Verso Ermione (non è Harry Potter)

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UltrasFolgoreVerano
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 01 ott 2019 21:35

Cossottiano ha scritto:
01 ott 2019 17:59
UltrasFolgoreVerano ha scritto:
01 ott 2019 17:56
Cossottiano ha scritto:
30 set 2019 18:45


benedetto quel paese che non ha bisogno di eroi (del campo da calcio).
Allora sei nato nel Paese sbagliato.
Sbagliato non lo so: ridicolo per l'idolatria dimostrata verso i cosiddetti eroi del pallone, sì.
(ps. e attento, nel primo post: soprattutto vuole 4 t in tutto, non 3)
Non c’è solo quello professionistico, c’è anche quello dilettantistico (sopratutto). La tua mi pare la classica (ed inutile) opinione da qualunquista.



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Martino Badoéro di Sanval
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da Martino Badoéro di Sanval » 01 ott 2019 21:37

Io avrei sempre voluto vedere cosa fa Andromaca (nell'opera, eh) dopo la morte di Pirro, la pazzia di Ermione e la partenza di Oreste: ora che non è più legata a nessun ricatto matrimoniale, chissà che davvero non ripaghi la Grecia con la stessa moneta di Troia.
Non posso credere che un fatto del genere sia accaduto in un posto così tranquillo come Cabot Cove...

ZetaZeta
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da ZetaZeta » 01 ott 2019 21:49

Martino Badoéro di Sanval ha scritto:
01 ott 2019 21:37
Io avrei sempre voluto vedere cosa fa Andromaca (nell'opera, eh) dopo la morte di Pirro, la pazzia di Ermione e la partenza di Oreste: ora che non è più legata a nessun ricatto matrimoniale, chissà che davvero non ripaghi la Grecia con la stessa moneta di Troia.
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Cossottiano
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da Cossottiano » 02 ott 2019 08:10

UltrasFolgoreVerano ha scritto:
01 ott 2019 21:35
Cossottiano ha scritto:
01 ott 2019 17:59
UltrasFolgoreVerano ha scritto:
01 ott 2019 17:56

Allora sei nato nel Paese sbagliato.
Sbagliato non lo so: ridicolo per l'idolatria dimostrata verso i cosiddetti eroi del pallone, sì.
(ps. e attento, nel primo post: soprattutto vuole 4 t in tutto, non 3)
Non c’è solo quello professionistico, c’è anche quello dilettantistico (sopratutto). La tua mi pare la classica (ed inutile) opinione da qualunquista.
[/quot

Sei meraviglioso! I tuoi post sgrammaticati e senza sintassi rallegrano sempre le mie giornate (complimenti però per aver scritto correttamente 'qualunquista'!)
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da Cossottiano » 02 ott 2019 08:14

mascherpa ha scritto:
01 ott 2019 20:59
Cossottiano ha scritto:
01 ott 2019 18:04
...di certo non oserei mai far leggere a un tredicenne le parole di Andromaca sui doveri di una buona moglie, disposta ad allattare i bastardi di Ettore.
Non temere: nessuno ha mai pensato di mettere Euripide nei programmi di quella che una volta si chiamava "scuola media inferiore"... E Leone Tottola non ha di certo ricuperato quel passo nel libretto per Rossini.

Però Andromaca, oso dire, dopo essermi andato prudentemente a rileggere quella "tirata" contro Ermione per non sfornare troppe sciocchezze discutendo con un filologo sul suo terreno, non sente né il suo allattare i "bastardi" dello sposo, né il suo "spartire" (così traduce Filippo Maria Pontani) gli amori di lui per altre donne come doveri, ma presenta tutto questo come scelte di cui è fiera. E anche Euripide le contrappone, nella tragedia, al razzismo maschilista degli Achei d'Omero. Di tutto questo non passa traccia nel libretto e, forse perché sono un vile meccanico e per di più il teatro di parola quasi soltanto lo leggo, ma a quello musicale quasi soltanto assisto, la cosa mi sembra esemplare della diversità intrinseca di essi.

Non sarei nemmeno certo, aggiungo molto sottovoce, che sarebbe così inopportuno se le presunte bennate e i presunti bennati tredicenni italiche e italici, assuefatti e assuefatte a(d am)mirare ben altre trasgressioni, fossero invitate e invitati a riflettere che non è, come non è mai stato, degradante allattare figli altrui, anche se rampolli del proprio marito: non fu questo solo affare delle balie dei loro trisnonni, ma anche d'una rispettabile signora di pelle bianca quale fu, appunto, Andromaca. In un mondo dove si tira fuori il coltello, materiale o giuridico, per un tacco sfiorato, non guasterebbe, credo, ricuperare un poco dell'orgogliosa "virtù" d'Andromaca, capace di "non dare amarezze" e di "attirare lo sposo" (così traduce sempre il Pontani).
Non temere, io non temo: conosco i programmi scolastici di quella che una volta si chiamava scuola media inferiore e oggi scuola secondaria; e conosco bene il libretto di Ermione (ovviamente Ermìone, come vuole la corretta pronuncia) per sapere cosa ha fatto e non ha fatto Tottola. Ti ringrazio anche per la citazione manzoniana (ah, il buon Lodovico!) e per la lezioncina euripidea, che non completo aggiungendo la bibliografia recente perché qui fuori luogo (anche se va sempre letto il testo originale, mi raccomando, per quanto il traduttore sia uno studioso eccelso!).Concordo sulla tua osservazione fatta sottovoce: ma non siamo in molti a pensarla così.
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mascherpa
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da mascherpa » 02 ott 2019 10:59

Cossottiano ha scritto:
02 ott 2019 08:14
...ovviamente Ermìone, come vuole la corretta pronuncia
Anche su questo (e so che certamente già lo sai...) non siamo poi in molti a pensarla così, ma alla pronunzia dei nomi propri greci in italiano non direi applicable il concetto di "correttezza": semmai quello di conformità a una convenzione che anch'io condivido a spada tratta (impossibile sentirmi pronuziare *Eràclito o l'inspiegabile *Arístide, e certi -èo mi danno addirittura il mal di pancia), ma mera convenzione resta. E, parlando seriamente, mi pare convenzione non applicable al titolo di un'opera nella cui partitura (come già nel libretto, che t'invito a rileggere applicando il buon gusto all'orecchio) la pronunzia è palesemente quella passata, ma in séguito, di moda: tutte le poche volte (ne ho contate cinque) che il nome vi è pronunziato, esso è accentato alla greca, non mai alla latina come tu e io preferiremmo (almeno una volta, vedi il penultimo pentagramma di pag. 82 della partitura autografa del prim'atto —­«va sempre letto il testo originale, mi raccomando»—, persino con la "i" chiaramente in dittongo, sebbene la versificazione del Tottola lasci, qui e altrove, qualche dubbio). Quindi, caro "Cossottiano", di così ovvio in questa faccenda dell'accento d'Ermione, non c'è proprio un bel fico secco. Colgo, invece, l'occasione per darti atto che hai colto al volo il significato più profondo della mia citazione mazoniana, e che appunto a questo si debba il palese sarcasmo del ringraziamento.

P.S. Visto che, del tutto a sospresa, dichiari di pensarla come me su cose di ben maggiore momento (ma forse condizione essenziale è dirle sottovoce), assumo che non è vero che non "oseresti" far leggere ai tuoi "tredicenni" quel passo d'Euripide, spiegandoglielo per filo e per segno. Me ne consolo e congratulo.
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da Cossottiano » 02 ott 2019 11:25

mascherpa ha scritto:
02 ott 2019 10:59
Cossottiano ha scritto:
02 ott 2019 08:14
...ovviamente Ermìone, come vuole la corretta pronuncia
Anche su questo (e so che certamente già lo sai...) non siamo poi in molti a pensarla così, ma alla pronunzia dei nomi propri greci in italiano non direi applicable il concetto di "correttezza": semmai quello di conformità a una convenzione che anch'io condivido a spada tratta (impossibile sentirmi pronuziare *Eràclito o l'inspiegabile *Arístide, e certi -èo mi danno addirittura il mal di pancia), ma mera convenzione resta. E, parlando seriamente, mi pare convenzione non applicable al titolo di un'opera nella cui partitura (come già nel libretto, che t'invito a rileggere applicando il buon gusto all'orecchio) la pronunzia è palesemente quella passata, ma in séguito, di moda: tutte le poche volte (ne ho contate cinque) che il nome vi è pronunziato, esso è accentato alla greca, non mai alla latina come tu e io preferiremmo (almeno una volta, vedi il penultimo pentagramma di pag. 82 della partitura autografa del prim'atto —­«va sempre letto il testo originale, mi raccomando»—, persino con la "i" chiaramente in dittongo, sebbene la versificazione del Tottola lasci, qui e altrove, qualche dubbio). Quindi, caro "Cossottiano", di così ovvio in questa faccenda dell'accento d'Ermione, non c'è proprio un bel fico secco. Colgo, invece, l'occasione per darti atto che hai colto al volo il significato più profondo della mia citazione mazoniana, e che appunto a questo si debba il palese sarcasmo del ringraziamento.

P.S. Visto che, del tutto a sospresa, dichiari di pensarla come me su cose di ben maggiore momento (ma forse condizione essenziale è dirle sottovoce), assumo che non è vero che non "oseresti" far leggere ai tuoi "tredicenni" quel passo d'Euripide, spiegandoglielo per filo e per segno. Me ne consolo e congratulo.
Certo che c'è qualcosa di ovvio, mio caro, nella corretta accentazione: il fatto che tutti gli idionimi della mitologia e della storia greca ci sono stati trasmessi per via latina, e quindi la corretta - e dico corretta - pronuncia è quella (vuoi la bibliografia specifica?). Poi è ovvio, e questo me lo suggerisce, oltre all'orecchio e al mio innato buon gusto letterario, anche una notevole conoscenza della prosodia italiana, che per ragioni metriche in poesia non si potrà pronunciare Ermìone (al più, questi nomi si troncano: pensa al 'Quando Giasòn dal Pelio ecc...').
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da mascherpa » 02 ott 2019 12:34

ZetaZeta ha scritto:
01 ott 2019 21:49
Martino Badoéro di Sanval ha scritto:
01 ott 2019 21:37
Io avrei sempre voluto vedere cosa fa Andromaca (nell'opera, eh) dopo la morte di Pirro, la pazzia di Ermione e la partenza di Oreste: ora che non è più legata a nessun ricatto matrimoniale, chissà che davvero non ripaghi la Grecia con la stessa moneta di Troia.
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Per me il problema non sussiste. L'unico dubbio, parlando del libretto, è tra supporre che sia stata sgozzata insieme a Pirro e ad Astianatte; oppure che stia pe avere effetto il veleno "a termine" che aveva annunciato d'assumere (con le parole «mi avrai, ma fredda spoglia», riprese poi tutte nel Trovatore: trovo impossibile che la citazione sia casuale), dopo averlo accennato, per depistarlo, allo stesso Pirro («Temo di avversa stella | il barbaro rigore»). Vero è che nel libretto si legge che sull'altare nuziale «a [Pirro] è rivolto ogni ferro» (evidente derivazione del raciniano «chacun se disputait la gloire de l'abbattre»), ma non mi pare immaginabile che una turba così eccitata per il «tanto eccesso» di Pirro, come la descrive il Tottola senza mai distinguere con chiarezza, diversamente da Racine, tra Greci ed Epiroti, abbia potuto lasciare in vita Andromaca al fianco di Pirro abbattuto e, soprattutto, il ragazzino oggetto d'odio e timore generale.

L'Argomento del Tottola dice che le «tracce e i principali episodi» del suo «drammatico componimento ... sono stati somministrati dalla rinomata tragedia Andromaca del chiarissimo Racine», ma se ne discosta non poco; di Euripide, invece, non fa neppure parola. Infatti i finali delle due tragedie sono del tutto diversi tra di loro.
In Euripide, Peleo, nonno di Pirro, salva la vedova e il figlio di Ettore dalle grinfie d'un feroce, ma insultatissimo Menelao, che gli cede, pur minacciando di rifarsi appena possibile.
In Racine, Andromaque esce definitivamente di scena poco dopo l'inizio del quart'atto annunziando che va a vedere per l'ultima volta il figlio, e poi conferma che, consacrato il matrimonio e avuta per la salvezza del figlio la parola di Pyrrhus «violent, mais sincère», s'ucciderà (come nel libretto del Tottola, quindi, ma in un contesto diverso e con parole che lasciano prevedere un atto violento dopo il matrimonio, non di veleno prima). Nell'ultimo atto si racconta però che Andromaque è sopravvissuta a Pyrrhus ucciso e sta rendendo al suo cadavere onori come legittima sposa e regina, dando ordini a destra e a manca (di questo nel libretto non si fa cenno), evidentemente per meglio assicurare la salvezza del figlio decretata da Pyrrhus. Quindi, alla fine della tragedia di Racine, dopo il suicidio di Hermione e la caduta in deliquio d'Oreste è indubbiamente ancor viva e vegeta. Anche nel libretto potrebbe forse esserlo, ma Tottola mi trasmette la convinzione che si sia già avvelenata, quindi, a mio parere, l'ipotesi dell'«altro bischero» proprio nell'opera non sussiste.
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 02 ott 2019 13:22

Penso che lascerò il forum. Comunque cosotiano, sbagliasti a quotare, capisci?

Cossottiano
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Re: Verso Ermione (non è Harry Potter)

Messaggio da Cossottiano » 02 ott 2019 14:08

UltrasFolgoreVerano ha scritto:
02 ott 2019 13:22
Penso che lascerò il forum. Comunque cosotiano, sbagliasti a quotare, capisci?
Chi è "cosotiano"? Non ti seguo, mi dispiace (ah, queste doppie, quanto sono difficili!)
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