Onegin a Roma

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marco_
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da marco_ » 29 feb 2020 22:40

Il far musica è libero, a volte imprevedibile come una persona.

Immaginavo un’ultima recita ben rodata, invece è stata problematica. Fino a tutta la scena della lettera l’orchestra ha suonato molto male, soprattutto gli archi: scomposti, fibrosi, fiacchi. Conlon ci ha messo del suo con una concertazione gelida che, escluso il racconto della njanja, asseconda il dramma solo a partire dal guanto della sfida. Peccato, considerando sue cose ottime nel passato. Il coro non ha fatto meglio, in una parola sgangherato.

Un po’ meglio le voci, a partire da Pirgu che dipinge un Lenskij sicuro e davvero nobile. Bravi anche il Germin di Relyea e la Dragoti in Olga. Il debutto di Werba nel personaggio principale è positivo: elegante nel canto e nel dire, artista nell’evolvere Onegin dal giovane sprezzante al viveur annoiato all’amante disperato. Non ho potuto chiudere gli occhi su due nei che ne inficiano spesso le prestazioni: la voce indietro e al limite del parlato nella tessitura centrale, e lo sporgere il petto in fuori come compensazione inconscia della sua scarsa altezza. La Bayankina è molto efficace in scena, ma mi è parsa musicalmente generica e dal timbro opaco.

Bello spettacolo di Carsen in prestito dal Met, che denuncia appena i suoi lustri nell’uso delle sedie e di certi movimenti geometrici. Scene eleganti, indimenticabili l’apertura col palco coperto di foglie autunnali e il duello avvolto in una caligine bluastra. Geniale il cambio di scena a vista dal duello alla festa dai Germin, con la toeletta del dandy a opera dei suoi valletti. Più che perfetti i costumi, da quelli mirabili di Onegin e Tat’jana fino all’ultima comparsa.



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mascherpa
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da mascherpa » 01 mar 2020 08:32

marco_ ha scritto:
29 feb 2020 22:40
Geniale il cambio di scena a vista dal duello alla festa dai Germin, con la toeletta del dandy...
Anche per me quella pantomime era stata il punto culminante della serata. Però, ripensandoci, trovo di maggiore efficacia tirare dritto fino al duello e lasciare isolato l'ultimo atto, come un epilogo. Cosí avevo visto fare a Klagenfurt lo scorso dicembre: la parte per me davvero bella dell'opera ne aveva tratto vantaggio.

Dispiace che orchestra e coro non abbiano confermato la prima sera. Forse ci ha giocato anche la tensione paradossale e distraente di questi giorni.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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