Grigolo: la “sentenza”

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violamargherita
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Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da violamargherita » 05 dic 2019 19:36

La Royal Opera House ha dichiarato pochi minuti fa che disdice ogni impegno in essere col tenore Vittorio Grigolo, in quanto la dirigenza ha sentenziato che durante la tournée in Giappone egli avrebbe tenuto un «inappropriate and aggressive behaviour» in palcoscenico. Pochi istanti dopo il Met faceva sapere, sull’onda della “sentenza” londinese, di comportarsi allo stesso modo.
Come ormai di consueto, queste ”sentenze” non sono l’esito di un dibattimento giuridico ufficiale, bensì frutto di non meglio specificate procedure interne.

Da donna esprimo la mia totale solidarietà a Grigolo.



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marcob35
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da marcob35 » 05 dic 2019 22:48

La pubblicazione del "topic" sullo sviluppo del caso Grigolo, mi consente almeno di accennare (vista l'impossibilità di farlo altrove nel Forum, con l'argomento bloccato), alla lunga intervista con Domingo apparsa sul "Corriere della sera" del 2 dicembre scorso, titolata e sottotitolata esattamente come segue:
"L'artista spagnolo per la prima volta accetta di parlare delle denunce ricevute da nove donne".
La versione di Domingo. «Dopo le accuse di molestie non uscivo più di casa. La musica mi ha aiutato».

Un frammento:

L’hanno anche accusata di abuso di potere.

«C’è un aspetto legato all’abuso di potere che vorrei chiarire. Ci sono dei teatri dove il General Director ha un ruolo più forte e prende direttamente le decisioni sui cast da scritturare. Ma non era così a Washington e a Los Angeles quando lavoravo io là. Le decisioni per scegliere il cast di una opera sempre le prendevamo in una équipe di quattro o cinque persone insieme. Questo lavoro di gruppo è una cosa che ho sempre creduto giusta perché ci si confronta. Nessuno poteva prendere decisioni arbitrarie».

Come ha vissuto personalmente questa situazione?

«È stato davvero brutto. Passavo tante ore chiuso in casa, io sempre abituato a essere in un teatro o in viaggio o a una cena, con tante persone attorno. Ora invece piano piano sono tornato alla mia quotidianità, al mio lavoro e in mezzo ad amici e colleghi mi sento sereno. La cosa più terribile in quei momenti era la mente: ti rendi conto che non puoi spegnerla la notte e di giorno diventa difficile governarla. Così mi aiutava tanto studiare, mi concentravo nella musica, che mi dà tanta energia. E poi chi mi ha dato la forza sempre è stato l’affetto inesauribile dei miei cari».

Le accuse contro di lei hanno spaccato il mondo della musica. La divisione è stata quasi geografica: i teatri americani hanno troncato i rapporti, non solo San Francisco e Philadelphia, ma anche Dallas e soprattutto il Metropolitan di New York. In Europa lei ha continuato a esibirsi, è stato acclamato a Salisburgo, Zurigo, Vienna e tutti i suoi impegni sono stati confermati Perché questa differenza tra America ed Europa?

«Ho lavorato per decine di anni negli Stati Uniti e so quanto gravi siano accuse come queste. Purtroppo le accuse contengono già implicitamente la sentenza. L’europa è differente, forse la presunzione di innocenza prevale sulla tentazione di condannare immediatamente. Ma in verità io non sono accusato di nessun delitto».

Guardando indietro a questi 50 anni c’è qualcosa che farebbe diversamente?

«No. Non farei nulla di diverso. Ho sempre cercato di fare il bene. Ora c’è questa situazione problematica e per me dolorosa. Mi accusano di cose non vere. Io non ho mai abusato di una persona, né approfittato della mia posizione. La mia coscienza e la mia mente sono tranquille. Si possono commettere errori nella vita ma non ho mai offeso nessuno».
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

daphnis
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da daphnis » 06 dic 2019 02:02

La storia di questi due Paesi è completamente costellata di cacce alle streghe, "nemici", razzismi, puritanesimi, sessismi ambigui che nascondono il loro opposto, tipico della cultura inglese accettare la porcata se resta fatta di nascosto, c'è tutta una letteratura e cinematografia, dall'ostracismo a Wilde ai film sui college più o meno perversi. In quella americana, la problematica diviene quella di un bene che ha sempre bisogno di un male da combattere. Non ne escono, è la loro cultura e quanto sta accadendo agli artisti qui nominati e ad altri ne è figlio o almeno ne è un risvolto. Personalmente sono contento di far parte di una cultura differente.


marco vizzardelli

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marcob35
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da marcob35 » 06 dic 2019 09:07

daphnis ha scritto:
06 dic 2019 02:02
La storia di questi due Paesi è completamente costellata di cacce alle streghe, "nemici", razzismi, puritanesimi, sessismi ambigui che nascondono il loro opposto, tipico della cultura inglese accettare la porcata se resta fatta di nascosto, c'è tutta una letteratura e cinematografia, dall'ostracismo a Wilde ai film sui college più o meno perversi. In quella americana, la problematica diviene quella di un bene che ha sempre bisogno di un male da combattere. Non ne escono, è la loro cultura e quanto sta accadendo agli artisti qui nominati e ad altri ne è figlio o almeno ne è un risvolto. Personalmente sono contento di far parte di una cultura differente.


marco vizzardelli
Cito tutto l'intervento dell'amico di teatro-(s)conosciuto dai tempi abbadiani in Scala e collega (anche) di Forum, perché lo trovo perfetto e corrisponde al mio sentimento (sarà l'appartenenza d'età e di cultura). Fresca è ad esempio la notizia che il bellissimo film di Polanski sull'Affare Dreyfus è vietato nella liberissima e liberale America, quasi una contraddizione (su "La Stampa" del 30 novembre, Top News, è uscito un bell'articolo-tradotto-di Bernard-Henri Lévy: "Polanski fotografa l’essenza della Francia tra odio antisemita e battaglie civili"); vedi ancora stesso giornale al 28.11 il pezzo di Alessandra Levantesi Kezich.

Questi fatti, tutti quanti, inducono ad una riflessione confortata da una osservazione giunta da un mio antico docente ottuagenario, che ha svolto anche politica per una intera esistenza, quando-dice lui ironicamente-noi politici dicevamo di essere i protagonisti del grande teatro del mondo: ma oggi? Il teatro si è trasformato in un mercato (anzi un mercatino rionale, manco quello centrale) e i suoi interpreti sono i nuovi politici, cui manca lo spessore specifico nell'arte "della ragion di stato" e sul sociale e naturalmente ogni tipo di cultura di base, tutti tesi al presenzialismo dei Social e dell'apparire.

Così ho pensato-nel mio piccolo, piccolissimo mondo-che io pure (che non sono acculturato anzi), oggi, messo nel mondo attuale, passo per un coltissimo signore. Ringrazio dunque i somari attuali (quelli a cui mi riferivo anzitutto) i quali mi consentono di ben apparire...

[1 ec per typo]
Ultima modifica di marcob35 il 06 dic 2019 16:32, modificato 1 volta in totale.
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da mascherpa » 06 dic 2019 09:47

La "sentenza" nel titolo m'ha richiamato irresistibilmente una pièce che vidi un'estate dei primi anni Settanta (credo fosse il '73) nel teatro all'aperto allestito per una o due stagioni dal Piccolo Teatro nei giardini della Villa Comunale (ex-Belgioioso, poi anche ex-reale) di Via Palestro, a Paneròpoli.

Il titolo della pièce era appunto La sentenza: autore Ciro Fontana, padre dell'allora ignoto Carlo. L'argomento era uno dei processi agli untori del 1630-31. La "sentenza" era ovviamente costruita sur una manica di fandonie e l'effetto di straniamento era ottenuto non facendo negare in alcun modo le accuse; anzi, il reo confesso estendeva irresistibilmente la catena dei mandanti su su fino a don Felipe, el rey católico. Ovviamente ciascuno dei tre giudici aveva il terrore che gli altri due potessero diffondere un dettaglio cosí ghiotto...

Vedo poi con enorme piacere che le affermazioni di contentezza per l'estraneità a culture "puritane" non ha destato le reazioni scomposte che mi fioccarono addosso (sia chiaro: non da alcuno che sia intervenuto qui sopra) quando esposi la mia un anno e mezzo fa, all'esplodere del caso di Amsterdam. Sappiamo tutti (o quasi) che queste "denunzie" (qualora siano pretestuose) hanno moventi tutt'altro che ideologici, ma esse prosperano in un "brodo di coltura" che, fortunatamente, non è il nostro.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

fracapi
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da fracapi » 06 dic 2019 15:40

e' probabile che per emettere la " sentenza " abbiano chiesto un parere al principe Andrea, duca di York ( il figlio della regina ) , ed essendo noto a tutti quanto sia alta ed irreprensibile la sua moralita' e il suo codice etico , la Royal Opera House non ha potuto far altro che decidere per la " condanna" di Grigolo .

violamargherita
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da violamargherita » 09 dic 2019 07:50

Una dichiarazione di Angela Gheorghiu.

Vittorio mio caro, la tua esuberanza e il tuo caratere esplosivo e veramente mal giudicato. Sei un grande artista e niente altro non conta! Il tuo debuto e stato con me e fino quest anno abbiamo cantato insieme in tutto il mondo con fulminanti successi! Sempre con una relazione di amicizia e grande rispetto. Gli artisti scherzano e giocano sempre, e forse a un momento qualcuno non ti ha capito. Peccato! Peggio per loro e mi dispiace se qualcununo ti possa fare del male per la carriera per la tua esuberanza. Spero che si pentano e ti lasceranno per sempre in Santa Pace per farti questo splendido e dificilissimo mestiere che e la lirica! Sei un Grande e vero artista e ti voglio tanto bene!

Dr.Malatesta
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da Dr.Malatesta » 09 dic 2019 21:13

violamargherita ha scritto:
09 dic 2019 07:50
Una dichiarazione di Angela Gheorghiu.

Vittorio mio caro, la tua esuberanza e il tuo caratere esplosivo e veramente mal giudicato. Sei un grande artista e niente altro non conta! Il tuo debuto e stato con me e fino quest anno abbiamo cantato insieme in tutto il mondo con fulminanti successi! Sempre con una relazione di amicizia e grande rispetto. Gli artisti scherzano e giocano sempre, e forse a un momento qualcuno non ti ha capito. Peccato! Peggio per loro e mi dispiace se qualcununo ti possa fare del male per la carriera per la tua esuberanza. Spero che si pentano e ti lasceranno per sempre in Santa Pace per farti questo splendido e dificilissimo mestiere che e la lirica! Sei un Grande e vero artista e ti voglio tanto bene!
Fossi Grigolo preferirei qualsiasi sentenza sommaria all'appoggio di una xxxxxxxxx come la Gheorghiu...
Matteo

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albertoemme
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da albertoemme » 09 dic 2019 21:22

Un Gentleman come te non nasce da quando il re d’Inghilterra abdicò in favore del fratellino.-

Dr.Malatesta
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Re: Grigolo: la “sentenza”

Messaggio da Dr.Malatesta » 09 dic 2019 21:32

albertoemme ha scritto:
09 dic 2019 21:22
Un Gentleman come te non nasce da quando il re d’Inghilterra abdicò in favore del fratellino.-
ho lasciato le xxxxxxxx perché ciascuno ci mettesse ciò che vuole (del resto le bizze della "signora" sono note a tutti)....ti invito caldamente, invece, a riservare la tua ironia pelosa e fastidiosa ai tuoi sodali e non a me che ho la grande fortuna di NON conoscerti, NON frequentarti e NON considerarti affatto...quindi stai buonino e a distanza, grazie.
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

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