.... in Verdi e Puccini

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WRossini
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Re: L'eiaculazione in Verdi e Puccini

Messaggio da WRossini » 31 ott 2019 09:33

Secondo me ci sono modi e modi. Troppi insulti ultimamente, e modi scortesi. Perché non provare a risolvere con messaggi privati e un dialogo costruttivo?


"I wish it was prohibited to sing any other living composer's music except Rossini, Paer, Mayer, and Carafa; and I should by no means object to be confined to the first." (Waldie)

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notung
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Re: L'eiaculazione in Verdi e Puccini

Messaggio da notung » 31 ott 2019 09:50

WRossini ha scritto:
31 ott 2019 09:33
Secondo me ci sono modi e modi. Troppi insulti ultimamente, e modi scortesi. Perché non provare a risolvere con messaggi privati e un dialogo costruttivo?
Ciao :D
Ovviamente ci abbiamo provato, ma senza sortire alcun effetto. A noi spiace tantissimo passare per censori o maleducati ma sai com’è, dopo un po’ ci si stufa. Ciao, Paolo
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Re: L'eiaculazione in Verdi e Puccini

Messaggio da WRossini » 02 nov 2019 20:36

notung ha scritto:
31 ott 2019 09:50

Ciao :D
Ovviamente ci abbiamo provato, ma senza sortire alcun effetto.
Molto più efficace, invece, la gogna.
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Re: L'eiaculazione in Verdi e Puccini

Messaggio da notung » 03 nov 2019 09:36

WRossini ha scritto:
02 nov 2019 20:36
notung ha scritto:
31 ott 2019 09:50

Ciao :D
Ovviamente ci abbiamo provato, ma senza sortire alcun effetto.
Molto più efficace, invece, la gogna.
Vabbè, io cerco di spiegarti, tu resti della tua opinione e pazienza, ne hai ogni diritto. Ti ribadisco però che qui nessuno si diverte a cancellare messaggi o altro. Buona domenica.
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Re: L'eiaculazione in Verdi e Puccini

Messaggio da il_bonazzo » 03 nov 2019 09:45

WRossini ha scritto:
02 nov 2019 20:36

Molto più efficace, invece, la gogna.
Ti riferisci a quella montata contro Beatrice Venezi?
"Spengi quella telecamera! Spengila, t'ho detto!!!"
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Re: L'eiaculazione in Verdi e Puccini

Messaggio da mascherpa » 05 nov 2019 09:06

il_bonazzo ha scritto:
03 nov 2019 09:45
WRossini ha scritto:
02 nov 2019 20:36

Molto più efficace, invece, la gogna.
Ti riferisci a quella montata contro Beatrice Venezi?
Vorrai però ammettere, caro Domenico, che è doveroso mettere alla gogna un'affermazione contenuta nelle dichiarazioni di costei, come riportate nei due organi di stampa linkati dal Garganese e ripetute in apertura di thread (l'oggetto è Puccini):
Forse anche per questo a lungo alla Scala non lo misero in cartellone: troppo "pop".
Io non discuto le qualità musicali del maestro Beatrice Venezi (al quale riconobbi un'ottima intesa col soprano nel quart'atto di Manon Lescaut due anni e mezzo fa a Livorno, l'unica volta che ebbi occasione d'ascoltarla), né intendo negargli il diritto di sparare ad alzo zero quelli che a me paiono insulsi luoghi comuni (onestamente, si trova in giro anche di peggio...), e men che meno quello di legarsi ai carri che reputa più convenienti per la sua carriera professionale (per quella propriamente artistica mi riuscirebbe più difficile valutare), ma so con documentata certezza che non è mai successo che Puccini sia rimasto fuori della programmazione della Scala «a lungo» — che mai vorrà dire, poi, quest'espressione così vaga e ritrattabile? Nel caso specifico della Madama Butterfly (contenente, contro l'opinione della Venezi, uno dei più lunghi duetti "d'amore" della storia del melodramma italiano, e forse il più dottamente composto, negazione assoluta del pop...), è ben vero che questo titolo non fu mai ripreso alla Scala dal gennaio del 1904 fino a dopo la scomparsa di Puccini, quindi per oltre vent'anni, ma l'esclusione fu dovuta solo a esplicita volontà di lui. Poiché reputo impossibile che la Venezi non sia bene informata su questi fatti, a facile conoscenza di chiunque, un'uscita del genere non è tanto errata, quanto intenzionalmente falsa e mistificatrice.

Ringrazio quindi, nonostante la vistosa antipatia personale e altre pesanti divergenze d'opinione, il Garganese per avere aperto questo thread.
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Tebaldiano
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... in Verdi e Puccini

Messaggio da Tebaldiano » 05 nov 2019 16:47

WRossini ha scritto:
26 ott 2019 09:13
Tebaldiano ha scritto:
22 ott 2019 23:44
Potresti cortesemente evitare di aprire continuamente e compulsivamente nuovi topic che nel 99% dei casi non costituiscono nuovi "argomenti di discussione" e che nel 90% dei casi non ricevono alcuna risposta, intasando inutilmente il forum?
Mi sembra un intervento molto scortese e brutto...
Ma, veramente, te lo dico con la massima pacatezza: stai scherzando? Ti pare questo che ho riportato sopra un intervento scortese?
E ti pare bello il titolo che Garganese (che nel frattempo ha aperto un altro thread su Beatrice Venezi) aveva dato al topic?
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il_bonazzo
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Re: ......... in Verdi e Puccini

Messaggio da il_bonazzo » 05 nov 2019 18:47

mascherpa ha scritto:
05 nov 2019 09:06
il_bonazzo ha scritto:
03 nov 2019 09:45
WRossini ha scritto:
02 nov 2019 20:36

Molto più efficace, invece, la gogna.
Ti riferisci a quella montata contro Beatrice Venezi?
Vorrai però ammettere, caro Domenico, che è doveroso mettere alla gogna un'affermazione contenuta nelle dichiarazioni di costei, come riportate nei due organi di stampa linkati dal Garganese e ripetute in apertura di thread (l'oggetto è Puccini):
Forse anche per questo a lungo alla Scala non lo misero in cartellone: troppo "pop".
Io non discuto le qualità musicali del maestro Beatrice Venezi (al quale riconobbi un'ottima intesa col soprano nel quart'atto di Manon Lescaut due anni e mezzo fa a Livorno, l'unica volta che ebbi occasione d'ascoltarla), né intendo negargli il diritto di sparare ad alzo zero quelli che a me paiono insulsi luoghi comuni (onestamente, si trova in giro anche di peggio...), e men che meno quello di legarsi ai carri che reputa più convenienti per la sua carriera professionale (per quella propriamente artistica mi riuscirebbe più difficile valutare), ma so con documentata certezza che non è mai successo che Puccini sia rimasto fuori della programmazione della Scala «a lungo» — che mai vorrà dire, poi, quest'espressione così vaga e ritrattabile? Nel caso specifico della Madama Butterfly (contenente, contro l'opinione della Venezi, uno dei più lunghi duetti "d'amore" della storia del melodramma italiano, e forse il più dottamente composto, negazione assoluta del pop...), è ben vero che questo titolo non fu mai ripreso alla Scala dal gennaio del 1904 fino a dopo la scomparsa di Puccini, quindi per oltre vent'anni, ma l'esclusione fu dovuta solo a esplicita volontà di lui. Poiché reputo impossibile che la Venezi non sia bene informata su questi fatti, a facile conoscenza di chiunque, un'uscita del genere non è tanto errata, quanto intenzionalmente falsa e mistificatrice.

Ringrazio quindi, nonostante la vistosa antipatia personale e altre pesanti divergenze d'opinione, il Garganese per avere aperto questo thread.
Vittorio, le tue considerazioni sono come sempre illuminanti e degne della massima attenzione, ma penso che il problema sia altro, e cioè l'accusa del forumista WRossini di mettere alla gogna Garganese perchè un moderatore lo redarguisce in modo netto ma senza insulti o contumelie per avere aperto (ad ora 18.37 del 5 novembre) ben quattro diversi thread con titoli anche fuorvianti e di gusto non proprio sopraffino su un unico argomento, cioè Beatrice Venezi: con ciò anche contribuendo a creare problemi al forum, visto che apri di quà e apri di là, si contribuisce a creare un sovraccarico di contenuti rispetto alla pur copiosa capienza di spazio. Sulla natura dei contenuti del Garganese non nego che siano utili a formarsi un'opinione sulle qualità intellettuali della Venezi, lasciando all'ascolto quelle prettamente musicali, ma le modalità a mio modesto parere richiamano alla gogna molto più di quelle delle quali il forumista WRossini ha accusato i moderatori.
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Re: ......... in Verdi e Puccini

Messaggio da mascherpa » 06 nov 2019 06:36

il_bonazzo ha scritto:
05 nov 2019 18:47
...penso che il problema sia altro...
Senza dubbio. Ho solo voluto cogliere in questo thread uno spunto che mi pareva illuminante.

Non so poi se commentare gl'interventi dei moderatori del Forum sia argomento su cui sono gradite, o perlomeno accolte le opinioni degli utenti non direttamente interessati da essi. Però le tue osservazioni m'inducono a ricordare sia che in un remoto passato si cancellava senza preavviso (del resto non frequentemente), e la cosa moriva lì, sia che questo metodo è stato più volte indicato, anche poco tempo fa, come il più idoneo. Che poi qualcuno s'esibisca nel chiamarlo censura, è cosa che fa solo ridere.

Per esperienza di tutti, i suggerimenti di star calmi possono smorzare le polemiche dirette tra due utenti, ma ben raramente hanno effetto su abusing comments a carico di personaggi o avvenimenti pubblici. Perché quindi perdere tempo in nobili inviti che, ignorati se non provocatoriamente sfidati (come è capitato ancora non molto tempo fa), portano solo a fastidiosi confronti sia con il diretto interessato, sia talvolta anche con altri?
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Lachera
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Re: .... in Verdi e Puccini

Messaggio da Lachera » 06 nov 2019 09:11

Due osservazioni: a parte Butterfly, sulla quale vigeva il veto dell'autore, effettivamente alla Scala Puccini non fu molto eseguito dal 1904 al 1924. Non ricordo precisamente e non ricordo neanche dove controllare, ma mi sembra che in venti anni ci furono qualche cosa come sei/otto allestimenti, che non sono molti considerato che Puccini era l'autore leader in Italia ed uno dei maggiori su scala internazionale. Puccini era più facile sentirlo al Dal Verme, per dire. Ovviamente tutto questo non ha nulla a che vedere con le qualità 'pop' di Puccini, ammesso che qualcuno mi sappia spiegare in che cosa Puccini sia pop. Puccini non era molto convinto della Scala fin dai tempi di una disastrosa Bohème con Caruso fuori forma, forse nel 1901, per la quale Puccini definì quello della Scala come un "superpubblico" di difficile contentatura.

Secondo, ho sempre osservato che nella Bohème i protagonisti vanno via mano nella mano dopo 35 minuti dall'inizio - mentre in Tristan dopo 35 minuti dall'inizio della prima scena i protagonisti non si sono ancora incontrati (se contassimo anche il preludio sarebbero 50). Questo perché Puccini è abilissimo a comprimere il senso del tempo, al punto che gli possono bastare 27 battute per l'aria principale della serata - e magari poi considerava di toglierla anche perché ritardava l'azione! Ma dire che per questo è pop significa banalizzare orribilmente la cosa. Sarebbe più intelligente dire che questa è una caratteristica di Puccini che è passata, probabilmente tramite il cinema, nella sensibilità moderna.

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