Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

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marco_
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Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da marco_ » 04 giu 2019 22:39

Domenica a Vienna, nello stesso programma, Jansons non si è sentito bene al termine e alcuni musicisti lo hanno aiutato a lasciare il palco. Temevo che stasera cancellasse, ma il suo severo senso del dovere ha prevalso e si è presentato indebolito al Théatre des Champs-Elysées. Ha diretto senza un podio per evitare di salirci, e con uno sgabello dove si sedeva nei movimenti lenti. Al termine erano pronti gli spartiti per un bis, ma con un cenno al Konzertmeister ha fatto capire che non se la sentiva.

Date le circostanze non vorrei infierire su una Prima di Schumann meccanica e anonima, dove gli archi suonavano forzati e hanno fatto un po’ troppi errori negli attacchi. Da dimenticare eccetto per i corni e il primo flauto, favolosi.

Poi la Symphonie fantastique. Dalla prima battuta appaiono diversi la concertazione di Jansons e il timbro dei Wiener. La lettura si può dividere a metà: i primi due movimenti di impostazione classica, che più classica non si può. Equilibri a profusione, mélange indescrivibili fra archi e legni, scorrevolezza nonostante i tempi piuttosto lenti. Impeccabile ma poco interessante. Dall’adagio cambia tutto: un gioco magistrale fra pause tenute e accenti dei fiati crea un’atmosfera sinistra e diabolica, prefigurando dall’inizio un senso di solitudine il dolore per l’idea fissa che tornerà. La marcia al supplizio è lenta eppure implacabile, aleggia un non so che di sovietico. Il sabba è quasi Mahleriano nelle sonorità, coi legni e specialmente l’ottavino portati a virtuosismi espressionistici; nel finale il Maestro gioca con le dinamiche come se avesse fra le mani la manopola del volume, e l’orchestra produce una bellezza di suono con intenzione appassionata che soggioga il pubblico. Diverse chiamate con applausi ritmati e stormi di bravo.

Jansons emana una simpatia umana delicata, anche in un concerto come questo dove non restano chissà quali ricordi. Mi colpisce ogni volta la sua mano sinistra, che con flessioni quasi impercettibili di una falange sa spremere l’anima dei musicisti. Gli auguro di cuore che si rimetta presto.



violamargherita
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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da violamargherita » 05 giu 2019 17:53

Qui il link per la diretta di stasera da Amburgo.

https://www.elbphilharmonie.de/de/blog/ ... oniker/244

marco_
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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da marco_ » 25 giu 2019 21:36

Jansons ha cancellato tutti i suoi concerti estivi (previsti a Salisburgo, Londra e Riga). Speriamo che torni in forma sul podio dal prossimo autunno.

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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da marco_ » 15 set 2019 06:22

marco_ ha scritto:
25 giu 2019 21:36
Jansons ha cancellato tutti i suoi concerti estivi (previsti a Salisburgo, Londra e Riga). Speriamo che torni in forma sul podio dal prossimo autunno.
Purtroppo Jansons sta ancora male: ha cancellato i suoi concerti con la Concertgebouworkest previsti per settimana prossima.

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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da marco_ » 11 ott 2019 14:04

Ieri Jansons è tornato sul podio, dalle foto appare dimagrito: https://www.instagram.com/p/B3emhYvgwK9/

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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da marco_ » 04 nov 2019 07:49

Ancora problemi di salute per Jansons, che ha interrotto la sua partecipazione a un tour europeo con la Radio Bavarese (Harding subentra): https://www.br-so.com/brso-on-tour-in-autumn-2019/

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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da marcob35 » 04 nov 2019 09:28

Aver sentito da giovane Jansons nel tour dell'allora Filarmonica di Leningrado, alla Scala (1978), alternato a Mravinskij, con Prokofiev (Classica), Ravel (Concerto sx), la Quarta di Ciaikovskij (Evgenij faceva la Quinta di Piotr Ilich più l'omonima di Sciostakovich), e poi con la Oslo a Firenze (sempre Ciaikovskij negli anni 94 credo ricordare), è stata una vera fortuna-per me.
Un gradissimo musicista che nel repertorio nordico e slavo ha fatto meraviglie. Purtroppo l'arte è lunga ma la vita... Con un augurio che possa restare il più lungo in attività e quaggiù.
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da violamargherita » 09 nov 2019 23:46

Situazione, pare, sempre più ingestibile.
Dei due concerti previsti alla Carnegie Hall di New York con la Radio Bavarese, Jansons ha ieri diretto il primo; i presenti testimoniano di condizioni di esaurimento fisico, tanto che gran parte della prima parte è stata di fatto diretta dal violino di spalla; inoltre l’intervallo è stato fatto durare venti minuti in più. Il secondo concerto lo sta dirigendo proprio in questo momento Vasily Petrenko.
La preoccupazione sale.

P.s.: Nel frattempo si è accesa una significativa polemica in America. Pubblico e critica accusano l'Orchestra della Radio Bavarese di utilizzare cinicamente Jansons - perché attira sponsor -, quando gli andrebbe invece consigliato di non prendere impegni, men che meno in giro per il mondo. È una questione ricorrente: simili accuse riguardarono Szell, Klemperer, Böhm o Jochum.

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Giulio Santini
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Re: Jansons e i Wiener Philharmoniker a Parigi - Schumann, Berlioz

Messaggio da Giulio Santini » 10 nov 2019 12:09

Il vecchio Klemperer sarà pure stato strumentalizzato dall'orchestra cui aveva legato tutti i suoi anni più avanzati. Ma cosa ci saremmo persi, ad esempio, se non avesse diretto quell'ultima volta le Nove di Beethoven... Purtroppo mi pare di poter dire che, di regola, se un direttore annuncia il proprio ritiro, senz'altro sa di non potersi godere la pensione.

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Re: Jansons ancora out

Messaggio da violamargherita » 18 nov 2019 15:27

Le preoccupazioni generali - comprese le insignificanti mie personali - per la situazione di Mariss Jansons subiscono oggi un ulteriore aggravamento.
Jansons ha cancellato i quattro concerti coi Wiener Philharmoniker previsti tra il 29 novembre e il 2 dicembre. Lo sostituisce Jakub Hrůša.
Non particolarmente discreto il comunicato dell'orchestra austriaca: il direttore si è rotto il tendine d'achille. Ora, non serve essere ottuagenarî come me per sapere quali farmaci potentissimi provocano tale effetto collaterale.
Continuo a essere molto a disagio per una vicenda che mi pare stia sfuggendo di mano. Proseguire imperterriti ad annunciare ufficialmente Jansons in concerti e opere da qui ai prossimi dieci mesi è corretto? Non ho risposte univoche, epperò, ripeto, sono a disagio.

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