Malati d'opera (ma davvero e non solo di quella)

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marcob35
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Malati d'opera (ma davvero e non solo di quella)

Messaggio da marcob35 » 09 dic 2019 18:07

Interessantissimo l'articolo de "La Stampa" uscito il 9 dicembre nella sezione on line acquistabile "Top News", circa il fatto che la musica-cari miei-farà bene a voi (pubblico) ma non a loro, che la eseguono.

«Alla fine dei Maestri Cantori - dice il secondo contrabbasso del Regio di Torino- ci si sente come dopo avere scaricato un camion di cemento. Ci sono state orchestre famose nelle quali i contrabbassi cominciavano in cinque e alla fine ne restava uno solo. Alcuni punti dello spartito sono completamente neri, tante note ci sono». “Sono i trémoli degli archi - aggiunge Botto primo contrabbasso ivi- a portarti alla tendinite in breve tempo». «E la lunghezza - dice Arpinati secondo cellista in quiescenza-. Dopo il preludio uno pensa che ci vorrebbe l’intervallo, perché sei già esausto. Invece giri la pagina e c’è scritto Atto Primo». Il Lohengrin poi fa male agli occhi per quante note ci sono. Nella Marcia a volte i maestri d’orchestra fanno la staffetta: un pezzo lo fa il Primo leggìo, il seguito lo fa il Secondo leggìo. «E L’Oro del Reno? - si domanda Arpinati - quattro pagine di arpeggi in mibemolle maggiore per i violoncelli che raffigurano l’acqua, non finiscono più».

Se si vede un violinista piangere durante le Nozze di Figaro di Mozart, aggiunge Botto, non bisogna pensare che sia commosso dalla musica. «È il dolore, il dolore causato dalla necessità di unire agilità e forza, leggerezza e potenza, concetti opposti fra di loro. Per i secondi violini è anche peggio, con tutte quelle quartine ribattute». Mozart non è innocuo come sembra, così come Smetana, capace di causare un fuggi-fuggi generale quando è in cartellone. Verdi è più umano, ma solo se gli si perdonano le 5 ore della versione francese del Don Carlos, «roba da addormentarsi in buca» e i recitativi accompagnati che causano uno stress psicofisico notevole per la difficoltà di seguire i cantanti.

Rimedi? Tranquillanti, betabloccanti che tengono sotto controllo il battito cardiaco. E yoga: come facevano Menhuin e Mehta.

Andate a leggervelo tutto (l'articolo) e prima di criticare come siete soliti fare questo e quello (che per voi saran sempre pari, ma son dispari anzi impari per chi esercita la professione), pensateci, brutti egoisti.
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Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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