Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

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LucaB.
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da LucaB. » 07 dic 2019 12:35

fraaaa ha scritto:
07 dic 2019 05:19
Che dö ball
Non sono il solo ad avere il pregio della brevità. :D



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marcob35
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da marcob35 » 07 dic 2019 13:27

Le esemplari e signifcative parole del musicologo Roger Parker (e di altri) sul suo stesso lavoro di editore critico per la "Tosca" scaligera (dal Convegno milanese svoltosi nella fase preliminare della messa in scena).
Estratti da "Radio 3-RAI" del 6 dicembre 2019.
Durata: circa 12'.

Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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il_bonazzo
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da il_bonazzo » 07 dic 2019 14:01

violamargherita ha scritto:
07 dic 2019 10:05

Questa che citi, carissimo, è una delle molte voci che si stanno alzando per mettere in dubbio l’autenticità dei contenuti che la propaganda scaligera sta vomitandoci addosso da mesi a questa parte.
Eppure sarebbe bastata una sola domanda rivolta a Chailly per far crollare tutte le balle che stiamo ascoltando intorno a questa Tosca: «Maestro, su quali basi lei afferma che ascolteremo ciò che ascoltarono i romani il 14 gennaio 1900?».
Al di là della pur esistente propaganda scaligera la lettura di interventi così puntuali dovrebbe più servire a fare la tara nei confronti di proclami su stampa cartacea, online, e testate televisive che strombazzano a vanvera, come scritto, di originalità, integralità, fedeltà, come se la Tosca finora si fosse eseguita tagliata tipo una Lucia di Lammermoor negli anni '50.
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Dr.Malatesta
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da Dr.Malatesta » 07 dic 2019 14:24

il_bonazzo ha scritto:
07 dic 2019 14:01
violamargherita ha scritto:
07 dic 2019 10:05

Questa che citi, carissimo, è una delle molte voci che si stanno alzando per mettere in dubbio l’autenticità dei contenuti che la propaganda scaligera sta vomitandoci addosso da mesi a questa parte.
Eppure sarebbe bastata una sola domanda rivolta a Chailly per far crollare tutte le balle che stiamo ascoltando intorno a questa Tosca: «Maestro, su quali basi lei afferma che ascolteremo ciò che ascoltarono i romani il 14 gennaio 1900?».
Al di là della pur esistente propaganda scaligera la lettura di interventi così puntuali dovrebbe più servire a fare la tara nei confronti di proclami su stampa cartacea, online, e testate televisive che strombazzano a vanvera, come scritto, di originalità, integralità, fedeltà, come se la Tosca finora si fosse eseguita tagliata tipo una Lucia di Lammermoor negli anni '50.
Esatto. Qui mi pare che si tratti di un esempio di distorsione della filologia. Non esistono versioni diverse di Tosca (rispetto a quella licenziata dall'autore) e nulla autorizza a ritenere che la sostituzione arbitraria da parte del direttore d'orchestra di dettagli modificati da Puccini con evidente scelta consapevole (non si tratta di tagli imposti da chicchessia), possa costituire la proposizione di una presunta "versione originale". Immagino anche che nell'edizione critica queste modifiche siano inserite come annotazioni o testimonianza del lavoro del compositore e non proposte come versione alternativa. Come al solito Chailly fraintende e proclama inesattezze (come la sua incisione delle sinfonie di Beethoven strombazzata per "versione coi metronomi originali"). Ricordo di aver letto da qualche parte che Kubrick era solito distruggere tutto il materiale scartato in fase di montaggio perché temeva che dopo la sua morte qualcuno si inventasse edizioni integrali o director's cut...
Matteo

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marcob35
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da marcob35 » 07 dic 2019 15:24

Mattioli informa

... che "L’inviato della Neue Zürcher Zeitung non ha voluto l’accredito e ha fatto la coda notturna per il loggione".

Su "La Stampa" on line (Top News) di oggi 7 dicembre.
Alzi la mano quali altri critici veri o presunti con la possibilità di ingresso "a gratis" avrebbero fatto lo stesso (anche per poterne parlare malissimo, senza condizionamenti).
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Lachera
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da Lachera » 07 dic 2019 18:35

Per rifare davvero la recita del 14 gennaio 1900 bisognerebbe chiamare la polizia e dire che c'è una bomba in teatro. Fra l'altro il povero Mugnone era reduce da una recita a Madrid dove la bomba in teatro c'era davvero.

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Tosca, Teatro Alla Scala

Messaggio da daphnis » 07 dic 2019 20:50

Mentre finisce la diretta tv, comincio con il dire:
plaudo al massimo Scarpia che io abbia ascoltato dal vivo, Luca Salsi
ri-plaudo ad una direzione sensazionale, Riccardo Chailly, su uno spettacolo di forza visonaria, Davide Livermore


Poi ne riparliamo con calma


marco vizzardelli

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il_bonazzo
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Re: Tosca, Teatro Alla Scala

Messaggio da il_bonazzo » 07 dic 2019 22:02

Che dire...l'orchestra ha suonato splendidamente, lei sicuramente brava, ha cantato tutto con sicurezza e senza sbracamenti (a parte quando si è incartata nel secondo atto che doveva cantare "voglio avvertirlo" e ha ripetuto "chi m'assicura" con relativa smorfia da gigantesca caz*ata fatta trascinando pure Salsi, ma poi si sono ripresi benissimo),regia sicuramente d'effetto, a me è molto piaciuto il primo atto con gli elementi che si incastravano e sparivano e riapparivano, splendido il secondo atto con uno studio di Scarpia favoloso (un pò più stile umbertino che primo ottocento, ma bello bello bello)....però non so...sarà stato l'effetto da prima con i riflettori puntati ma a me è sembrato tutto un pò plastificato, forse anche per colpa di Meli, molto sicuro anche in alto, però con quei falsettoni continui. Salsi il migliore assoluto. Ok, ci siamo tolti lo sfizio di ascoltare come fu la prima assoluta, abbiamo capito per l'ennesima volta che le modifiche fatte da Puccini dopo hanno reso il tutto più teatrale, come per Manon, come per Butterfly, ma una cosa bisogna dirla, scusate...tutte quelle menate filologiche e poi autorizzi la discesa al do basso sulla lama con NON scritto? era anche quella una roba da prima versione? Ma per favore...
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Re: Tosca, Teatro Alla Scala

Messaggio da Martino Badoéro di Sanval » 07 dic 2019 22:27

Io le scenografie mobili le ho trovate insopportabili dopo i primi cinque minuti, sebbene fossero comunque ben fatte e ben lavorate. Per fortuna c'era un uso meno prepotente delle proiezioni rispetto all'anno scorso (a parte la trashata del quadro della Maddalena e della Madonna) e ho trovato molta più cura sulla recitazione dei solisti rispetto sempre ad Attila.
Non posso credere che un fatto del genere sia accaduto in un posto così tranquillo come Cabot Cove...

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marcob35
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da marcob35 » 07 dic 2019 22:33

Fumo e Vitellio

Come ha finemente preconizzato l'utente "LucaB." nel suo post, il 6 dicembre ore 21, icasticamente lui e da altri-parrebbe-ripreso, ascoltando ora la direzione del maestro responsabile di questa "Tosca", non ci sono che da usare le due parole pregnanti: "Che sfere..."! (il punto esclamativo, qui, è mio). Al confronto la moscia edizione polacca del vecchietto di cui ho detto in quel di Varsavia (andate a sentire, prego), sembra (ed è!) carica di tensione ed incisività.

Ne risente tutto lo spettacolo (sia pure gonfiato e pompato nella esposizione pre-natalizia per il globo) e siccome il vero responsabile di una rappresentazione di opera musicale "è" il direttore d'orchestra, non si saprebbe a chi imputare il senso di lungaggine protratta, non certo per le cento battute in più (che abbiamo individuato abbastanza facilmente). Lo segue l'autore della regia che abbonda di richiami zeffirelliani (un giusto tributo nell'anno della scomparsa del Maestro fiorentino; ora, i nemici del figlio di Visconti, non cambino parere e le carte, per convenienza).

Naturalmente un kolossal adeguato al tempo nostro, che si stempera nel grandguignolesco finale II, per poi aver un guizzo conclusivo, proprio laddove c'è l'unica vera sorpresa e curiosità (ma solo tale sia chiaro), di un Puccini che sinfonizza wagnerianamente in primissima battuta. Qualcuno dovrà spiegarci come e perché in 25 anni di sopravvivenza, il sor Giacomo non abbia rimesso le cose a posto secondo la vulgata del Chailly. Molto curiosa e magari bella, ma proprio contraria alla stringatezza cui pure il compositore sempre tanto teneva (ed infatti...).

Restano le voci e con quelle voci le loro capacità attoriali. Chi ne esce al meglio è sicuramente Salsi, seguito dalla Netrebko che si riscatta (scenicamente perlomeno) da metà atto secondo in poi (collutazione con Scarpia compresa ovviamente): un po' Ostessa di derivazione opera russa, un po' Elektra, un po' Tosca anche e pure (lei che ha dichiarato nell'intervista trasmessa da RAI1 di non aver mai amato e capito il personaggio).
Rimarrebbe Meli che in quanto a fiacchezza nell'eloquenza ne porge quanto basta. Ed includiamo infine l'incidente delle battute scordate tra Floria e il poliziotto nel II atto.
Le prime della Scala sono sempre un po' così: molto fumo e poco arrosto (o Vitellio).

(Ma dove si deve scrivere? Qui o là?)
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