Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

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notung
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da notung » 12 gen 2018 23:53

ZetaZeta ha scritto:
12 gen 2018 23:33
notung ha scritto:
12 gen 2018 20:20
Questa, perdonami, è davvero grossa. Nella censura non c'è mai nulla di nobile, ma proprio mai. Non so come ti possa passare per la testa di proporre un simile paragone.
Francamente tra l'ideologia del politicamente corretto di oggi e quella della moralità pubblica dell'Ottocento di base non ci vedo differenze: è comunque un tentativo di piegare l'arte ad una visione ideologico-morale.
La differenza è invece evidente: del politicamente corretto uno se ne può fregare e scegliere di non praticarlo, la censura non consente scelta. Se poi a te questa differenza non balza agli occhi, mi spiace per te.


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ZetaZeta
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da ZetaZeta » 13 gen 2018 07:40

notung ha scritto:
12 gen 2018 23:53
La differenza è invece evidente: del politicamente corretto uno se ne può fregare e scegliere di non praticarlo, la censura non consente scelta. Se poi a te questa differenza non balza agli occhi, mi spiace per te.
Quello che dici è verissimo dal punto di vista storico-giuridico, ma il discorso che facevo io riguardava l'intenzione della censura, cioè l'aspetto ideologico-morale. Peraltro, anche se non esiste più una censura di Stato, ci sarebbe molto da ragionare sul quanto in realtà in nome del politically-correct si operino di fatto delle censure implicite, ma non per questo meno efficaci, sia a livello sociale che politico, per cui, a meno che tu non sia il presidente degli Stati Uniti, non puoi fregartene.

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il_bonazzo
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da il_bonazzo » 13 gen 2018 09:04

albertoemme ha scritto:
12 gen 2018 22:53
Per come la raccontate, molto bene per esempio nella recensione ufficiale, credo che in estrema sintesi il problema di questa regia (come di altre che vorrebbero essere d’avanguardia e invece sono marchette) sia una mera carenza di fosforo. Tu regista puoi ribaltarmi un finale o farmi la madre di tutte le trasposizioni, ma alla fine devi farmi tornare i conti.-
In effetti anche per me il discrimine è proprio questo. E' sacrosanto voler veicolare un messaggio sociale attraverso una forma d'arte come l'opera lirica, e non ci vedo nulla di male a cambiare il finale di Carmen per stimolare la riflessione sulla violenza contro le donne. Ma sotto ci dev'essere un'idea complessiva, non il semplice finale dove lei spara a lui, e con Josè che continua a cantare di averla uccisa. A quel punto, bisognava anche cambiare il libretto e far dire a Carmen quelle parole, cosa che a me personalmente non avrebbe affatto disturbato, sempre nell'insieme di un'idea complessiva generale. Tempo fa, per dire, vidi una Tosca ambientata in epoca fascista ma con alcune parole cambiate del libretto, con pieno rispetto della metrica originale, per adattarla completamente all'epoca: funzionava benissimo e non dava nemmeno lontanamente l'impressione di forzatura o stravolgimento.
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fracapi
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da fracapi » 13 gen 2018 10:32

il_bonazzo ha scritto:
13 gen 2018 09:04
albertoemme ha scritto:
12 gen 2018 22:53
Per come la raccontate, molto bene per esempio nella recensione ufficiale, credo che in estrema sintesi il problema di questa regia (come di altre che vorrebbero essere d’avanguardia e invece sono marchette) sia una mera carenza di fosforo. Tu regista puoi ribaltarmi un finale o farmi la madre di tutte le trasposizioni, ma alla fine devi farmi tornare i conti.-
In effetti anche per me il discrimine è proprio questo. E' sacrosanto voler veicolare un messaggio sociale attraverso una forma d'arte come l'opera lirica, e non ci vedo nulla di male a cambiare il finale di Carmen per stimolare la riflessione sulla violenza contro le donne. Ma sotto ci dev'essere un'idea complessiva, non il semplice finale dove lei spara a lui, e con Josè che continua a cantare di averla uccisa. A quel punto, bisognava anche cambiare il libretto e far dire a Carmen quelle parole, cosa che a me personalmente non avrebbe affatto disturbato, sempre nell'insieme di un'idea complessiva generale. Tempo fa, per dire, vidi una Tosca ambientata in epoca fascista ma con alcune parole cambiate del libretto, con pieno rispetto della metrica originale, per adattarla completamente all'epoca: funzionava benissimo e non dava nemmeno lontanamente l'impressione di forzatura o stravolgimento.
.. tutto quello che in questo 3d dite , per come lo dite sembra giusto , anche se si dice tutto e il contrario di tutto .
.. vengono chiamati in causa quasi tutti i valori costituenti di una societa' democratica : codice penale e civile , educazione scolastica ai ragazzi, liberta' di espressione dell'arte , censura , politicamente corretto , violenza nei confronti dei piu' deboli ...ecc.
anche io vi ho partecipato, pero' oggi ho letto la parola che Albertoemme ha scritto : MARCHETTE !
.. ecco in sintesi penso che questo sia stata la Carmen di Firenze.

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notung
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da notung » 13 gen 2018 12:54

fracapi ha scritto:
13 gen 2018 10:32
MARCHETTE !
.. ecco in sintesi penso che questo sia stata la Carmen di Firenze.
Sono sempre affascinato dalla forza del tuo pensiero debole, Fracapi.
(Ciao :D )
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da fracapi » 13 gen 2018 13:44

notung ha scritto:
13 gen 2018 12:54
fracapi ha scritto:
13 gen 2018 10:32
MARCHETTE !
.. ecco in sintesi penso che questo sia stata la Carmen di Firenze.
Sono sempre affascinato dalla forza del tuo pensiero debole, Fracapi.
(Ciao :D )
L' ossimoro mi piace :wink: . Ciao e buon 2018

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Tebaldiano
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da Tebaldiano » 13 gen 2018 16:17

In homepage la recensione del cast alternativo.
http://www.operaclick.com/recensioni/te ... lternativo
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ZetaZeta
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da ZetaZeta » 13 gen 2018 23:00

notung ha scritto:
13 gen 2018 12:54
fracapi ha scritto:
13 gen 2018 10:32
MARCHETTE !
.. ecco in sintesi penso che questo sia stata la Carmen di Firenze.
Sono sempre affascinato dalla forza del tuo pensiero debole, Fracapi.
(Ciao :D )
Amico caro, te lo dico da Antonio Razzi: con le marchette si fa la crana... :wink: :wink: :scemo

Pienamente d'accordo - ma lo avevo notato anche io - con la recensione di Tebaldiano.

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mascherpa
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da mascherpa » 15 gen 2018 10:32

ZetaZeta ha scritto:
12 gen 2018 23:33
Francamente tra l'ideologia del politicamente corretto di oggi e quella della moralità pubblica dell'Ottocento di base non ci vedo differenze: è comunque un tentativo di piegare l'arte ad una visione ideologico-morale.
Non permettere, come fanno o hanno fatto nell'ex Eldorado dell'Umanità, di pronunziare parole come «l'immondo sangue dei negri» (senza ovviamente accorgersi che si risponde subito «Intorno a cui s'affollano tutte le genti» facendo fare la figura del cretino a chi le ha dette...), oppure non permettere a Papageno di dire proprio una frase che dimostra quanto la coscienza antirazzista fosse già sviluppata due secoli e rotti fa, perlomeno in certe parti d'Europa: "visto che ci sono uccelli neri, non si capisce perché non debbano esistere uomini neri", mi pare che queste siano pensate di sesquipedale idiozia, al confronto delle quali la riscrittura papalina del testo, per dirne uno, del Rigoletto (dovuta in realtà a G. G. Belli, che notoriamente fu tutt'altro che uno stolido) risulta, per me, cosa non solo culturalmente molto rispettabile, ma per lunghi tratti d'assoluta genialità: con passi talmente equivoci che non si capisce se il "censore", in realtà, non prendesse supremamente in giro il proprio ruolo e la "falsa coscienza" di chi lo pagava per svolgerlo.

Però in questo caso i problemi sono, sempre a mio parere, tutt'altri: in primo luogo, da quanto leggo non mi riesce possibile convincermi che a Firenze il finale della Carmen sia stato modificato (solo visivamente) per political correctness, né per qualsiasi altro scopo che possa apparire diverso dal far parlare di sé stessi.

E soprattutto: la piú elementare correttezza e memoria, nemica della diffusa terminologia inglese che o non si capisce o si traduce stile "of course = di corsa", sostegno di fedi a pappagallo che nascono dall'ignoranza dei problemi, vorrebbe che non si dimenticasse in modo cosí plateale che circa una trentina d'anni fa si plaudí diffusamente a un progresso morale e a un presunto superamento del "medioevo" perché una serie di reati per lo piú commessi ai danni di individui di sesso femminile non furono piú considerati violenza contro le donne, ma contro la persona umana, sottraendoli quindi a tutta una serie di possibili "attenuanti", che già allora apparivano mostruose. Parlare ora di "femminicidio" come della propensione di Trenitalia ai ritardi mi sembra quindi un enorme passo indietro: sotto sotto si ritorna a "ghettizzare", anche se con un insopportabile lezzo di virtuosità, la violenza contro le donne, considerandola qualcosa di sottilmente specifico anziché di riprovevole in termini generali: una volta imboccata questa strada, temo che in breve saranno escogitati nuovi e ben piú subdoli distinguo.

P.S. Potrebbe ovviamente essere che le differenze d'opinioni politiche tra me e "ZetaZeta" siano tali che non andrei mai neppure a bere un caffè insieme a lui. Non lo so, ma so che troppo estranee mi sono le levate di scudi senza fare alcuno sforzo per capire.
«"Tradizione è trascuratezza", cosí fu spesso sentito dire Mahler» (Richard Specht, 1913)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

Francescadarimini
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Re: Firenze: una "Carmen" ridicola per una dirigenza ridicola

Messaggio da Francescadarimini » 16 gen 2018 16:09

Mi sento OT. Ascoltata domenica 14 .
Quanto alla regia , onestamente "tanto rumore per (poco o) nulla ", non condivido il cambio di finale, ma tutto sommato lo spettacolo , rodato e mondato dalle plateali grullate delle precedenti precedenti recite. correva e i vari personaggi sapevano stare sul palcoscenico..
Bravo il direttore che mi è sembrato capace di seguire con intelligenza il respiro dei cantanti .
Su questi vorrei dire la mia :complessivamente mediocri
Brave e in voce Mercedes e Frasquita, Escamillo era proprio il fanalino di coda su tutti i piani.
Aronica si trovava più a suo agio, diciamo così, nelle frasi più arroventate del suo personaggio. Carmen- Simeoni : splendida donna e splendida ballerina , sa come tenere la scena da primadonna , ma ,come cantante, mi ha lasciato perplessa : non mi è sembrata un mezzo soprano. Forse era in serata no ,forse non era in voce,ma , pur avendo io l'abbonamento per un eccellente posto in platea , mi è sembrata una voce piccola e senza colori ,soprattutto quando non era supportata dalle masse corali , ad e. sia nel finale , quando José e Carmen sono vis à vis e non c'è il ricorso alla danza., ma anche chez Lilas Pastia, dove si muoveva e danzava divinamente, : del crescendo e della frenesia che , secondo me, dovrebbe arroventare il brano , nella sua voce mi è parso che nulla trasparisse.
Nel complesso attribuisco a questa recita un 6 per " voto di consiglio", come usava una volta.
Tolgo il disturbo e torno alle "opre familiari intrenta " che diversamente dalla Silvia di leopardiana non mi rendono "assai contenta"
Nobles messieur , salut.
E scusate gli errori di battuta: ho scritto di furia ...

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