Harding, Filarmonica della Scala, Britten Berlioz

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daphnis
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Harding, Filarmonica della Scala, Britten Berlioz

Messaggio da daphnis » 14 ott 2019 09:59

Un concerto di Daniel Harding è sempre un'esperienza di intelligenza musicale, e lo è stata anche questa volta. Ne scintillava il concerto di Britten grazie anche al violinismo aguzzo di Isabelle Faust, non immacolata in qualche nota estrema (ma sono veramente estreme) ma lucidissima nel disegno in ottimo connubio con l'orchestra di Harding.
La Fantastique fa da anni parte dei programmi del direttore inglese, che ne ha fatto anche una pregevole incisione e che la portò a Milano al Dal Verme con i suoi svedesi, per una bella lettura in cui tutto il lato infernal-grottesco-paradossale era esaltato in swing, rubato, flessuosità e mobilità di frasi. Era una bella cifra interpretativa ma... stavolta è stato come se Harding volesse contraddire se stesso: la ho sempre fatta così, ma forse mi sbagliavo. Con la Filarmonica, ne ha dato una lettura granitica e volutamente squadrata nelle frasi, implacabile nella scansione, "cattiva" negli accenti richiesti con ferocia fin nel gesto e nel volto. Interessante (Harding lo è quasi sempre) ma un po' a senso unico. Ne sono andati persi qualunque coté "francese" e l'aspetto - come dire - di "oppio", di sensualità malsana, (vedasi Georges Pretre...). All'interno di questa lettura non sono mancati bei momenti, diremmo più i due movimenti interni, valzer e scena nei campi (bravissimi, qui i timpani della Filamonica) che quelli estremi, il Sabba è sortito, per l'appunto, un po' rigido nella granitica scansione. Verrebbe da dire o.k, aver presente Beethoven quando si esegue questo Berlioz, ma c'è altro e qui non si sentiva molto. Ne siamo usciti incuriositi ma non convinti al 100%. Bel successo, in ogni caso.

marco vizzardelli

P.s. Una prece per il pubblico della Filarmonica: imperatori della tosse e degli scaracchi, si son prodotti nell'applauso di chi ha ascoltato mille volte ma ancora non sa, al termine della Marcia al Supplizio: mancava il finale.



Dr.Malatesta
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Re: Harding, Filarmonica della Scala, Britten Berlioz

Messaggio da Dr.Malatesta » 14 ott 2019 21:51

daphnis ha scritto:
14 ott 2019 09:59

P.s. Una prece per il pubblico della Filarmonica: imperatori della tosse e degli scaracchi, si son prodotti nell'applauso di chi ha ascoltato mille volte ma ancora non sa, al termine della Marcia al Supplizio: mancava il finale.
Anni fa all'Auditorium - quando era ancora un posto dove si sentiva musica e non chiasso volgare e sconclusionato - l'inclito pubblico applaudì durante l'Hallelujah del Messiah nella pausa appena prima dell'amen che chiude il brano...complimenti a Marriner per non essersi girato e aver mandato a quel paese tutti quanti (fossi stato in lui me ne sarei andato)
Ultima modifica di Dr.Malatesta il 15 ott 2019 09:53, modificato 1 volta in totale.
Matteo

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LucaB.
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Re: Harding, Filarmonica della Scala, Britten Berlioz

Messaggio da LucaB. » 14 ott 2019 22:59

C'è da dire che l'applauso dopo il quarto movimento è partito dalla prima galleria: erano turisti... :D
A parte questo, ho trovato la Filarmonica quasi irriconoscibile, in senso positivo, rispetto all'ultima bolsa e piatta esibizione con il direttore musicale. Il difetto, ovvero il pregio, sta nel manico. La partecipazione e la sintonia degli orchestrali con Harding erano evidenti. Il battere di piedi e il rifiuto di alzarsi per lasciare tutti gli applausi al direttore, molto significativi. Dobbiamo proprio tenerci il direttore musicale fino al 2022?

daphnis
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Re: Harding, Filarmonica della Scala, Britten Berlioz

Messaggio da daphnis » 15 ott 2019 08:51

Esatto, erano reattivi, presi, avvinti da Harding. La domanda, legittimata dai fatti, si pone ad ogni ascolto di buono o ottimo direttore... che non sia quello attualmente stabile. Ce la stiamo ponendo in tanti, da un bel po', e in maniera reiterata.


marco vizzardelli

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