Cremona: Guglielmo Tell

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Giulio Santini
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Re: Cremona: Guglielmo Tell

Messaggio da Giulio Santini » 08 ott 2019 07:27

Si diceva tempo fa che la tassa dell'edizione Bassi aveva senso di essere pagata solo se poi la si fosse fatta integralissima. Scelte testuali addomesticanti e carenza di mezzi non sono necessariamente collegate.



Dr.Malatesta
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Re: Cremona: Guglielmo Tell

Messaggio da Dr.Malatesta » 08 ott 2019 14:47

Giulio Santini ha scritto:
08 ott 2019 07:27
Si diceva tempo fa che la tassa dell'edizione Bassi aveva senso di essere pagata solo se poi la si fosse fatta integralissima. Scelte testuali addomesticanti e carenza di mezzi non sono necessariamente collegate.
In questo caso, tuttavia, non è solo una questione di scelte testuali (che comunque sono state sciagurate, perché tagliare un'ora abbondante di musica e tutti i "da capo" tranne uno è davvero eccessivo), ma soprattutto di dimensioni che qui contano davvero. Il Tell ha necessità di un suo "spazio", se viene tolta eticità, tragicità, dimensioni grandiose, effetti e un'ora e un quarto di musica cosa resta? Se poi l'orchestra è numericamente esigua e in palese difficoltà (i corni hanno stonato ad ogni entrata...non si può), il coro non è certo numerosissimo e il cast ha evidenti difficoltà mi chiedo il senso di buttarsi in un'impresa del genere.
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

cabaletta64
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Re: Cremona: Guglielmo Tell

Messaggio da cabaletta64 » 08 ott 2019 20:58

fracapi ha scritto:
07 ott 2019 11:55
Dr.Malatesta ha scritto:
06 ott 2019 14:00
C'ero anche io: l'ho trovato terribile sotto ogni punto di vista...orchestra, direttore, cantanti, regia, scene. Una roba parrocchiale indecente. Un teatro di provincia non può fare il Tell. Punto.
.. ma perche' no ?
premesso che non l'ho visto e sicuramente non era certo all'altezza di un competente o melomane , pero' perche' privare un generico e saltuario ascoltatore di lirica che vede 3 / 4 opere l'anno nella sua citta' di provincia di un ' Opera importante come questa ?
Un ascoltatore piu' scaltro e magari un po' piu' ricco andra ' ad ascoltarla in qualche grande teatro di qualche capitale.
Inoltre l'ascoltatore non molto edotto finalmente sapra' da dove proviene la sigla di chiusura delle trasmissioni della RAI :D
Guglielmo Tell è opera importante e di grande attrazione musicale, (ma non nella sua totalità), ritengo giusto e doveroso che anche teatri minori se ne facciano carico alla sua messinscena.
Io la vidi per la prima volta a Treviso 1981 con il compianto Umberto Grilli, l'opera mi affascinò, il cast molto buono anche tra i numerosi comprimari di cui ricordo Aldo Bertolo come pescatore cantare magnificamente la sua aria "il piccol legno" , e punta di diamante nell'Arnoldo di Grilli, e poi per la seconda e per me ultima volta al Filarmonico di Verona nel 1992 sempre con cast all'altezza, le scene in entrambi i casi erano molto attinenti al testo.
Avrei voluto andare a vederlo in una delle città lombarde in cui questo Tell viene rappresentato, ma dopo aver visto il cast di artisti a me pressochè sconosciuti e una regia disturbatrice, come letto nella recensione di OC, e trasportata nell'800 con il solito sogno del bambino, direi che ce n'era abbastanza per starsene a casa, e la stessa cosa deve aver pensato il pubblico tanto da non riempire il teatro anche nei posti più popolari.
Qualunque teatro un po coraggioso, può mettere in scena Guglielmo Tell, con ambientazione tradizionale del medioevo svizzero, dove immagino quasi nessun spettatore ad oggi abbia potuto vedere, poichè nelle quasi nessune rappresentazioni di quest'opera c'è regista che si degni di far vedere, dove abbondano trasposizioni e stupidaggini registiche varie, e con un paio di cantanti di nome da fare da attrattiva allo spettacolo vocale.
Non credo che il costo lieviterebbe di troppo a causa dei cantanti, un incasso maggiore al botteghino ci sarebbe sicuramente, e anche per il pubblico vedere come si dovrebbe, senza fantasie malate del regista, una rarità operistica come Guglielmo Tell sarebbe corretto per il pubblico pagante e culturalmente più appropriato.

fracapi
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Re: Cremona: Guglielmo Tell

Messaggio da fracapi » 08 ott 2019 22:50

cabaletta64 ha scritto:
08 ott 2019 20:58
fracapi ha scritto:
07 ott 2019 11:55
Dr.Malatesta ha scritto:
06 ott 2019 14:00
C'ero anche io: l'ho trovato terribile sotto ogni punto di vista...orchestra, direttore, cantanti, regia, scene. Una roba parrocchiale indecente. Un teatro di provincia non può fare il Tell. Punto.
.. ma perche' no ?
premesso che non l'ho visto e sicuramente non era certo all'altezza di un competente o melomane , pero' perche' privare un generico e saltuario ascoltatore di lirica che vede 3 / 4 opere l'anno nella sua citta' di provincia di un ' Opera importante come questa ?
Un ascoltatore piu' scaltro e magari un po' piu' ricco andra ' ad ascoltarla in qualche grande teatro di qualche capitale.
Inoltre l'ascoltatore non molto edotto finalmente sapra' da dove proviene la sigla di chiusura delle trasmissioni della RAI :D
Guglielmo Tell è opera importante e di grande attrazione musicale, (ma non nella sua totalità), ritengo giusto e doveroso che anche teatri minori se ne facciano carico alla sua messinscena.
Io la vidi per la prima volta a Treviso 1981 con il compianto Umberto Grilli, l'opera mi affascinò, il cast molto buono anche tra i numerosi comprimari di cui ricordo Aldo Bertolo come pescatore cantare magnificamente la sua aria "il piccol legno" , e punta di diamante nell'Arnoldo di Grilli, e poi per la seconda e per me ultima volta al Filarmonico di Verona nel 1992 sempre con cast all'altezza, le scene in entrambi i casi erano molto attinenti al testo.
Avrei voluto andare a vederlo in una delle città lombarde in cui questo Tell viene rappresentato, ma dopo aver visto il cast di artisti a me pressochè sconosciuti e una regia disturbatrice, come letto nella recensione di OC, e trasportata nell'800 con il solito sogno del bambino, direi che ce n'era abbastanza per starsene a casa, e la stessa cosa deve aver pensato il pubblico tanto da non riempire il teatro anche nei posti più popolari.
Qualunque teatro un po coraggioso, può mettere in scena Guglielmo Tell, con ambientazione tradizionale del medioevo svizzero, dove immagino quasi nessun spettatore ad oggi abbia potuto vedere, poichè nelle quasi nessune rappresentazioni di quest'opera c'è regista che si degni di far vedere, dove abbondano trasposizioni e stupidaggini registiche varie, e con un paio di cantanti di nome da fare da attrattiva allo spettacolo vocale.
Non credo che il costo lieviterebbe di troppo a causa dei cantanti, un incasso maggiore al botteghino ci sarebbe sicuramente, e anche per il pubblico vedere come si dovrebbe, senza fantasie malate del regista, una rarità operistica come Guglielmo Tell sarebbe corretto per il pubblico pagante e culturalmente più appropriato.
completamente d'accordo.

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