LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

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RUIZ
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da RUIZ » 29 dic 2019 11:12

Definire la musica di Verdi valzeristica non si può sentire: ci sono opere giovanili che si possono catalogare un po' barricadere ma, con i prodromi di Macbeth e Luisa Miller, da Rigoletto in poi c'è un'evoluzione evidente nelle forme musicali.... pensiamo solo all' incipit del terzo atto di Rigoletto: in 30 secondi siamo sulle rive del parola non permessa a respirare la tragedia che si compirà. Dire poi che Verdi è inferiore a Rossini e Wagner... boh...Non discuto i gusti ma mi sembra proprio grossa. Tolto Mozart, un miracolo in un corpo umano, credo non ci sia nessuno che ha saputo tradurre in musica come Verdi la nostra umanità, a volte grandiosa a volte meschina, spesso fallace e terrena.



RUIZ
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da RUIZ » 29 dic 2019 11:14

Mi ha inserito "parola non permessa" al posto del noto fiume di Mantova.....

fracapi
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da fracapi » 29 dic 2019 13:54

RUIZ ha scritto:
29 dic 2019 11:12
Definire la musica di Verdi valzeristica non si può sentire: ci sono opere giovanili che si possono catalogare un po' barricadere ma, con i prodromi di Macbeth e Luisa Miller, da Rigoletto in poi c'è un'evoluzione evidente nelle forme musicali.... pensiamo solo all' incipit del terzo atto di Rigoletto: in 30 secondi siamo sulle rive del parola non permessa a respirare la tragedia che si compirà. Dire poi che Verdi è inferiore a Rossini e Wagner... boh...Non discuto i gusti ma mi sembra proprio grossa. Tolto Mozart, un miracolo in un corpo umano, credo non ci sia nessuno che ha saputo tradurre in musica come Verdi la nostra umanità, a volte grandiosa a volte meschina, spesso fallace e terrena.
non voglio entrare in polemica :) dico solo che Verdi e' il migliore musicista per l'opera ,ma altri sono piu' grandi come musicisti in generale. non e' un mistero ne un offesa per Verdi ne per i suoi appassionati , dire che moltissime fra le sue arie piu' conosciute che cantichiamo nel privato abbiano un che di valzeristico , ma va bene cosi'. Fa con cose semplici dei capolavori .anche le canzoni dei Beatles sono fatte di musica semplicissima e di ritornelli , pero' e' arte difficile in tutte le cose saper fare il semplice che rimane.
I migliori piatti della cucina a volte hanno 2/3 elementi eppure quasi tutti li sbagliano.
Verdi , per come la penso io , mette termine ad un percorso , molto Italiano ,di un certo tipo di opera che era nato un paio di secoli prima . Di sicuro per me Pelleas et Melisand ( che molti giudicano la migliore opera mai scritta ) o Wozzeck non fanno parte dell'opera come io la concepisco , pur avendo i loro valore in termini artistici : e' altro genere musicale.
.. E finisco con un'analogia artistica , anche Raffaello termina un percorso artistico italiano iniziato con Giotto un paio di secoli prima , dopo di lui la pittura piano piano diventa concettuale ed astratta.

ZetaZeta
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da ZetaZeta » 29 dic 2019 17:59

Il fatto che Verdi o Rossini non abbiano scritto sinfonie vuol dire nulla, come il fatto di non aver scritto opere nulla toglie alla grandezza di Mahler o Brahms. Sminuire gli operisti perché troppo popolari è un vecchio pregiudizio gramsciano.
Il resto sono gusti personali.

fracapi
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da fracapi » 29 dic 2019 18:57

ZetaZeta ha scritto:
29 dic 2019 17:59
Il fatto che Verdi o Rossini non abbiano scritto sinfonie vuol dire nulla, come il fatto di non aver scritto opere nulla toglie alla grandezza di Mahler o Brahms. Sminuire gli operisti perché troppo popolari è un vecchio pregiudizio gramsciano.
Il resto sono gusti personali.
Sono totalmente d'accordo con te . Gli operisti , quelli sommi come Verdi o Rossini danno a mio parere molti punti ai compositori da te citati . Scrivere un ' opera capolavoro con vari e diversi personaggi , cantanti , luoghi , ecc ed il tutti agganciare la musica alla parola cantata di questi con i differenti stati d 'animo ... e' a mio parere molto più' difficile direi sovrumano . Molti dei grandi compositori ,consci della difficoltà hanno scansato la lirica o hanno fatto opere trascurabili. Gramsci e' stato molto intelligente , ha scritto pagine di grande valore , ma pur avendo una vita sfortunata ( direi sfigata ) è stato anche un antesignano dei radical schic..

Dr.Malatesta
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da Dr.Malatesta » 29 dic 2019 18:59

Berlioz ha scritto:
27 dic 2019 18:02
Dr.Malatesta ha scritto:
27 dic 2019 16:27
Comunque in generale i Vespri non mi piacciono per nulla, a cominciare dalla lunga e mal riuscita ouverture.
ma se `e una delle pagine orchestrali piu' belle di Verdi...
Proprio non mi piace: la trovo un insieme di melodie staccate tra di loro (un centone di brani dell'opera) e orchestrata in modo rozzo (mio gusto personale). Preferisco di gran lunga quelle della Forza del Destino, Attila, Traviata e Aida
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

fracapi
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da fracapi » 29 dic 2019 20:21

Dr.Malatesta ha scritto:
29 dic 2019 18:59
Berlioz ha scritto:
27 dic 2019 18:02
Dr.Malatesta ha scritto:
27 dic 2019 16:27
Comunque in generale i Vespri non mi piacciono per nulla, a cominciare dalla lunga e mal riuscita ouverture.
ma se `e una delle pagine orchestrali piu' belle di Verdi...
Proprio non mi piace: la trovo un insieme di melodie staccate tra di loro (un centone di brani dell'opera) e orchestrata in modo rozzo (mio gusto personale). Preferisco di gran lunga quelle della Forza del Destino, Attila, Traviata e Aida
mi piacei tuo stile tranchant :) cosi diverso dal mio accomadante ,compromissorio e diplomatico .Pero' normalmente nel reale lo "tranchant" ha mano di velluto in guanto di ferro e l'accomodante il contrario :)

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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da albertoemme » 29 dic 2019 20:58

Di certo Verdi in novant’anni si è ripetuto molto
meno di altri grandissimi e questa è “medaglia” incomparabile per qualsiasi artista. Circa Mozart c’hanno pensato i suoi concittadini a farlo morire di fame e non si sapra’ mai se, come altri grandissimi, avrebbe visto decomporsi prematuramente la propria ispirazione.-

cabaletta64
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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da cabaletta64 » 29 dic 2019 21:16

E' giusto che ognuno abbia il suo pensiero e la sua critica a riguardo di quest'opera, e dico anch'io la mia a riguardo.
"I Vespri siciliani" mi piacciono esclusivamente nella versione italiana, molto più dinamica e di più immediato impatto drammatico rispetto alla versione francese, su quella italiana userei dei tagli vecchia maniera per renderla più scorrevole, alcuni brevi scene del 1° atto, la seconda parte del 2° atto andrebbe sforbiciata, i balletti del 3° hanno un contesto quasi insignificante e musicalmente non li trovo poi cosi piacevoli, una lungaggine estrema nel concertato del 4° atto.
Reputo la sinfonia dei Vespri una delle più belle in assoluto del repertorio operistico, alla pari di "Forza del destino" e "Nabucco" , (ci sarà pure un motivo in cui queste sinfonie siano tra le più suonate nei liberi concerti ), incredibile ritenerla mal riuscita, lunga anche si, ma quella di Guglielmo Tell lo è di più, e forse anche di altre, certamente non me ne sto con il cronometro in mano.
Molte le pagine che dovrebbero rimanere impresse, dalla barcarola di Elena, ai due grandi duettoni Arrigo-Monforte del 1° e 3° atto, l'aria di Procida, una delle più grandi arie da basso cantante, il concertato finale 3° difficile e intensissimo come pochi altri, il "Bolero" di Elena del 5° atto direi unico nel suo genere.
L'aria di Arrigo, abbastanza bella, molto difficile, sia di esecuzione che di interpretazione, non tutti i grandi l'hanno cantata.
In genere i cantanti al termine dell'opera arrivano con il fiatone, per i quattro protagonisti, nel suo contesto generale, la ritengo la più impegnativa del repertorio verdiano, ( ed è per questo il perché di così poche produzioni), l'opera non è una prima scelta assoluta, appena un po dietro al maggior repertorio di Verdi, sicuramente migliore di Attila e delle tante esumazioni di questi ultimi anni.
Non credo che si possa in nessun modo accostare i "Vespri" a Guglielmo Tell di Rossini e a nessuna opera di Wagner, è un Verdi solo un po diverso dal Verdi più conosciuto.
Nessun musicista operistico ha un numero cosi elevato di opere di grande repertorio come ce l'ha Lui, ne Mozart ne Wagner, vorrà dire qualcosa?

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Re: LES VÊPRES SICILIENNES, Roma 2019

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 29 dic 2019 22:22

Io sarò molto più selettivo, non solo i “Vespri” è l’unica opera del Verdi maturo che non mi piace, ma degli unici due brani che mi garbano - sinfonia e romanza di Monforte (Giorno di pianto e di dolore) - li apprezzo solo da Toscanini (è l’unico nel finale della sinfonia dove non sento il solito clangore in cui non si capisce una mazza, ma tutto è così ben distinto e nitido) e Roswaenge (seppur cantata in tedesco).

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