Onegin a Roma

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mascherpa
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Onegin a Roma

Messaggio da mascherpa » 21 feb 2020 10:32

Segnalo, su questo spettacolo, che ho visto anch'io la prima sera (martedí 18), la precisa e chiara recensione in home page di Michelangelo Pecoraro / "Manrico Del Pietro".

Lo spettacolo rappresenta effettivamente le "scene liriche" (ben piú che "opera" in senso tradizionale) del concetto ciaicovschiano: a questo contribuiscono anche le pause non trascurabili tra i tre quadri del primo atto e i due dei seguenti. Ma resta indubbio anche per me che, come piglio drammaturgico, lo scatto della serata sta invece nel passaggio immediato tra il quadro del duello, di stupenda realizzazione scenica, e la festa in casa di Gremin, con la gelida "ricostruzione" mondana del protagonista.

Protagonista questa volta autentico, e non solo "epònimo" come spesso succede, Markus Werba è stato, a mio gusto, la rivelazione della serata per lo spirito perfetto con cui ha incarnato il bamboccione eterno scontento (e illuso): una sorta di Beckmesser della noia mondana anziché della pedanteria, ma anche una sorta di outsider per antonomasia, di barone Ochs ante litteram non ancora incafonito dagli anni e dall'incombente dissesto finanziario... Indimenticabile. Bravo, bravo, bravo!!! Molto bene anche Pirgu.

Le cantanti russe d'oggi hanno ricuperato una correttezza che qualche tempo fa sembrava perduta per sempre. Ma una punta di visceralità in piú (anche in orchestra...) è quella che ci vorrebbe per strappare alla "scena della lettera" la vertigine che mi travolse al primo ascolto, quando venne a Milano il Gran Teatro di Mosca nell'ottobre 1973 (e, purtroppo per me, non s'è mai piú ricreata).


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daphnis
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da daphnis » 21 feb 2020 10:58

Werba è, sempre più, e in molteplici ruoli, uno degli "interpreti essenziali" nel mondo dell'opera, oggi.
E il dato più intrigante è che questo avvenga non per virtù d'una voce "enorme", ma per come la usa, e come mette lo strumento vocale e tutto se stesso, anima e corpo, a servizio dei personaggi e degli autori. Davvero un magnifico cantante-interprete.


marco vizzardelli

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Tosca
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da Tosca » 21 feb 2020 12:22

Onegin mi piace molto, anzi: moltissimo.
Mi piace la storia, così normale nel suo essere surreale, la veridicità dei sentimenti narrati, i versi cantati e, soprattutto, la musica. Credo, anzi, di essere una tra i pochi che adorano il "pippone" di Gremin.
Martedì scorso ero proprio contenta! Stupenda, per me, la parte visiva dello spettacolo, un vero "esercizio alla Carsen" in cui si agisce per sottrazione e non per accumulo. Ogni oggetto ha un significato, ogni gesto parla. Memorabile la "vestizione" dell'imperturbabile Onegin-Werba intanto che viene portato via il cadavere dell'amico: questo, forse complice la vacanza romana (di quelle con l'oro, l'argento e le sale da tè), mi ha rammentato un po' il momento dell'abbigliarsi, e il cinismo, di Andrea Sperelli; ma quella è un'altra storia.
E Werba, al debutto come Onegin, è stato fantastico, sia nella gestualità che nel canto. Bravo!
Molto, molto bene anche Pirgu; da tempo non lo sentivo e ho trovato la sua voce fresca e assieme robusta. Lo ricordavo "meno potente".
Mi è piaciuta parecchio anche la Bayankina, bella voce libera, giustamente fanciullesca in scena (grazie, Carsen!). La mia prima, indimenticabile, Tat'jana fu la Freni (Delman sul podio): certo che per me quella "scena della lettera" (ma quante "scene della lettera" ci saranno nelle opere?!?!) resta insuperata, però nulla ho rimpianto. Inoltre la fisicità dei protagonisti era decisamente adeguata ai ruoli interpretati.
Conlon: durante l'esecuzione ero ammaliata. Felice. Dopo, a bocce ferme, parlandone a cena (carciofo alla giudia, tonnarelli cacio e pepe) ho sentito che addosso mi era rimasta una certa freddezza, addirittura acuita il mattino dopo.
Resta comunque uno spettacolo da vedere: consigliato!
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Marilisa Marilì Lazzari

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mascherpa
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da mascherpa » 21 feb 2020 13:08

Tosca ha scritto:
21 feb 2020 12:22
Credo, anzi, di essere una tra i pochi che adorano il "pippone" di Gremin.
A mio parere, invece, tipica "aria del sorbetto" in versione «da basso impero zarista» (cosí qualche genio dirà che, respinto da Gadda e Montale, mi sono ridotto a imitare Rubens Tedeschi...).
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pbialetti
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da pbialetti » 21 feb 2020 13:41

Tosca ha scritto:
21 feb 2020 12:22
Credo, anzi, di essere una tra i pochi che adorano il "pippone" di Gremin.
Invece lo adoro anch'io e, mi sa, molti altri. Ovviamente nella memoria è rimasto il cameo di Ghiaurov che quasi sempre accompagnava la moglie nelle sue apparizioni come Tatiana. Dopo di lui raramente l'ho sentito cantare come avrei desiderato.

Daniela Goldoni
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da Daniela Goldoni » 21 feb 2020 14:53

sottoscrivo: il pippone di Gremin è vero amore

Amnerisvagante
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da Amnerisvagante » 21 feb 2020 17:13

Daniela Goldoni ha scritto:
21 feb 2020 14:53
sottoscrivo: il pippone di Gremin è vero amore
Mi unisco al coro: pippone imprescindibile ripensando a Ghiaurov e, martedì scorso, totalmente ammaliata da Relyea

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Re: Onegin a Roma

Messaggio da Manrico Del Pietro » 21 feb 2020 18:12

Approfitto dell'assist di Mascherpa per linkare la recensione in homepage: http://www.operaclick.com/recensioni/te ... YlA-ORmvko

Specifico che a me Werba piace davvero molto, l'ho sempre ascoltato con grande piacere. In questa opera, ho sentito un leggero sforzo vocale in alcuni passaggi; forse perché si ha l'idea che Onegin debba comunque avere un carattere volitivo e "maschio" per sopperire, o forse proprio per sposare, quella sua antipatia un po' congenita. Comunque mi è piaciuto molto e l'ho trovato molto ben preparato, l'unico dubbio che ho espresso era, appunto, solo per questo aspetto. Avrò comunque modo di approfondire le mie idee nei prossimi giorni, perché conto di tornare a vedere lo spettacolo almeno un'altra volta. :cin:
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da albertoemme » 21 feb 2020 22:22

Ghiaurov e’ il numero uno in Gremin, ma anche Kotscherga alla Scala mi piacque molto.-

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mascherpa
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Re: Onegin a Roma

Messaggio da mascherpa » 26 feb 2020 14:47

La "tirata" di Gremin in lode di Tat'jana è un'aggiunta di sana pianta all'ipotesto, cosí come il Credo nell'Otello verdiano. Nel secondo caso la scelta mi pare giustificata sia da esigenze drammaturgiche, sia dal pregio musicale della pagina, che s'aggiunge a quello notorio della sua... brevità.
Nel primo caso, invece, non riesco a "sentire" nell'aggiunta altro che il desiderio di fare assumere una durata decorosa al terz'atto; e l'incongruenza psicologica delle parole del basso, per tacere della loro improbabilita mondana, hanno su di me un effetto piú fastidioso a ogni nuovo ascolto dell'opera.
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