A Genova lo chiamano Carlo Infelice. Trecento dipendenti, duemila posti a sedere, un buco di oltre tre milioni e mezzo, il teatro di Piazza De Ferrari è sull’orlo di una crisi di nervi. “Vertici inadeguati, una gestione dillettantesca, un Cda che si è volatilizzato lasciando a metà il piano industriale che avrebbe dovuto rilanciare, in questi ultimi due anni di ammortizzatori sociali, la vita artistica e culturale della città”. Lame taglienti che cadono nel silenzio attonito della platea...