
Voglio rimanere un eterno enigma, per me stesso e per gli altri.
(Ludwig II di Baviera)
Il rapporto intercorso fra Ludwig II di Baviera e Richard Wagner è al centro di qusto interessante volumetto (a dispetto delle piccole dimensioni molto ricco e stimolante) di Nicola Montenz, giovane studioso, che ricostruisce l'amicizia fra i due usando la forma del romanzo, o meglio del romanzo storico-psicologico.
In una nota all'inizio del libro l'autore scrive che si tratta di "...un'amicizia il cui corollario di intrighi, scandali e passioni sembra spesso superare la più accesa fantasia romanzesca". Forse vi è un minimo di esagerazione in quest'assunto, certo è che il rapporto tra i due fu un qualcosa di singolare ed irripetibile.
Nel testo di Montenz ("romanzo psicologico", così viene definito questo volume nel risvolto di copertina) l'intreccio è curioso e affascinante, pur con il beneficio d'inventario che si tratta di un romanzo, seppur documentatissimo, e non ambisce a verosimiglianze nonostante appaia sempre assai plausibile.
L'autore sembra quasi voler interpretare "dal di dentro" le due personalità oggetto del volume, una società ed un periodo storico che pare conoscere assai bene, indicandoci il rapporto Wagner-Ludwig come assolutamente fondante nella vicenda biografica di entrambi.
Rapporto strano, sui generis, mai chiarito del tutto, iniziato nel 1864, e costruito su due personalità antitetiche ma che potevano trovare molti punti in comune nell'Arte e nella ricerca del Bello.
Al di là delle supposizioni su un possibile rapporto platonico tra i due, si trattò di un'amicizia con alti e bassi, contrastata, che dovette fare i conti oltre che con le loro personalità, anche con i rispettivi "entourages", quindi con tutto un mondo di invidie, sospetti, ragion di stato, meschinità e gelosie. Due caratteri a loro modo "deboli", con la fragile psiche di Ludwig II che già imboccava la china che porterà alla pazzia, e Wagner, genio arrivista e meschino che vedeva nel re bavarese la possibilità di affrancarsi per sempre dalle angustie materiali.
Il solipsismo del re infatuato della musica di Wagner, e sempre più arroccato non solo negli splendidi castelli vagheggiati ed in parte costruiti ma nel suo complesso mondo interiore, come è noto lo porterà ad essere dichiarato pazzo e deposto. La morte sopravvenne pochi giorni dopo, a poco più di quaranta anni di età, ed è ancora avvolta nel mistero nonstante sia stata attribuita ufficialmente a suicidio per annegamento nel lago di Starnberg.
Nel complesso questo di Nicola Montenz è un romanzo scorrevole ed assai appassionante, e che tenta sicuramente di fare luce su uno dei "rapporti a due" più intriganti e misconosciuti dell'intero Ottocento.
Elegante la veste editoriale del volume edito dalla Archinto, con in copertina una suggestiva foto del castello di Neuschwanstein, che tanta parte ebbe nell'amiciza fra Ludwig e Wagner.
Fabio Bardelli