A partire dagli anni ’70 certa critica di ascendenza filocellettiana, utilizzò Mario Del Monaco a mo’ di “agnello sacrificale” donandolo alla pseudocausa del belcanto. Scrissero che era vociferante, monocorde, sprovvisto della “corretta” tecnica di emissione, nonché cattivo esempio per le nuove leve. E questa nuova tendenza fece talmente tanti proseliti che, per riuscire ad intaccarla instillandole il tarlo del dubbio, necessario all’avvio della revisione critica, si dovette attendere il...