Robert Trevino: miracolo a Milano

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violamargherita
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Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da violamargherita » 13 gen 2018 15:08

Per carattere ed età diffido sempre di più dei fenomeni musicali noti come shooting-stars. Però di Robert Trevino, direttore americano nato nel 1984, avevo sentito per radio una Quarta di Brahms talmente stupefacente che mi ero ripromessa di andarlo a sentire dal vivo qualora fosse passato in zone mitteleuropee.
Ghiottosa occasione dunque poterlo sperimentare dal vivo all'Auditorium con l'Orchestra Verdi, per di più con un caposaldo sinfonico di tutti i tempi quale la schizzoide Leningrado di Sostakovic.
Prima annotazione: l'orchestra è tesa e attenta per ottanta minuti. Lo sappiamo che non è una compagine di primissimo livello, ma quando ce la mette tutta raggiunge risultati egregi. Qui addirittura ottimi.
Passando al giudizio su Trevino, sono costretta a usare solo tre parole: miracolo a Milano!
Questo è un genio. Punto.
Quattro esempi.
Il crescendo della marcia nel primo movimento è qualcosa di fisicamente ed emotivamente indescrivibile. Ma - attenzione! - il tutto è ottenuto non attraverso la saturazione del suono (che è il bieco trucco che va per la maggiore in via Filodrammatici) bensì attraverso la tensione dell'arco ritmico con tutte le sue conseguenze foniche, financo fisiche.
Nel secondo movimento il cambio di tempo è ottenuto con tale naturalezza che la sua definizione di "passaggio impossibile" (Mravinsky) sembra quasi esagerata.
Strepitoso il fraseggio degli archi nei passaggi fintobach del terzo movimento: sembrano scomparire le lineette verticali che separano le battute, rimane solo il flusso ininterrotto e non accentato così come la genialità sostakoviciana lo ha concepito.
Arrivati a quel vero test per distinguere un vero direttore d'orchestra da un principiante che è la tripla sarabanda del quarto movimento, ci si trova di fronte a qualcosa di talmente perfetto eppure controllatissimo, da rimanere sbalorditi.
Pubblico quasi più commosso che trionfante.
Orchestra entusiasta (per la serie: "Ragazzi, cosa abbiamo fatto!").
Profezia per quando non ci sarò più: questo Trevino tra vent'anni sarà il numero uno.



umangialaio
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da umangialaio » 14 gen 2018 19:09

Incuriosito dalla Tua recensione ho voluto assistere alla replica di oggi pomeriggio.
Il direttore mi ha un po' ricordato, nel bene e nel male, Kirill Petrenko: ottimo senso della struttura e del ritmo e suono sempre teso, ma anche una certa meccanicità monocromatica ovvero scarsa teatralità...e un certo, occasionale fracasso

Purtroppo, oggi nel primo movimento il rullante è partito in presto.


U

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Berlioz
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da Berlioz » 15 gen 2018 10:22

Ecco, l'uso di miracolo e genio mi pare vada a puro discredito di questo direttore.

Valutato poi in una sinfonia come la Leningrado di Shostakovich. Infatti, chi lo ha ascoltato in Brahms, (che pone dal punto di vista interpretativo ben maggiori problemi di una sinfonia di Shostakovich, non fosse solo in termini di confronto di tutti quelli che hanno diretto Brahms con esiti) non mi pare abbia gridato al genio e al miracolo....
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

daphnis
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da daphnis » 15 gen 2018 12:57

Lo stacco rapidissimo di tempo della marcia del primo movimento è stato da vertigine, con quel tamburo implacabile, da chiedersi come avrebbero fatto Trevino e la Verdi a mantenerlo nel pazzesco crescendo: detto, fatto, con questo giovane surdotato l’impossibile sembra diventare totalmente naturale. Trevino legge la Leningrado come una sola, potente arcata di musica,il fraseggio è pulitissimo, non c’è un cachinno “grottesco” perché il dolore – spasmodico – è tutto “nel suono”. La “cattiveria” espressiva, l’implacabilità ritmica di quella marcia (il volto stesso di Trevino metteva paura, durante) ne hanno fatto uno degli eventi assoluti di ascolto di questi anni, ma non solo: il lavoro in particolare sugli archi de La Verdi, e, sul piano espressivo il nichilismo, la rarefazione dell’adagio, un finale di spaventosa tragedia del suono, la profondità e intelligenza - e poesia - di lettura unita alla tecnica direttoriale trascendentale confermano che, a 34 anni, Robert Trevino, è, fin d’ora, un unicum nel panorama direttoriale: con in più la sensazione di una progettualità su se stesso, che potrebbe farci vivere, negli anni a venire, altri impensabili esiti. E’ esatta e di totale buon senso, perché significa volontà di studio ulteriore, la scelta di prendersi una sua orchestra un po’ “defilata” (quella basca in un luogo comunque d’avanguardia quale Bilbao) come probabile strumento di sperimentazione su se stesso, sugli autori, sul suono (il suono – quella trasparenza assoluta!). Ne sentiremo delle belle, da Robert Trevino!
Intanto, lo aspettiamo a maggio per la Sesta di Mahler. Ma penso dovremo cominciare ad andare noi da lui (ora Quinta di Bruckner a Stoccarda poi la stagione a Bilbao). Questo è, nella contemporaneità, un cammino direttoriale fra i più appassionanti, meritevole d’esser seguito da vicino.
Violamargherita ha straragione, anche se il gioco perverso delle parti, tipico dell'online, fa sì che gli scettici si attivino per automazione: è una reazione psicologica, un tic online, bisogna reagire con ostilità un po' astiosa all'apprezzamento altrui. Tutti i blog, di qualunque argomento, ne sono pervasi. E' automatico, ma ormai è proprio un giochetto. Ed è il limite dell'online: tu dici una cosa, io devo per forza darti torto, e, se hai goduto di qualcosa, il mio compito é: smontarti. Strano mondo, l'online.


marco vizzardelli
Ultima modifica di daphnis il 15 gen 2018 13:21, modificato 2 volte in totale.

daphnis
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da daphnis » 15 gen 2018 13:02

Ah, a proposito di "il direttore mi ha un po' ricordato, nel bene e nel male, Kirill Petrenko".
I due sono profondamente diversi, e a prescindere da Trevino vorrei capire dove stia il male in Petrenko (non drammatico? ma è stato ascoltato il suo finale-primo di Valchiria, giusto per fare un esempio?). Ma miglior complimento non poteva farsi....


marco vizzardelli

umangialaio
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da umangialaio » 15 gen 2018 13:26

daphnis ha scritto:
15 gen 2018 12:57
Strano mondo, l'online.
Sempre meno di quello in cui tu solo vivi.

U

daphnis
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da daphnis » 15 gen 2018 13:33

...assieme a tutti quelli che ieri hanno freneticamente applaudito ritmicamente l'esecuzione della Leningrado.
Viviamo tutti in un mondo a parte, dal quale umangialaio (chiunque egli sia) è escluso.

Appunto. Stizzito e avversativo. Come da copione online. Fa parte del gioco.

marco vizzardelli


p.s. A proposito, io mi chiamo marco vizzardelli, sono proprio io. Tu come fai di nome e cognome?

violamargherita
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da violamargherita » 15 gen 2018 13:57

umangialaio ha scritto:
14 gen 2018 19:09
Incuriosito dalla Tua recensione ho voluto assistere alla replica di oggi pomeriggio.
Ti ringrazio per il credito datomi.
umangialaio ha scritto:
14 gen 2018 19:09
Il direttore mi ha un po' ricordato, nel bene e nel male, Kirill Petrenko:
Non mi pare un paragone denigratorio.
umangialaio ha scritto:
14 gen 2018 19:09
Purtroppo, oggi nel primo movimento il rullante è partito in presto.
In che senso "purtroppo"? La marcia è indicata dal compositore con la semiminima a 128!!!

violamargherita
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da violamargherita » 15 gen 2018 13:58

Berlioz ha scritto:
15 gen 2018 10:22
Ecco, l'uso di miracolo e genio mi pare vada a puro discredito di questo direttore.
Valutato poi in una sinfonia come la Leningrado di Shostakovich. Infatti, chi lo ha ascoltato in Brahms, (che pone dal punto di vista interpretativo ben maggiori problemi di una sinfonia di Shostakovich, non fosse solo in termini di confronto di tutti quelli che hanno diretto Brahms con esiti) non mi pare abbia gridato al genio e al miracolo....
C'è chi delle cose si accorge prima e chi dopo. Vedrai che col tempo anche tu ti convincerai che è un fuoriclasse.

violamargherita
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Re: Robert Trevino: miracolo a Milano

Messaggio da violamargherita » 15 gen 2018 14:00

daphnis ha scritto:
15 gen 2018 13:33
Appunto. Stizzito e avversativo. Come da copione online. Fa parte del gioco.
Vero, Marco, però è un gioco che francamente inizia a rompermi le scatole. Una quasi si pente di aver aperto un thread sull'onda del giustificato entusiasmo per qualcosa che ha apprezzato, magari cercando di argomentare ed esemplificare.
:rotto

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