Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Discussioni: per i neofiti che vogliono togliersi dei dubbi e per gli esperti che vogliono approfondire...
Avatar utente
paperino
Messaggi: 16671
Iscritto il: 25 set 2003 08:17
Località: Firenze

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da paperino » 19 nov 2019 20:52

antuan ha scritto:
19 nov 2019 17:39
Infine, se per una sera soltanto di Traviata, ci sarà un cast con Yoncheva, Domingo e Demuro al posto di Leonardo Cortellazzi, Ekaterina Bakanova e Simone Del Savio non credete che un cast simile, almeno sulla carta, non meriti il pagamento di un prezzo più alto, rispetto ai pur dignitosi e volenterosi artisti delle altre sere?
Oggi come oggi non mi pare proprio che la Yoncheva (in Traviata) e Domingo valgano di più (artisticamente) della Bakanova e Del Savio.


La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

violamargherita
Messaggi: 1252
Iscritto il: 16 feb 2011 00:19

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da violamargherita » 19 nov 2019 21:20

daphnis ha scritto:
18 nov 2019 16:43
Il gerontocomio e la Svizzera formato-export, ben noti a Milano, si trasferiscono, pari pari, sulle rive dell'Arno. C'era da temerlo, ma speravo in una tardiva evoluzione. Invece, prosegue lì la prassi "artistica" del riciclo di esistenze passate. Cominciamo bene... poveri fiorentini!
Eh, però lo scadente Chailly lo lascia sul gobbo ai milanesi...

Dr.Malatesta
Messaggi: 3190
Iscritto il: 23 gen 2008 14:06

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da Dr.Malatesta » 19 nov 2019 21:51

violamargherita ha scritto:
19 nov 2019 21:20
daphnis ha scritto:
18 nov 2019 16:43
Il gerontocomio e la Svizzera formato-export, ben noti a Milano, si trasferiscono, pari pari, sulle rive dell'Arno. C'era da temerlo, ma speravo in una tardiva evoluzione. Invece, prosegue lì la prassi "artistica" del riciclo di esistenze passate. Cominciamo bene... poveri fiorentini!
Eh, però lo scadente Chailly lo lascia sul gobbo ai milanesi...
Ma cosa dici?! Tutti noi lombardi siamo "entusiasti" di poter ascoltare FINALMENTE la Tosca vera, autentica e integrale...alla faccia dello stesso Puccini! La manciata di battute in più (buttate in pattumiera da quel co.glione del compositore) darà volto nuovo all'opera...scoperta e sentita per la prima volta per gloria, lode e onore del Maestro dei Maestri... a cui dovremo anche la miglior Salome di sempre (magari scoprirà in qualche anfratto, qualche battuta scritta da Strauss su un fazzoletto di carta e poi ripulita da muco o caccole rimessa al suo posto). Ah Chailly...se non ci fossi!!!!
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

daphnis
Messaggi: 1784
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da daphnis » 20 nov 2019 16:04

"buttate in pattumiera" in meno di due mesi!!
Se lo ha fatto, e lo ha fatto rapidamente, ci sarà ben stato un perché, ma Puccini era un c... e il Chailly più intelligente?
Ho ancora nelle orecchie la orripilante scena dell' ur-matrimonio di Butterfly con i convitati che cachinnano (giustamente cancellata da Puccini, e ripresa da Chailly), ho ancora nelle orecchie l'interminabile, snervante ur-finale di Butterfly, con Cio Cio San che non muore mai (giustamente abbreviato da Puccini, e ripreso da Chailly), ho ancora nelle orecchie l'orrendo concertato atto I di Manon Lescaut (giustamente cancellato da Puccini, e ripreso da Chailly). Cosa ci aspetta, stavolta?


Concordo con l'ironia di Dr.Malatesta


marco vizzardelli

daphnis
Messaggi: 1784
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da daphnis » 20 nov 2019 16:26

Tornando al topic. A parte la mia personale soddisfazione per i due "programmatici" programmi-Gatti, il ciclo dei concerti del Maggio prevede, e va pur sottolineata, la "chicca" dei cinque concerti per pianoforte ed orchestra di Beethoven eseguiti e diretti da Krystian Zimerman. Conoscendo il puntiglio e la profondità con le quali il, per me, massimo pianista vivente (posso dirlo senza innescare polemiche?) concepisce la propria attività secondo "progetti annuali", mi pare che questa integrale rientri nella categoria dell'"imperdibile".


marco vizzardelli

Avatar utente
marcob35
Messaggi: 476
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da marcob35 » 20 nov 2019 19:46

Il Rischiatutto

Facendo-sembra-eco alle 15:11 di oggi mercoledì 20 novembre su "La Stampa" digitale (dovete comperarla) al mio proprio post qui (anche) pubblicato dal sottoscritto alle 19:38 di ieri 19, Alberto Mattioli (sembra sempre) voler contraddire quando dicevo che i critici non si sarebbero mossi sulla faccenda dei prezzi al Maggio voluta da Pereira e sostenuta per coerenza dal sindaco violinista, che oggi ha compiuto 44 anni felicemente, rispondendo con un video di grazie su Facebook, al popolo fiorentino che l'omaggiava.

Non posso certo copiare ed incollare-adesso poi, a quest'ora-l'articolo del buon Alberto, ma con un piccolo sforzo di iscrizione e scarico della copia digitale, potrete leggere il bel pezzetto.
In sostanza Mattioli dice le cose che si sanno ed aggiunge anche particolari di bocca austriaca:

«Mi prendo i miei rischi. Se va bene, bene; se fallisco, vado a casa. In fondo, la situazione del teatro è talmente drammatica che peggio di così non può andare»


E l'appassionato critico ragiona che il "riìischioooo..." di mikebongiornesca memoria è alto, considerata che Firenze (ancorché-secondo il sindaco violinista-adatta ad accogliere le ceneri di Dante, ospitare le Olimpiadi, fraternizzare coi russi tramite accordi col grandissimo Gergiev putiniano di ferro) è abbastanza avara, come lo "Schicchi" appena rappresentato a Firenze rammenta.

Mattioli ripete altre parole di Alexander: "Il mio obiettivo non è avere il teatro sempre pieno ma farlo incassare di più. So che probabilmente perderò un dieci per cento del pubblico ma vi faccio una promessa: gli incassi aumenteranno".

Che sarà?

Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

Avatar utente
marcob35
Messaggi: 476
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da marcob35 » 21 nov 2019 03:41

P.S. Per correttezza nel testo del mio post sopra dove ironizzo tra parentesi sulle voglie nardelliane tra Dante ed altro, ho scordato un semplice "ndr": non vorrei che Mattioli finisse a Sollicciano per Natale. Mica altro: poi arriva il sindaco a suonare "Stille nacht": mejo Castel Sant'Angelo, come diceva Sordi-Marchese der Grillo...


[ec per typo]
Ultima modifica di marcob35 il 21 nov 2019 09:15, modificato 1 volta in totale.
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

Devereux
Messaggi: 105
Iscritto il: 29 mar 2003 00:07
Località: Mantova

Re: Il programma e il calendario del Maggio Musicale 2020: Otello, Fidelio, Euridice, Turandot, Ballo in maschera...

Messaggio da Devereux » 21 nov 2019 08:56

Ma perdere il 10% del pubblico può essere un obiettivo ed un vanto? Che fine fanno gli obiettivi culturali? E via di questo passo quale e quanto pubblico resterà per i teatri lirici? Sarebbe stato più intelligente dire di cercare un modo per avere più pubblico possibile, io aggiungo in gran parte locale, pur tenendo d'occhio i conti. Falcidiare il proprio pubblico a priori non mi sembra una grande scelta.

Avatar utente
marcob35
Messaggi: 476
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

L'opera (del mendicante). Uno spettacolo di élite (?). I Ricchi e i Poveri

Messaggio da marcob35 » 21 nov 2019 11:11

[Tempo medio di lettura 6 minuti]

La "quaestio" dell'innalzamento dei prezzi al Maggio, pianificata da Pereira è solamente uno dei problemi che confluiscono sullo spettacolo lirico, se non per quello musicale "serio". E' una faccenda di "ricchi & poveri" (cfr. il vecchio gruppo vocale semi-genovese), non solo di tasca, ma di spirito, di formazione umanitaria e culturale. E non c'è da far spallucce.
E' vero che il nuovo teatro del Maggio è stato costruito con una platea ed una galleria che non consentono di vedersi reciprocamente, quindi un teatro "classista" come notò subito un appassionato che mi stava accanto appena fu inaugurato: ai poveri del "loggione" (lì) non è concesso vedere i "ricchi" della platea, mentre a questi ultimi è evitata la visione dei derelitti che stanno per loro propria povertà nelle alte sfere (bisogna andare all'inizio della buca orchestrale, girarsi di schiena al palco ed allora si potrà vedere, da lontano, molto lontano, la massa dei poveracci). Teatro promosso da sindaci di sinistra, ricordiamocelo.

Del resto un teatro vecchio stile-come la Scala-che in fatto di prezzi non è esente dal problema, anzi, continua a mantenere la distinzione tra ricchi e poveri.
I teatri e le sale europee moderne-ve ne sono di esempi ammirabili-puntano su una maggior omogeneizzazione delle due categorie che per brevità diremo qui "REP" (ricchi e poveri), almeno in quanto a loro collocazione, stante le differenziazioni di costi.

Tornando, solo per un attimo alle due diverse strategie Chiarot & Pereira (ossia stile Fenice e stile Scala, ma non solo), è chiaro che esse affrontavano ed affrontano il problema del poco pubblico e degli alti costi in due modalità del tutto opposte, anche se coincideva e coincide la finalità.
Il primo-Cristiano-era, pazientemente, alla caccia di nuovo pubblico che attirava con varie modalità contenendo i prezzi quando non abbassandoli, il che avrebbe portato nel tempo (non immediato-ma risultati stavano arrivando-quando Qualcuno disfece) ad un rinnovamento del pubblico, degli affezionati, degli incassi, con possibilità a medio-lungo termine di impostare stagioni sempre più di qualità (nel frattempo molto repertorio e qualche novità con cast medi).

Il secondo-l'Asburgico-è pronto a perdere dice anche il 10% di spettatori, ma con l'innalzamento dei biglietti, dice, avrà maggiori entrate e questo permetterà produzioni più fastose, che chiameranno pubblico, anche se-è evidente-che sarà sempre "quel" pubblico di soliti (ricconi e vecchioni) a venire: il tutto in tempi corti. Se faccio la Traviata con Palmira Cecconi non viene nessuno ma se la faccio con Maria Callas...

Ma i biglietti pagano solo una parte dei costi. Basta fare un po' di conti (e la sala del Maggio per dire ha 1800 posti in potenza, quasi mai esauriti). Nessun incasso-anche gonfiato-coprirà le spese di produzione e gestionali. Come dice nel breve trailer che ho usato Alex Pereira (creato per la Scala al vero, ma valido ora a Firenze) "solo una virtuosa fusione degli apporti tra enti pubblici, privati e biglietteria, spendendo oculatamente, permette una sana vita al teatro".
Già: lo Stato e gli sponsor. E' il problema di tutto il mondo. Alla ROH e al Met non fan altro che dire agli spettatori cacciate fori i soldi, sponsorizzate cioè (che magari detraete dalle tasse). Per un forte sostegno dello Stato bisognerà andare nel paese dell'utopia o tornare all'atteggiamento e alla pratica di ellenica memoria, ma noi siamo nel XXI secolo e la nostra società è diversa da quella degli antichi Greci.

A proposito di società (e civiltà) moderna va detta una verità sostanziale-spiacevole quanto si vorrà-ma sulla quale gira la faccenda sopra detta: l'opera lirica è uno spettacolo elitario, di quasi nicchia, anche quando si fa "Turandot". Tralasciando il "balùn" ossia il calcio che riempie gli stadi non solo la domenica, lo spettacolo di massa vero e alla portata delle borse dell'operaio, è (XX-XXI secolo) il cinema.
Ora non si venga a dire che il mi' nonno o bisnonno, che non sapevano leggere e scrivere o avevan fatto la terza elementare, conoscevano a menadito il Trovatore, non solo nei versi, ma nell'intreccio e significato (intimo) della storia. Altrettanto non si venga a ricordare che dalle gallerie venivano gettati i manifesti con scritto "W VERDI" ed altre (pur vere) amenità dello stesso tipo.

La musica (tutta, specie quella popolare, intendesi leggera, pop, rock e ovviamente la classica) è uno degli interessi maggiori dell'Uomo (scritto con la maiuscola): infatti potete riempire teatri e stadi di indemoniati che urlano verso il palco all'aria aperta o al chiuso, con luci psichedeliche ed effetti sulfurei, sino alla follia. Treni appositamente creati dalle Ferrovie dello Stato per far fronte all'arrivo d'ogni dove di spettatori paganti ma non troppo.
La musica: non l'opera lirica, che è spettacolo elitario, in forza della scarsa cultura, della debolezza di istruzione, delle buone educazioni. Là dove queste esistono (ossia ci sono cultura, istruzione ed educazione) il problema diminuisce.

Insomma noi appassionati con o senza la laurea, ma comunque appassionati, siamo una minoranza c'è poco da fare e siamo alla fine disposti a sborsare anche di più per vedere un genere di spettacolo, che è sempre abbastanza costato.

Resta la soluzione di starsene a casa, accendere la radio, il tv e il giradischi (ci soccorre la tecnica) o aprire il computer: nessun titolo della storia musicale ci sarà negato oggi ed anzi non dovremo arrabbiarci per le regie insane contro la musica, che poi resta sempre la cosa più importante, anche quando c'è di mezzo (virtualmente) la scena.
Così è (anche se non vi pare).

[ec per typo e adeguamento]
Ultima modifica di marcob35 il 22 nov 2019 00:37, modificato 2 volte in totale.
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

Avatar utente
mascherpa
Messaggi: 14131
Iscritto il: 28 apr 2004 14:12
Località: Borgotaro - Venezia

Re: L'opera (del mendicante). Uno spettacolo di élite (?). I Ricchi e i Poveri

Messaggio da mascherpa » 21 nov 2019 12:17

marcob35 ha scritto:
21 nov 2019 11:11
Il primo-Cristiano- ...

Il secondo-l'Asburgico- ...
Esempio perfetto di tentativo d'ammantare un pensiero razzistico e imbarazzante in un gioco di parole di bassissima lega. Quando si pensa una cosa come codesta, si deve avere il coraggio di dirla chiara, senza illudersi di farla franca: Pereira, per te, è esponente di quella "pluto-demo-giudeo-massoneria" che è rimasta un'idea fissa nella testa di troppi; altrimenti ci si mette in tasca, come senza dubbio disinvoltamente farai tu, Antonio Garganese, quel che ti dico: il tuo squallore culturale è pari solo alla tua miseria morale.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

Immagine

τί μοι σὺν δούλοισιν;

Rispondi