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Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 09:51
da umangialaio
Dalla recensione di Stefano Jacini sul Giornale della Musica:

"[...]PS. In aperto contrasto con l'atmosfera dell'inaugurazione di stagione sono risultati i due giorni precendenti la prima, anche perché sono stati tolti alle prove di Tosca che ne avrebbe avuto vantaggio, per essere consacrati a una sfilata di Dolce e Gabbana, proprio alla vigilia della serata di Sant'Ambrogio. Il che ha comportato la costruzione di una pedana soprelevata da sotto il palco reale fino palcoscenico, lo smontaggio di parecchie poltrone, l'occupazione del palco reale per sistemare gli apparati di regia e quella del palcoscenico per allestire un banchetto finale da ambientare nella Roma papalina e farne uno spot pubblicitario. Il tutto per un piatto di lenticchie, si parla di 250mila euro, nemmeno interamente incassati perché è stata a carico della Scala la pulizia di quanto era rimasto in teatro, le ore di straodinari durate fino a tarda sera del 6 dicembre. Al di là di qualsiasi discorso retorico sulle istituzioni da rispettare, una scelta simile par proprio miope e di pessimo gusto. Peccato che non si siano sentite voci di dissenso né di opposizione da parte di chi avrebbe dovuto opporsi all'idea[...]"

U

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 14:13
da massenetiana
steccanella ha scritto:
09 dic 2019 09:04
anche Salsi mi è parso assai più carismatico che nell’Attila dello scorso anno.
Salsi non ha cantato nell'Attila del 2018, bensì nell'Andrea Chenier del 2017.

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 17:14
da steccanella
hai ragione...vale lo stesso il concetto. Aggiungo già che ci sono che concordo in pieno con la recensione in Home di Danilo.

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 17:40
da UltrasFolgoreVerano
paperino ha scritto:
09 dic 2019 00:59
RUIZ ha scritto:
08 dic 2019 22:58
Pignolerie errori grossolani da minimo sindacale?????? Boh.... ci siamo abituati alla mediocrità. Io mi aspetto che al 7 dicembre gli attacchi siano centrati e i cantanti non sbaglino il testo. Che pretese!!!!
Eh sì... mi sono abituato alla mediocrità e tutti quelli che ho sentito dal vivo in quest'opera non mi hanno insegnato nulla (Olivero, Kabaivanska, Bumbry, Pavarotti, Domingo, Gianni Raimondi, Verrett, Protti, Zanasi, Luchetti, Bruscantini, Santunione... solo per citare alcuni dei cantanti morti o adesso ultraottantenni che ho incrociato.... 8) Non hai idea di quanti "errori grossolani" abbia sentito commettere anche dai nomi ora più mitizzati.
Bravo Silvano, giustamente non hai citato Gobbi perché mai fece errori grossolani. :twisted:

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 17:58
da paperino
UltrasFolgoreVerano ha scritto:
09 dic 2019 17:40

Bravo Silvano, giustamente non hai citato Gobbi perché mai fece errori grossolani. :twisted:
Non ho citato Gobbi perché non mi è mai capitato di vederlo (e sentirlo) dal vivo... :lol:

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 19:29
da marcob35
La Scala è sempre la Scala

Adesso bisognerà spiegare perché a tutti tutti tutti tutti i critici di professione o para, della carta stampata e del web, quelli che entrano in un teatro (sia pure per "lavoro", dicon loro) "a gratis", questa "Tosca" sia piaciuta un sacco ed una sporta e han tessuto elogi ed "oooooh" mentre solo agli umili e ai dilettanti qualcosa o molto non è piaciuto.
E' vero che Kant apprezzava i "dilettanti" e li incoraggiava ed opponeva ai prezzolati.
Sarebbe imbarazzante e malignamente dostoevskiano pensare che l'accredito scaligero predisponga a dir bene (sennò farete la fine di Tristanò) e altrettanto se siete stati chiamati a far da promoter dell'edizione (o siete amico del suddetto), non potete che trovar parole rassicuranti verso il popolo il quale si placa dopo aver atteso le recensioni di chiara o torbida fama.

D'accordo ci sono i supercattivi, quelli che non hanno il bonus d'ingresso e ci tengono a dirlo, redigendo (ma non solo essi)-in magari neri luoghi-tra un grissino ed un cracker-le loro lunghissime note, ora molto cronaca di fattura ginnasiale e poco critica, o solo un eterno scritto che avrebbe-per questa lunghezza infinita-fatto star male il Proust, che come noto era logorroico.
Eppure è così e a parte queste mie parole, una scorsa alle pagine dei principali giornali usciti a ridosso della prima, dopo il clangore mediatico-vedi clip brevissima (90 secondi)-lo testimoniano.

Ci son stati-va detto-un paio di note d'autore, in esercizio di stile e farne i nomi sarebbe utile ma andate a setacciare un po' voi stessi se vi va. Sì: la Scala è sempre la Scala, come le fettuccine diceva Sordi.
E per gli operomani è pure come la domenica (sempre).


Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 09 dic 2019 21:26
da Dr.Malatesta
Francamente l'ho trovata una Tosca del tutto ordinaria - né tetra né funerea, come ho letto da qualche parte - il che, rispetto alle aspettative veicolate dall'ineffabile direttore musicale, è, e resta, un po' pochino. Poco mi interessa degli svarioni e degli inciampi (anche se mi fa pensare - male - il fatto che all'inaugurazione della Scala si possa sbagliare quello che riesce in contesti ben più scalcinati come all'Arena o all'ASLICO), ma trovo che chi ha parlato di "evento" abbia quantomeno peccato di esagerazione. Non sono un nostalgico del passato (che anzi, ha le sue belle magagne, ed è spesso mitizzato e ricostruito secondo la convenienza) e ritengo che sia disonesto intellettualmente rimpiangere certe Tosche di certi praticoni (da Molinari-Pradelli a La Rosa Parodi, passando pure per Erede, Cleva, Cillario, Oren, Rescigno etc...), ma pure credo si debba avere un senso di misura: francamente rispetto a questa stanca Tosca di Chailly (direttore che ormai non ha davvero più nulla da dire) ho preferito il pur discutibile Wellber ed il tanto criticato - dai soliti noti - Muti (che comunque aveva confezionato uno spettacolo anni luce migliore di questo, a cominciare dalla protagonista). La regia mi è sembrata o assente o parac.ula (belle però le scene di primo e secondo atto - una zeffirellata 2.0 - ma orrenda al terzo): poco o nulla è pervenuto dello studio attoriale: in effetti non si poteva far di più con la Netrebko che sul paco è inerte quasi come la Siri. Bruttissimi i costumi: ho trovato fuori luogo e incoerente con la pretesa realistica e cinematografica dell'allestimento, i cappotti dei "cattivi" sporchi di sangue...come se fossero lavoranti in un macello. Semplicemente idiota la presenza delle suore a Palazzo Farnese e in Chiesa. Ma comunque siamo nell'era dei social e qualche selfie e la retorica giovanilistica da evento chic (milanardo e aperitivistico) varrà più di qualsiasi ascolto e critica: e poi ci sono stati gli applausi a Mattarella, la Milano bene, l'autocelebrazione delle classi alte contro i barbari e pure il regista che parlava di antifascismo.... Bene così tutto sommato. E' ormai il distacco dalla realtà: da una parte si critica a prescindere dall'altra si applaude a prescindere. A me francamente non diverte più e quindi mi taccio...sicuro di non andare a vedere questo spettacolo perché di Tosche ne ho le palle piene (dato che è opera sentita e risentita) ed i 100 secondi in più di musica scovata da Chailly (ma corretta da quel "cogli.one" del compositore evidentemente) non vale certo il viaggio o il biglietto.

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 10 dic 2019 10:02
da daphnis
Sto felicemente recandomi a Roma per la prima de I Vespri Siciliani che ho prenotato alla biglietteria dell'Opera romana in occasione di una precedente trasferta, e intanto ho felicemente ascoltato la Tosca scaligera. Mi è serenamente strapiaciuta la direzione di Riccardo Chailly, e lo dico e la trovo del medesimo livello di alcune storiche consegnate a noi via disco, pur non condividendo l'apertura dei "tagli", e sono ben felice d'averla gradita, dal momento che l'ho discusso mille volte, e probabilmente altre volte lo discuterò, ma non provo odio e se vado ad ascoltare Chailly, come chiunque, mi auguro di uscirne soddisfatto, com'è accaduto stavolta (non posso parlare "dal vivo" della Tosca scaligera di Muti, per il semplice fatto che...non fui presente, all'epoca: dall'incisione, che peraltro ricordo poco, mi sembrò, se non sbaglio, più sinfonica che teatrale, ma potrei sbagliarmi). Ora sono felice di andare ad ascoltare Daniele Gatti, che ammiro, pur senza provare il bisogno di raccontare ogni momento quel che fa e quel che dice, sicuramente vi racconterò questi Vespri perché mi sembrano assai interessanti, successivamente sarò felice di ascoltare, a Parigi, un Principe Igor musicalmente e registicamente assai intrigante, e una Terza di Mahler by Salonen, che ammiro...

marco vizzardelli

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 10 dic 2019 12:50
da mascherpa
Ho sentito dalla radio, senza particolare attenzione, la seconda metà dell'opera (da súbito prima di «Vittoria! Vittoria!»), e non mi sono piaciute né la direzione, né l'enfatica caricatura delle parole in cui m'è parso si compiacessero sia la Netrebko, sia soprattutto Salsi. La voce del tenore, la cui dizione era a mio gusto molto preferibile, m'è parsa comunque tutt'altra (non dico migliore o peggiore, intendo solo dire diversa) dal ricordo che ne ho da numerose serate in sale di varia acustica, quindi mi par lecito dubitare della qualità del mixage audio per la radio.

Re: Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

Inviato: 10 dic 2019 13:44
da Tosca
Concordo pienamente con il giudizio di Vittorio. (ancora non ho visto un fotogramma dello spettacolo)