenzionalità. La scelta dei tempi è corretta ma non coinvolge, le dinamiche e le scelte agogiche sono a momenti eleganti ma quasi mai emozionanti.
Buona la prova del coro, che con Armando Tasso sembra aver trovato nuovo vigore, come convincenti le voci bianche del Coro A.Li.Ve., preparate da Paolo Facincani.
Più misurati ci sono sembrati il balli flamenchi di El Camborio.
Successo pieno, con applausi cordiali e prolungati per tutti.
Alessandro Cammarano