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Re: meyer c'e'

Inviato: 14 ott 2019 21:56
da ZetaZeta
Dr.Malatesta ha scritto:
14 ott 2019 21:16
violamargherita ha scritto:
14 ott 2019 18:03
Dr.Malatesta ha scritto:
14 ott 2019 17:51
Ma che dovrebbe dire scusa? Che fa schifo e che non vede l'ora che se ne vada? E' ovvio che un conto sono interviste e frasi di circostanza (che riguardano un direttore con cui, volente o nolente, dovrà lavorare per altri 2 anni) altra cosa le sue idee di teatro che, necessariamente, dovranno emergere gradualmente atteso che molte scelte prese nell'attuale gestione Pereira/Chaillys avranno effetto almeno per la prossima stagione.
Perfetto, quindi propendi per la prima delle due alternative che ponevo: «Il quasineosovrintendente sta recitando una parte in cui non crede». Se davvero è così, mi sento rassicurata.
Beh come sempre accade si fa buon viso a cattiva sorte: non penso che Schwarz a Torino abbia potuto dire tutto ciò che pensava sul suo predecessore e sulla stagione da burletta che mise in piedi azzerando la professionalità del Regio. Avrà ringraziato e avrà usato le solite parole di circostanza...

Nel caso della Scala non è neppure Chailly il problema, fosse anche Karajan redivivo, il nuovo sovrintendente vorrebbe giustamente intervenire nelle scelte vincolate dal predecessore, ma non potendo - per ovvie ragioni contrattuali - convive professionalmente. Professionalità che è mancata alla Bartoli, ad esempio, che ha fatto la figura di chi se ne va portandosi via il pallone. Poi mi sembra che in questa intervista le idee di Meyer - pur espresse con garbo istituzionale - lascino intendere una diversissima prospettiva rispetto a Chailly/Pereira: intanto mi sembra che parta da un'idea, laddove gli altri naviga(va)no a braccia senza una linea. Già si parla - finalmente - di una certa identità (che non è il canone nazional popolare imposto da Chailly), si parla di adeguarsi alle esigenze del pubblico che non può essere sempre considerato un nemico da rieducare, si parla anche FINALMENTE di un repertorio importantissimo per l'Italia ossia il barocco e l'opera napoletana. Certo con Chailly che sforna Tosche "inedite" e altre amenità del genere non si potrà far più di tanto, ma cambieranno le cose. E francamente non credo che Chailly voglia rimanere in un teatro con un sovrintendente che non è allineato alla sua idea di musica (sta succedendo a Napoli con Lissner e Valchua, con onestà correttezza). E magari finalmente tra un paio d'anni non avremo il festival Verdi-Puccini (e non passi lo straniero) delle recenti stagioni scaligere.
Anche io penso che sia giusto variare, ma se avremo il festival Handel-Cimarosa sai che @@

Re: meyer c'e'

Inviato: 14 ott 2019 22:09
da Dr.Malatesta
Non ha ancora fatto nulla e già non va bene....bah...francamente rispetto al nulla del Pereira/Chailly con Tosche, Manon e Butterly spacciate per eventi, ben venga un festival Cimarosa-Handel (auspicabilissimo finalmente)

Re: meyer c'e'

Inviato: 14 ott 2019 22:16
da violamargherita
Dr.Malatesta ha scritto:
14 ott 2019 22:09
Non ha ancora fatto nulla e già non va bene....bah...francamente rispetto al nulla del Pereira/Chailly con Tosche, Manon e Butterly spacciate per eventi, ben venga un festival Cimarosa-Handel (auspicabilissimo finalmente)
Aggiungo Pergolesi e Rameau.

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 05:37
da ZetaZeta
violamargherita ha scritto:
14 ott 2019 22:16
Dr.Malatesta ha scritto:
14 ott 2019 22:09
Non ha ancora fatto nulla e già non va bene....bah...francamente rispetto al nulla del Pereira/Chailly con Tosche, Manon e Butterly spacciate per eventi, ben venga un festival Cimarosa-Handel (auspicabilissimo finalmente)
Aggiungo Pergolesi e Rameau.
Aggiungersi anche qualche milione di euro per ripagare le sale mezze vuote col barocco.
:pip

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 08:55
da daphnis
Un'intervista da navigatore appena approdato a questo porto. Vedremo, nei fatti, la navigazione. Ora è presto.



marco vizzardelli

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 09:16
da paperino
ZetaZeta ha scritto:
15 ott 2019 05:37
violamargherita ha scritto:
14 ott 2019 22:16
Dr.Malatesta ha scritto:
14 ott 2019 22:09
Non ha ancora fatto nulla e già non va bene....bah...francamente rispetto al nulla del Pereira/Chailly con Tosche, Manon e Butterly spacciate per eventi, ben venga un festival Cimarosa-Handel (auspicabilissimo finalmente)
Aggiungo Pergolesi e Rameau.
Aggiungersi anche qualche milione di euro per ripagare le sale mezze vuote col barocco.
:pip
In Italia arriviamo sempre con un (bel) po' di ritardo, ma sono certo che prima o poi quel repertorio sarà apprezzato anche qui, soprattutto dalle generazioni più giovani. A settembre ero a Parigi per Les Indes galantes. Dodici recite a teatro sempre pieno e successo incredibile (per noi). Per chi avesse voglia di leggerla qui c'è la recensione: http://www.operaclick.com/recensioni/te ... s-galantes Ah... Rameau era programmato nell'enorme Opéra Bastille. In contemporanea Traviata veniva data al molto più raccolto Palais Garnier.

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 09:21
da Martino Badoéro di Sanval
paperino ha scritto:
15 ott 2019 09:16
ZetaZeta ha scritto:
15 ott 2019 05:37
violamargherita ha scritto:
14 ott 2019 22:16


Aggiungo Pergolesi e Rameau.
Aggiungersi anche qualche milione di euro per ripagare le sale mezze vuote col barocco.
:pip
In Italia arriviamo sempre con un (bel) po' di ritardo, ma sono certo che prima o poi quel repertorio sarà apprezzato anche qui, soprattutto dalle generazioni più giovani. A settembre ero a Parigi per Les Indes galantes. Dodici recite a teatro sempre pieno e successo incredibile (per noi). Per chi avesse voglia di leggerla qui c'è la recensione: http://www.operaclick.com/recensioni/te ... s-galantes Ah... Rameau era programmato nell'enorme Opéra Bastille. In contemporanea Traviata veniva data al molto più raccolto Palais Garnier.
A Pisa, per le due date dell'Empio punito, prima variazione operistica sul tema di Don Giovanni, alla prima il teatro era ben lontano dall'essere deserto, e tale è restato nonostante la lunghezza dello spettacolo (iniziato alle 20:30 e concluso a mezzanotte e dieci).

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 09:50
da Dr.Malatesta
Qui non si tratta di fare 14 opere barocche su 14, ma di evitare la sindrome da repertorio stile Arena di Verona: Pereira/Chailly hanno puntato essenzialmente su titoli di richiamo con netta prevalenza di melodramma verdiano e Puccini. Io credo che è naturale - come dice Meyer - che un teatro debba mantenere una sua identità nazionale e culturale (come accade in Francia e in Germania), ma questo non deve significare sclerotizzarsi sugli stessi titoli di Verdi e Puccini come se fosse una stagione ASLICO. A parte che recentemente il barocco alla Scala registra un a bella risposta del pubblico. Non chiudiamoci nel pregiudizio per cui certi titoli sarebbero troppo difficili.

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 09:56
da daphnis
Approvo Matteo


marco vizzardelli

Re: meyer c'e'

Inviato: 15 ott 2019 10:13
da Dr.Malatesta
Bisognerebbe dare più fiducia al pubblico che non è una massa da rieduca, né da punire, né da considerare ottusa e ritardata. Certo è che se si mira - come evidentemente ha fatto Pereira/Chailly - ai turisti danarosi (in gruppo o no) che inseriscono la Scala nel viaggio in Italia allora il discorso cambia. Io recentemente ho notato che c'è più pubblico con titoli inusuali. Certamente Rigoletto con Nucci avrà la sala piena, ma per l'80% sarà pubblico occasionale. E va bene così: a Venezia faranno 20 Traviate all'anno, ma con quelle si pagano Vivaldi e Cimarosa. Il pubblico non è cretino né è rappresentato da quello sparuto numero di appassionati che si ricordano della Tebaldi. Se alle parole di Meyer seguiranno i fatti sarà un passo avanti: il pubblico, ripeto, non è né da punire né da blandire.