Die Frau ohne Schatten a Rotterdam

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marco_
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Die Frau ohne Schatten a Rotterdam

Messaggio da marco_ » 23 feb 2020 20:03

Oggi pomeriggio ho sentito per la prima volta Nézet-Séguin, e credo che passerà tempo prima che succeda di nuovo. Non intendo dire che sia un direttore scarso: ha dalla sua un gesto chiaro e una comunicativa facile con orchestra e cantanti. Purtroppo il suo approccio stilistico si muove fra fuorimoda, poco interessante e melenso. Fuorimoda per far scorrere molto rapida la musica con la contraddizione di un suono turgidissimo; poco interessante per dinamiche sovrassature dal forte in su, peraltro non rispettose dei solisti alle prese con tessiture impervie; melenso per una superficialità nella distribuzione degli accenti che ricorda la glassa di un cupcake. Il risultato è che se non conoscessi bene la musica mi sarei perso anche le linee portanti, figurarsi i dettagli, e l’avrei considerata un baraccone muscolare povero di emozioni. La Filarmonica di Rotterdam ha begli archi, compatti e morbidi, oltre che legni e percussioni autorevoli. Modesti i corni, disastrosi gli ottoni. Bene il coro filarmonico, istituito solo nel 2003, e ottime le voci bianche.

Per fortuna c’erano due grandi cantanti. Volle è Barak, al punto che il suo personaggio non è inficiato dall’esecuzione in forma di concerto. Semplicemente perfetto nelle intenzioni e nella voce sillaba dopo sillaba. Gran sorpresa per me l’Imperatrice di Elza van den Heever: canta la parte con facilità, esibendo una voce intensa e proiettatissima; pur non essendo madrelingua ha inoltre una comunicativa di parola e corpo che ‘fa passare’ il libretto anche a chi non lo stesse seguendo. Applauditissima. Niente male la Donna della Lindstrom, brava a non forzare mai ed elegante nella linea musicale (era prevista la strepitosa Amber Wagner che ha cancellato sia qui che Turandot a Roma il mese prossimo, qualcuno ha notizie di lei?). Più modesti l’Imperatore di Gould (buono nei centri ma strozzato e stonato in alto, inoltre partecipa come se stesse cantando l’elenco del telefono) e la Nutrice della Schuster (convince il personaggio ma urla troppo).

P.S.
Stamattina notavo scene folli di passeggeri con maschere, guanti e teli protettivi a Fiumicino mentre a Schiphol, dove operano regolarmente voli diretti con la Cina e i passeggeri asiatici sono più del triplo, non è cambiato nulla e non ho visto nemmeno una mascherina. Uscendo dal concerto leggo della chiusura dei teatri lombardi mentre qui negli intervalli si parlava di musica oppure di cibo o di viaggi, e nelle televisioni il virus è una notizia fra le altre. I fatti e gli infettivologi dicono che la probabilità di contrarre una forma grave di meningite nella Tube di Londra è molto maggiore che prendere il Coronavirus (non morendo a meno di un quadro clinico già compromesso) passeggiando all’aeroporto di Pechino. Sono molto triste pensando ai grulli al governo, specchio di chi li ha eletti sulla scia di tam-tam tribali sui social di cui ora si rivelano schiavi pavidi, al governatore lombardo che sembra smentire l’infondatezza delle teorie lombrosiane, e all’informazione putrescente che finito Sanremo ha trovato la notizia con cui titillare le pance.



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