Vedove (convenientemente) inconsolabili

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il_bonazzo
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Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da il_bonazzo » 12 mar 2010 09:58

Riguardando una discussione tra me e il Mascherpa a proposito di Alban Berg, vorrei aprire una discussione su quelle che il Giudici definì brillantemente "vedove autovotatesi vestali del Sacro Fuoco, il quale arderebbe meglio senza la loro asfittica presenza", vale a dire mogli di compositori e cantanti sopravvisute ai mariti e per l'appunto innalzate al rango di Custodi della Memoria.
Riprendo le impressioni che ci scambiammo io e il Mascherpa: Helene Nahowski in Berg prese delle corna decennali per opera di Hanna Fuchs, cognata di Alma Mahler, che poi si scoprì essere dedicataria della "Lyrische Suite", concepita come un codice musicale in cui Berg dichiarava un folle amore per lei e i suoi figli, ma sopratutto passò per essere fonte ispirativa del personaggio di Lulu.
Alban e Helene Berg non ebbero figli, e lui morì prima che la Lulu fosse completata. Helene la fece andare in scena solo per i primi due atti completi, e le parti orchestrate del terzo inserite nella Suite: in questo modo l'opera si chiudeva con Lulu assassina del dottor Schön che evade dal carcere dopo essersela spassata con Alwa (l'atto si chiude con una domandina retorica di Lulu al figlio dell'assassinato, che se la sta finalmente cuccando dopo averla sognata fin da ragazzino: "ma questo non è ancora il divano sul quale s'è dissanguato tuo padre?").
La vedova poteva così tramandare ai posteri l'immagine dell'amante del marito come una schifosa baldracca.
Fatto sta che Berg aveva lasciato completo lo spartito per canto e piano e un sacco di indicazioni su come effettuare l'orchestrazione (molto più, ad esempio di quanto non avesse fatto Puccini con Turandot) e parecchi compositori avevano provato a chiedere alla vedova Berg di mollare gli appunti del marito per provare a effettuare l'orchestrazione, ma lei rispose sempre picche. Anzi, creò un'apposita fondazione (mi pare nel 1967) per la gestione della musica del marito col preciso divieto di rendere pubblici quegli appunti.
Quando lei morì nel 1976, si andò per vie legali e finalmente gli appunti furono disponibili. L'Opéra di Parigi montò nel 1979 uno spettacolo dove per la prima volta si ascoltò anche il terzo atto, nell'orchestrazione di Friedrich Cerha. Presentando lo spettacolo alla tv francese, Roman Vlad disse pressappoco "e adesso il capolavoro di Berg si può ascoltare nella sua interezza perchè quella, fortunatamente, ora è morta!"


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Berlioz
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da Berlioz » 12 mar 2010 13:06

anche sul suolo italico le vestali sono vive, vegete ed operanti...
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legolas
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da legolas » 12 mar 2010 13:27

Berlioz ha scritto:anche sul suolo italico le vestali sono vive, vegete ed operanti...
...eccome...
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prunier
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da prunier » 12 mar 2010 13:31

Facciamo due nomi? La vedova Michelangeli e la "vedova" Puccini?
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da Berlioz » 12 mar 2010 13:34

prunier ha scritto:Facciamo due nomi? La vedova Michelangeli e la "vedova" Puccini?
no altre assai piu' influenti...
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da il_bonazzo » 12 mar 2010 18:16

Fra le vedove italiche, passando dai compositori ai cantanti, spicca Loretta Di Lelio in Corelli. Soprano comprimario, anche bravina da quello che si sente nelle registrazioni che circolano, bella donna, si insinua nella vita del tenore a metà degli anni '50 e arriva a sposarlo, dicono le leggende, sequestrandogli il passaporto necessario per andare a Londra a cantare nella Tosca al Covent Garden del 1957, perchè lui temporeggiava. Da quel momento diventa l'ombra di Corelli, non lo molla un attimo, si autonomina sua agente-manager-tuttofare-tutrice. Passate alla storia le scenate dietro le quinte, sia fra di loro per l'ossessività di Loretta, sia fra Loretta e le partner di Corelli, per presunte avances che le cantanti avrebbero fatte al tenore. In un incisione di Carmen, non ricordo se Karajan 62 o Maazel 70 o entrambe, pretende e ottiene di essere ingaggiata come french-coach del marito. Dato il livello del francese di Corelli in entrambe le incisioni, si può capire che affare sia stato.
E' fatto noto e da lei stessa ammesso che si mettesse sempre dietro le quinte a registrare le performances del marito. Dopo la morte del grande tenore, nel 2002, da più parti la si è implorata di rendere pubblica la registrazione di quello che si è ormai certi che lei abbia, se non in forma completa sicuramente dei lacerti,cioè la Fedora del '55 alla Scala con Maria Callas (ma molti dicono che abbia anche Il Pirata del '58).
Ma la vedova non molla manco mezzo minuto, alcuni dicono perchè detestava la Callas e non vuole fare il favore di liberare una sua ulteriore testimonianza, altri perchè pare che la recita non sia stata poi così sfolgorante per il tenore.
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da il_bonazzo » 16 mar 2010 15:52

Torniamo fra i compositori per parlare della vedova più vedova che c'è stata: Cosima Liszt in Wagner.
Figlia illegittima di Franz Liszt, sposò appena ventenne il pianista Hans Von Bulow, dal quale ebbe due figlie, ma già dopo pochi anni dopo di matrimonio "approfondì" la conoscenza con Wagner, maestro e amico intimo di Von Bulow.
I due divennero ben presto amanti, ed ebbero tre figli prima di potere finalmente sposarsi (Bulow concesse il divorzio nel 1870 e Wagner era rimasto vedovo della prima moglie nel 1866).
Alla morte di Wagner nel 1883, Cosima assunse la guida del Festival di Bayreuth e ne divenne la padrona unica e incontrastata: in nome della fedeltà assoluta a quelli che ripeteva essere i desideri del marito, impose di non operare il minimo cambiamento in regie e scene negli allestimenti, i quali vennero riproposti per decenni tali e quali erano dai tempi delle prime rappresentazioni. Apertamente razzista e antisemita, mollò la guida del Festival solo nel 1924 al figlio Siegfried in occasione della riapertura dopo la prima guerra mondiale, quando oramai era ultraottantenne. Morì novantaduenne nel 1930, pochi mesi prima di Siegfried.
La tradizione vedovile continuò con la moglie di Siegfried, Winifred Williams, che assunse la guida del Festival dopo una aspra contesa con la cognata Eva, sorella di Siegfried. Durante i suoi 15 anni di reggenza stabilì legami fortissimi con Hitler, facendo diventare il festival una sorta di costola musicale della propaganda nazista, ricevendone in cambio cospicui finanziamenti. Fra Hitler e la Wagner si cominciò ben presto a parlare di una liason amorosa, anche perchè il Führer trascorreva sempre più tempo ospite della villa di famiglia a Bayreuth, e per un certo periodo si parlò anche di matrimonio. Soprannominata "Der Königin der Bayreuth", fu sottoposta a processo dopo la fine del regime nazista e mai rinnegò le sue idee politiche e la sua venerazione per Hitler. Isolata dai suoi stessi figli, morì nel 1980.
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da il_bonazzo » 30 set 2019 15:00

Aggiorno il thread dopo parecchi anni perchè è di ieri la notizia dell'inserimento nelle piattaforme di musica in streaming e download delle canzoni frutto della collaborazione artistica fra Mogol e Lucio Battisti, ultimo atto di una contesa a suon di carte bollate fra lo stesso Mogol e,per l'appunto, la vedova (convenientemente) inconsolabile di Battisti, Grazia Letizia Veronese.
Fidanzata di Battisti dal 1969 e successivamente moglie dal 1976, la Veronese pare abbia avuto una buona parte di responsabilità nella fine del sodalizio più famoso della musica italiana, per l'appunto quello fra Battisti e Mogol, sopratutto nello spingere il marito a cercare nuove strade autorali a partire dal 1980. Al di là dei "si dice", quello che invece è certo è la sua opera di assoluto e maniacale controllo non solo sulla produzione musicale ma anche sull'immagine del marito dopo la morte di quest'ultimo, avvenuta nel settembre del 1998. Si deve a lei, ad esempio, il divieto di utilizzo del nome e della musica di Battisti per qualsiasi tipo di festival o manifestazione, anche limitato alla semplice citazione (ne sa qualcosa Ligabue, che subì una denuncia per aver mostrato il volto di Battisti per pochi secondi in un suo videoclip insieme a quelle di decine di altri personaggi famosi), come per la commercializzazione di CD e/o DVD dove lui fosse presente. Il culmine si raggiunse nel 2013, quando la Corte d'Appello di Milano si pronunciò a favore del Comune di Molteno (dove Battisti aveva scelto di vivere) per l'ennesima causa intentata dalla vedova per bloccare un festival musicale che dal 1999 ogni anno ricordava il cantautore, sentenza poi confermata dalla Cassazione nel 2018. Per tutta risposta, pochi giorni dopo la sentenza la Veronese fece riesumare la salma di Battisti dal cimitero di Molteno, e la fece cremare per conservarne le ceneri in casa. Ma se il sodalizio artistico tra Mogol e Battisti era terminato nel 1980, non altrettanto era successo per quello economico: infatti, nel 1969 i due avevano fondato una propria casa editrice, la Acqua Azzurra, per la gestione dei diritti d'autore delle loro canzoni, con una suddivisione delle quote pari a un terzo per Battisti, un terzo per Mogol e un terzo per la RCA Italia. La casa editrice ha continuato a gestire gli introiti dei diritti d'autore anche dopo il 1980, e con una serie di operazioni societarie si era ritrovata a metà degli anni 2000 con la maggioranza assoluta detenuta dalla Aquilone srl, formata dalla vedova e dal figlio di Battisti, e col solo il 9 per cento in mano alla L'Altra metà srl, controllata da Mogol e dalle due figlie. Col mercato discografico puro in continua contrazione e col pervicace rifiuto della vedova di consentire la commercializzazione della musica del marito anche per altri canali, gli introiti si andavano riducendo sempre di più, col chè Mogol ha deciso di far causa alla Veronese adducendo come motivazione il fatto che le decisione unilaterale di bloccare le diffusione di canzoni di cui egli era coautore era da considerarsi illegittima. Causa vinta nel 2016, con un esborso di più di due milioni di euro a favore del paroliere. A qual punto, sempre in un clima di denunce e veti incrociati, la società viene messa in liquidazione, e il liquidatore decide di restituire alla SIAE il mandato all'utilizzo dei brani: decisione che per l'appunto ha portato alla immediata diffusione sulle piattaforme di streaming (cosa che non riguarda invece la produzione di Battisti fuori dai testi di Mogol, sulla quale la vedova continua ad esercitare un controllo assoluto).
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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da cabaletta64 » 01 ott 2019 19:50

Ringrazio il_Bonazzo per la precisa ed esaustiva ricostruzione storica della "triste" vicenda di Lucio Battisti, sposato con una donna che lo ha condizionato in modo negativo e che, quasi certamente, gli ha precluso una carriera che avrebbe dovuto essere molto più grande di quella che effettivamente è stata.
Qui i soldi sono tutto a discapito dell'arte rappresentata da Battisti, e personalmente credo che l'arte da qualunque parte provenga non dovrebbe mai essere negata al pubblico.
Battisti è morto giovane, non se ne conoscono nemmeno bene le cause, ma c'è da immaginare che deve aver sofferto per la condizione di isolazionismo a cui volente o nolente è stato costretto, e per un artista di chiara fama che affrontava il pubblico nelle sue prestazioni artistiche, venire privato di questo equivale a una condanna a morte.

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Re: Vedove (convenientemente) inconsolabili

Messaggio da Tosca » 02 ott 2019 10:10

cabaletta64 ha scritto:
01 ott 2019 19:50
Battisti è morto giovane, non se ne conoscono nemmeno bene le cause, ma c'è da immaginare che deve aver sofferto per la condizione di isolazionismo a cui volente o nolente è stato costretto
Nessuno sa se Lucio Battisti abbia sofferto per quell'isolamento che allora veniva detto "volontario". E nemmeno si sa se la moglie, da un punto di vista umano, sia stata veramente un'arpia, così come ora qualcuno la descrive, o se veramente gli abbia precluso una carriera ancora più luminosa.
Lui, Battisti Lucio, fu persona parecchio schiva e molto attenta alla riservatezza della sua privata. I concerti dal vivo furono pochissimi (mi pare che fece solo due tour) e poche le sue indimenticabili partecipazioni a spettacoli televisivi (per altro di prestigio!).
Non amava i giornalisti curiosi, del suo privato si sapeva assai poco e pochissimo si seppe della futura moglie e del suo matrimonio.
Io credo che sia bene che le canzoni nate dal sodalizio con Mogol siano ora disponibili "sulle piattaforme", credo che all'utente normale (come potrei essere io) questo interessi anche relativamente poco perché mi pare che su Youtube, a gratis, ci sia tutta la produzione battistiana. Credo anche che sia tutta una gran questione di soldi (come ha ben spiegato Domenico) che non dovrebbe interessare il pubblico.
Credo, infine, che in tutta questa faccenda sia meglio lasciare in pace Battisti Lucio perché sono assai propensa a credere che non avrebbe gradito tutto il parlare che si è fatto, e che si fa, della sua vita privata.
(ho in casa tutto il tuttibile di L. B., sia in vinile che in cd: sono del 1957 e la sua carriera ha coinciso con la mia adolescenza e primissima giovinezza).
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Mala tempora currunt sed peiora parantur

Marilisa Marilì Lazzari

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